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8 simpatiche bugie che ti raccontano sui Millennial (spoiler: i genitori sono peggio)

Pigrizia, insoddisfazione, cattivi rapporti in famiglia: le ricerche smentiscono questi miti sui Millennial

Livia Liberatore
Livia Liberatore

Giornalista professionista

Sulla generazione dei Millennial se ne dicono molte. Una copertina del Time nel 2013 titolava “Millennial: The Me Me Me Generation” e sotto c’era la foto di una ragazza in posa, intenta a farsi un selfie.

L’unico fatto certo è che i nati fra i primi anni Ottanta e il Duemila sono la generazione cresciuta con la crisi finanziaria del 2008, ma anche quella che ha una maggiore familiarità con le tecnologie digitali rispetto alle generazioni precedenti, quella dei Baby boomers e la generazione X.

Con l’aiuto di un commento su Medium dell’imprenditore e autore americano Richie Norton e utilizzando i dati disponibili, abbiamo verificato se le caratteristiche che vengono attribuite ai Millennial riflettano o meno il loro spirito. Abbiamo trovato che gli stessi pregi o difetti erano stati attribuiti in passato ad altre generazioni. Dunque, per tutti i millennial: se qualcuno vi fa queste accuse potrete smentirlo facilmente.

Non è infatti vero che:

I Millennial sono più insoddisfatti del loro lavoro

Rispetto a Boomers e Generazione X, i Millennial hanno riportato livelli più alti di soddisfazione complessiva sull’azienda, sul riconoscimento, sviluppo e avanzamento della carriera, e livelli di soddisfazione simili alle generazioni precedenti per retribuzioni e benefici offerti. La fonte è un’analisi del Journal of Business and Psychology.

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I Millennial sono pigri

Lo dice l’articolo del Time già citato, che accusa i Millennial di pigrizia perché tendono a rimanere più a lungo a casa con i genitori prima di prendere una strada propria e diventare autonomi.

La colpa, però, non è loro ma dipende da una serie di fattori, tra cui, senza ombra di dubbio, la pesante crisi economica che ha colpito tutti i settori. Per esempio, secondo le ricerche di CEB, una società di consulenza statunitense, i Millennial sono molto competitivi: il 59% di quelli intervistati nell’ultimo sondaggio ha detto che la competizione è “la cosa che li sveglia la mattina”, rispetto al 50% dei Baby boomers.

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Cambiano spesso lavoro di loro volontà

Secondo il report “Quindici fatti economici sui Millennial” della Casa Bianca, a meno di fallimenti aziendali, le persone di questa generazione restano in realtà con i loro datori di lavoro per periodi più lunghi della Generazione X quando i suoi appartenenti erano giovani.

Hanno cattivi rapporti con i genitori

Secondo lo stesso report, i Millennial hanno stretti rapporti con i genitori e, come studenti delle scuole superiori, all’incirca la metà dice che è importante per loro vivere vicino ai propri amici e parenti. Per i Baby boomers questa percentuale era del 29%, per gli appartenenti alla Generazione X del 40%.

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Sono indisciplinati con il capo

In un sondaggio citato dall’Economist, è emerso che il 41% dei Millennial concordava sull’affermazione “ho dovuto considerare quello che il manager dice, anche quando non riesco a capirne il motivo “, rispetto al 30 % dei Baby booomers e al 30% dei membri della generazione X.

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Non sono istruiti

I giovani adulti di oggi sono molto più istruiti rispetto alle generazioni precedenti. La differenza è netta in particolare per le donne, secondo il Pew Research Center. Tra le donne della Silent Generation (i nati fra il 1925 e il 1942), solo il 7% aveva completato almeno una laurea triennale quando aveva tra i 18 e i 33 anni. Al contrario, fra le donne Millennial il 27% ha almeno un diploma di laurea.

Laureati

Non sanno gestire i loro soldi

Un’indagine di Ramsey Solutions del 2016 ha studiato lo stato del pensionamento negli Usa.

I risultati hanno mostrato che il 38% dei Millennial è già informato sulla quantità di soldi di cui avrà bisogno per andare in pensione, una percentuale simile a quella dei Baby boomers (37%) e Generazione X (36%). Ma ai Millennial manca molto più tempo per la pensione. “Anche se i Millennial hanno avuto meno di 20 anni per costruire la loro ricchezza pensionistica, non sono così indietro rispetto a molti di coloro che sono più vicini alla pensione”, commenta Richie Norton.

Non apprezzano la sicurezza e il prestigio

I Millennial danno valore alla sicurezza e al prestigio come le generazioni precedenti, ma non li trovano in una cospicua pensione e nei titoli accademici. Per loro sono importanti anche elementi come i permessi retribuiti e la flessibilità su un posto di lavoro.