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Anche Google si fa le sue storie: cosa sono e a cosa servono le Amp Stories

Contenuti in sequenza per raccontare eventi ed esperienze ma anche posta elettronica interattiva: ecco Amp for email

Martina Masullo
Martina Masullo

Social dreamer

C’è una new entry nel mondo delle storie online. Google, che ha annunciato la novità durante la Amp Conf 2018, ad Amsterdam: il nuovo servizio si chiama Amp Stories.

Amp sta per Accelerated Mobile Pages, cioè pagine utilizzate soprattutto da mobile che si consultano molto velocemente e le Stories – non avrebbero bisogno di descrizione, ormai le conosciamo ed utilizziamo tutti – sono immagini, foto o brevi video visualizzate in sequenza, proprio come un racconto della propria giornata, di un evento o di un’esperienza.

Come funzionano le Stories di Google?

Disponibili dal 13 febbraio, le Amp Stories saranno visualizzate durante le ricerche di Google, insieme ai risultati a cui siamo da sempre abituati.

I contenuti verranno proposti in vari formati: foto, video, slideshow. Fruire delle storie di Google sarà molto semplice: come già accade su Instagram e Snapchat, gli utenti potranno cliccare – e non strisciare in questo caso – sull’immagine per passare alla successiva o per tornare indietro.

Le foto presentano poco testo, sono verticali e sono perfette per lo schermo dello smartphone, un po’ meno per quello del PC.

Amp

Per ora, ad usufruire di questa nuova funzionalità sono solo alcuni siti: The Washington Post, Cnn, Mashable, People, Sbn nation, Wired, Cosmopolitan, Meredith, Mic e Vox Media.

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Modalità, tempi e canali di diffusione

Potenzialmente, le Stories possono essere create da qualsiasi utente ma, attualmente, Google ha permesso solo ad un gruppo ristretto di editori di pubblicarle. Si tratta ancora di una fase sperimentale perché,  in realtà, ci sono ancora dei punti poco chiari e da definire e Google non ha ancora fatto sapere quando la funzione sarà attiva al 100%. 

Con ogni probabilità, i contenuti delle Stories potranno essere condivisi sui social. Basterà cliccare sulla storia per ottenerne il link.

Poniamoci qualche quesito: come influiranno le stories nei risultati di ricerca? Verranno visualizzate per prime tra i risultati di Google oppure come ogni altro contenuto dovranno essere indicizzate? Le immagini rimarranno costantemente fruibili oppure, come accade sugli altri social, dopo 24 ore verranno eliminate automaticamente?

Domande a cui Google non ha ancora dato risposte soddisfacenti.

In ogni caso, Google non si ferma e lancia le Stories anche per rendere interattiva la posta elettronica. 270 miliardi di mail inviate ogni giorno sembrano proprio un buon motivo per attivare la nuova funzione!

gmail

Amp for email, così si chiamerà e porterà le storie su Gmail. Lo ha spiegato Aakash Sahney, il product manager della societàsul blog ufficiale, ha dichiarato: “Immaginate di dover portare a termine un compito direttamente sulla posta: con Amp for email sarai in grado velocemente di compiere azioni come rispondere all’invito a un evento, fissare un appuntamento o compilare un questionario. Direttamente nel messaggio”.

Intanto, sembra che anche Booking e Pinterest si stiano dando da fare per fornire ai propri utenti esperienze più interattive.

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Martina Masullo

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Ho 23 anni e sono laureanda in Corporate Communication and Media all'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista e social media editor, ho coniugato due delle mie ... continua

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