Art guerrilla

“Vota per me”, dice il migrante. La provocazione di art guerrilla di un fotografo

Gianluca Vassallo ha fotografato 8 migranti e fatto affiggere in alcune città italiane dei finti manifesti elettorali con lo slogan "Vota per me". Una vera operazione di art guerrilla

La scorsa notte a far compagnia ai politici sui cartelloni elettorali a Trieste, Cagliari e Olbia sono comparsi volti nuovi: Jasvir, Michael, Anayet, Mamhut, Zhang, Rahaman, Viltus e Ali.

Non si tratta di una nuova coalizione ma di Vota per me, un progetto di arte pubblica lanciato da Gianluca Vassallo, artista e fotografo attivo nel sociale (sua, ad esempio, la campagna “Shoot Me Orlando!”, realizzata dopo la strage in Florida), che nelle ultime ore sta rapidamente diffondendosi nella rete. Già noto per le sue provocazioni, Vassallo vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulla strumentalizzazione dei migranti ai fini elettorali. I volti, le storie, le vite di queste persone non possono e non devono essere usati per (spesso mal) informare le persone.

Con "Vota per me" Gianluca Vassallo porta l'art guerrilla nelle strade

Un’operazione di art guerrilla

«Questa è la nostra risposta alla violenza verso i migranti che già prima dei fatti di Macerata ha caratterizzato la campagna elettorale», spiega, in una nota, l’autore di “Vota per me”. «Attraverso le facce e le storie dei migranti cerchiamo di riportare al centro del dibattito pubblico la verità delle vite e la dignità degli individui»

L’operazione di art guerilla lanciata da Vassallo ha preso il via nella notte del 13 febbraio, a Trieste, Cagliari e Olbia, dove sono i manifesti creati dall’artista sono stati affissi negli spazi destinati ai candidati, rimasti vuoti a causa dei tanti politici che hanno preferito la rete. Sono previste ulteriori affissioni nei prossimi giorni a Roma, Milano, Bologna, Forlì e Treviso.