Street Art by INWARD

Design in cemento e street art: l’arte minimale di Jordane Saget

Una capsule collection pensata per gli amanti del design

di Silvia Scardapane

Sono sempre più numerosi gli esperimenti creativi che mettono insieme l’estro della street art con la funzionalità del design. Non stupisce perciò che una delle ultime produzioni più eleganti del settore sia stata realizzata in Francia, a Parigi, dove in passato sono nate alcune delle più grandi firme del design internazionale. Sedotto dalla qualità degli accessori dello studio di Lyon Béton, l’artista di strada Jordane Saget ha infatti firmato una capsule collection minimale e raffinata, per quanto particolarissima.

Foto di Laurence Mateudi-Pierrain

Foto di Laurence Mateudi-Pierrain

Jordane Saget, ex studente di Filosofia, ha iniziato ad integrare il suo lavoro con il paesaggio urbano a partire dal 2015; prima d’allora l’artista realizzava gran parte delle linee e degli arabeschi che caratterizzano le sue tele in casa o nel suo studio. Attualmente, invece, le sue linee varcano ogni confine giungendo nelle metropolitane e nelle vie e piazze delle città europee. Gli accattivanti interventi realizzati in situ dall’artista si intrecciano con elementi di storia dell’arte e dell’architettura. Per questo, molto spesso, le sue composizioni compaiono anche sugli ingressi di grandi edifici. L’arte di Saget dimostra perciò grande duttilità, adattandosi perfettamente allo spazio che la ospita. Non è neppure casuale, del resto, la decisione di utilizzare il gesso come strumento principale, associato ai suoi ricordi d’infanzia e alle prime esperienze con il disegno.

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Per l’occasione, le composizioni astratte di Saget sono state riprodotte sui telai in cemento frag per una consolle e due tavoli rilasciati in solo trenta esemplari dallo studio francese Lyon Béton, specializzato nella progettazione e produzione di mobili in cemento e oggetti d’arte. I piani in calcestruzzo sono tutti supportati da un telaio metallico le cui saldature e tracce di ossidazione sono appositamente visibili all’acquirente per rafforzarne l’aspetto industriale. Un caso-studio molto interessante perché permette ad uno street artista di esprimersi, liberamente, su un materiale noto e apparentemente controverso, ma anche molto amato, come il cemento, disposto, tra l’altro e per sua natura, ad accogliere le tecniche più svariate dell’arte di strada, dagli stencil fino ai mosaici.

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La collezione in edizione limitata, lanciata sul mercato grazie anche alla collaborazione con Lapiscinegalerie, ha riscosso così tanto successo tra gli amanti del design e collezionisti di produzioni esclusive che lo studio francese è già a lavoro con l’artista su una nuova serie di prodotti, pensati, questa volta, sul gioco di trasparenza, fragilità e profondità del vetro.

 


La sperimentazione messa in atto da Béton e Saget si unisce ad alcuni piccoli precedenti (anche italiani) che lasciano ben sperare sulla forza del connubio street art – design anche per il futuro. Tuttavia, in questo senso, le collaborazioni risultano essere ancora poche o non molto bene assortite. Ciononostante si avverte sempre più la tendenza ed il piacere di portare la street art, “arte per esterni” per antonomasia, negli spazi interni: ecco che, oltre a produzioni speciali, nascono così sempre più edifici, hotel e uffici pensati nei minimi particolari (dalle pareti agli accessori) con la collaborazione attiva degli street artist.