Privacy

Facebook cambia: ci dirà come raccoglie e usa i nostri dati (a proposito di GDPR)

Anche se la permanenza degli utenti sulla piattaforma diminuirà, rimettere l'utente al centro del social network può rivelarsi la mossa giusta

È ufficiale: Facebook permetterà agli utenti di gestire i propri dati grazie ad un nuovo centro di controllo che raccoglie tutti gli strumenti per tutelare la propria privacy sul social network.

Grazie a questo centro di controllo sarà più semplice gestire le impostazioni sulla privacy. Non è una cosa da poco dato anche il fatto che una delle critiche che Facebook si è sentito rivolgere più spesso è proprio la difficoltà per gli utenti di definire le regole di presenza all’interno della piattaforma: chi può vedere i propri contenuti, le proprie reazioni, come gestire i tag, e via dicendo.

Sappiamo tutti molto bene quanto il tema della privacy sia scottante, soprattutto negli ultimi anni. Non è infatti un caso che manchi poco all’entrata in vigore della General Data Protection Regulation voluta dall’Unione Europea, ovvero il primo vero sforzo legislativo di revisione delle regole sulla privacy dei dati personali da quando è nato Internet.

Ma procediamo con ordine: perché Facebook ha deciso di fare questa mossa? E cosa cambierà concretamente?

Privacy Facebook

Cosa intende Facebook per riservatezza

Il gruppo di Menlo Park  ha annunciato che renderà pubblici i suoi principi sulla riservatezza. Si tratta di un’operazione di trasparenza storica per Facebook dato che il social ha ammesso di non aver mai rivelato le regole fondanti intorno alle quali ruota la tutela della riservatezza.

Già in passato Facebook è inciampato in notevoli problemi con le regole europee circa l’uso dei dati degli utenti e il tracciamento delle loro attività online; per questo il COO Sheryl Sandberg ha annunciato che i cambiamenti imminenti avrebbero fornito a Facebook ottime fondamenta per soddisfare tutti i requisiti del GDPR.

Ma cosa si intende con “principi sulla privacy?” Come riporta Reuters, non si fa riferimento ai termini e alle condizioni di utilizzo che le persone sottoscrivono nel momento in cui creano il loro profilo sulla piattaforma.  Con le nuove linee guida, invece, Facebook renderà noto come i dati degli utenti vengono di fatto utilizzati.

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L’utente al centro e i video tutorial, rivela Erin Egan

«Riconosciamo che le persone usano Facebook per restare connesse, ma non tutti voglio condividere tutto con tutti».

Queste le parole di Erin Ergan, responsabile della privacy su Facebook che, in un post sul blog, ha annunciato che l’azienda sta adottando delle nuove misure per la tutela della privacy. Il post è arrivato dopo che la Sandberg aveva dichiarato che Facebook sta creando un nuovo centro dedicato alla privacy in cui gli utenti potranno accedere a tutte le loro principali impostazioni.

Il post continua dicendo che sarà cura di Facebook pubblicare dei video educativi per aiutare i suoi oltre 2 miliardi di utenti a controllare chi è in grado di accedere alle loro informazioni personali. Reuters riporta anche che questi video mostreranno agli utenti come gestire i dati che Facebook usa per calibrare le pubblicità da visualizzare, come cancellare vecchi post e cosa succede a questi dati quando si cancella un account, come vi abbiamo spiegato più nel dettaglio qui.

Tutto questo sembrerebbe essere un passo importante verso la responsabilizzazione e la protezione dell’utente in materia di dati.

La mossa di Facebook e la General Data Protection Regulation

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Il 25 maggio prossimo entrerà in vigore il nuovo regolamento generale europeo per la protezione dei dati personali, il cosiddetto GDPR: Facebook evidentemente sta iniziando a prendere le misure per non farsi trovare impreparato all’appuntamento.

Il provvedimento richiede infatti che aziende (tutte le aziende) segnalino eventuali violazioni dei dati entro 72 ore dalla loro scoperta; inoltre impone loro di garantire agli utenti il diritto di esportare e cancellare i propri dati personali.

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Il Facebook che verrà

Zuckerberg ha già ammesso che la nuova strategia volta alla tutela degli utenti in materia di privacy probabilmente ridurrà la quantità totale di tempo che gli iscritti trascorreranno all’interno della piattaforma.

Ma sono in molti a ritenere che il nostro Mark stia facendo la cosa giusta per il futuro a lungo termine dell’azienda: migliorare l’esperienza dell’utente mettendolo al centro potrebbe rivelarsi una mossa vincente.

A tal proposito Daniel Ives, capo della ricerca tecnologica di GBH Insight, ha dichiarato che “anche se i cambiamenti di News Feed appena annunciati potrebbero essere preoccupanti in termini di rallentamento della crescita degli annunci, riteniamo che questa revisione sia stata la mossa giusta per un coinvolgimento degli utenti a lungo termine e alla guida di contenuti significativi, la qual cosa rimane l’ingrediente principale nella ricetta di Facebook per il successo futuro”.