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La tua SEO è davvero pronta per la rivoluzione della ricerca vocale?

La ricerca vocale non sta scomparendo: ecco qualche consiglio per chi lavora con la SEO

Da Google Home di Alphabet, a Siri di Apple, Cortana di Microsoft e Alexa di Amazon, la ricerca vocale è ormai diventata una realtà con cui fare i conti per tutti coloro che si occupano di SEO.

Nonostante molti non abbiano ancora chiari i vantaggi che gli assistenti virtuali e tutte le altre tecnologie vocali potranno apportare alle strategie di marketing, non vogliamo chiudere gli occhi di fronte alla Voice Search ed ai suoi futuri scenari.

Ogni nuova tecnologia particolarmente innovativa, infatti, ha bisogno di tempo per essere adottata e compresa a fondo.

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La SEO del futuro sarà basata sull’ottimizzazione della ricerca vocale? Sembra proprio di sì.

Parlare è più semplice che scrivere: perché?

Il riconoscimento vocale sarà fondamentale per effettuare ricerche su Google e potrà migliorare la capacità del motore di ricerca nell’affinare i risultati, ma non solo. Per le aziende significherà avere a che fare con clienti che potranno utilizzare la ricerca vocale durante il processo d’acquisto.

Secondo quanto dichiarato un anno e mezzo fa dal CEO di Google, Sundar Pichai, la “ricerca vocale” rappresenta il 20% delle query effettuate da app mobile. Inoltre, sempre del 2016, è il rapporto Intelligent Voice Assistants di MindMeld che elenca le principali ragioni per le quali gli utenti utilizzano la ricerca vocale:

  • 61% – ritengono utile la ricerca vocale mentre hanno le mani occupate;
  • 30% – la ricerca vocale offre risultati più rapidi;
  • 24% – è utile se si ha difficoltà a digitare su determinati dispositivi;
  • 22% – è una tendenza molto interessante;
  • 12% – è utile per evitare di confondere i menu sul proprio smartphone;
  • 1% – Altro.

Il rapporto ha rivelato anche che i luoghi in cui più frequentemente si utilizza la ricerca vocale sono:  casa (43%), in auto (36%), mentre si è in viaggio (19%) ed a lavoro (2%).

Cercare informazioni con la ricerca vocale: le implicazioni SEO

Non esiste un unico approccio SEO alla ricerca vocale. Infatti,  basti pensare che Google Home utilizza i dati di Google, Siri estrae i dati di Bing, Alexa recupera i dati di Bing e Amazon dalle abitudini di acquisto personalizzate. Ogni motore di ricerca è una storia a sé.

Il mobile ci ha messo la tecnologia in tasca. Infatti, tramite il proprio smartphone è sempre più semplice effettuare ricerche con app, facilitando l’esperienza quotidiana delle persone. Ma cosa comporta tutto ciò per chi si occupa di SEO?

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È chiaro che i motori di ricerca, Google in primis, diventeranno sempre più bravi ad interpretare e comprendere il significato delle ricerca, ma i contenuti prodotti dagli esperti di marketing dovranno essere sempre più orientati a rintracciare ed utilizzare le componenti testuali conversazionali. Effettuare una ricerca digitando parole su una tastiera, infatti, è completamente diverso rispetto a pronunciare un’espressione a voce.

Dalla ricerca del ristorante o del prossimo hotel da prenotare, tutti dovranno adottare principi di ottimizzazione legati alle domande e le risposte degli utenti e che possono rappresentare pezzi di conversazioni.

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Risultati su misura per gli utenti e snippet in evidenza

L’applicazione del machine learning al marketing è vasta: oggi i PAs – Personal assistants, come Siri o Cortana, sono sempre più utilizzati e presenti nella nostra quotidianità. L’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale consentirà agli assistenti virtuali di comprendere le intenzioni dei clienti con maggiore accuratezza, migliorando così i risultati di ricerca e fornendo agli utenti la risposta che stavano cercando.

Non dimentichiamoci, inoltre, dei Featured Snippets, i risultati in primo piano rispetto agli altri siti indicizzati per le medesime parole chiave ricercate. Gli snippets possono essere elenchi, tabelle, paragrafi e le ricerche vocali potrebbero essere assolutamente fondamentali per generare come risultati gli snippet in evidenza.

Per chi vuole approfondire la questione, esistono due strumenti principali per aiutarti a capire quali query generano snippet in primo piano: SEMrush, in cui è possibile cercare parole chiave che generano uno snippet in primo piano e l’intramontabile Moz Keyword Explorer, uno strumento che consente di salvare elenchi di keywords e determinare quali parole chiave hanno uno snippet in evidenza.

Local search, FAQ e risposte rapide alle richieste degli utenti

Secondo gli esperti di Moz, la ricerca vocale mobile per attività locali sarà 3 volte più efficace. Ciò significa che ristoranti, hotel, aziende con attività geolocalizzate dovranno acquisire sempre più autorità nelle ricerche cercando di ottimizzare il posizionamento SEO in favore delle ricerche vocali, con informazioni pertinenti e schede descrittive sempre più accurate.

Le pagine delle FAQ, ad esempio, possono rappresentare una vera e propria miniera d’oro per gli esperti SEO che vogliono fornire risposte rapide alle richieste che gli utenti faranno attraverso i loro dispositivi mobile e con le app di ricerca vocale.

È bene sapere, infatti, che esistono numerosi strumenti per aiutarvi a capire le principali domande che le persone richiedono sul prodotto e/o servizio di un’azienda. AnswerThePublic.com è uno strumento gratuito che è in grado di fornire più informazioni relativamente a quali domande sono state digitate su Google in riferimento ad una parola chiave. Ma anche Google Suggest è un metodo potente, veloce e semplice per ottenere dati utili sulle domande degli utenti online.

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