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Facebook Ads: 5 consigli (+1) per scrivere un copy che funzioni

Quanto contano le parole affinché le inserzioni su Facebook siano davvero efficaci? E come ottenere il massimo coinvolgimento degli utenti? Ecco qualche consiglio davvero utile

Ella Marciello
Ella Marciello

Copywriter, Social Media Manager, Content Strategist

Per conseguire buoni risultati su Facebook, come su qualsiasi altro canale pubblicitario, è necessario far leva su tre elementi base: il formato pubblicitario, le persone e la creatività. Dobbiamo quindi pensare non solo ad ottimizzare le varie fasi progettuali di un ads, ma insistere anche sull’aspetto umano e sulle varie interazioni che nascono dalle azioni di marketing. Il copy è un elemento fondamentale perché questo avvenga.

Abbiamo un compito difficile, che è quello di catturare l’attenzione di un potenziale cliente nella sua attività di scrolling nel newsfeed (che, non dimentichiamolo mai, non è su Facebook per guardare o interagire con le nostre sponsorizzate) ma ne abbiamo anche un altro, che è quello di farlo emozionare. In tre parole: colpirlo al cuore.

Un cliente o potenziale tale deve poter sognare attraverso una narrazione, deve poter rendersi conto di avere un problema che noi possiamo risolvere, deve essere stimolato a formulare un desiderio che fino a quel momento era rimasto latente ed ora finalmente prende forma. Puntiamo perciò sulle sensazioni, sull’empatia, sul senso di appartenenza.

Scrivere una Facebook Ads, come un articolo di un blog o un libro, è un’arte.

David Ogilvy- che era un maestro nel suo mestiere- sosteneva che “Le persone che pensano bene, scrivono bene. Le persone che ragionano in modo confuso, scrivono appunti confusi, lettere confuse, discorsi confusi. Ricorda, scrivere bene, non è una dote innata, bisogna imparare.”.

Era vero nell’epoca della pubblicità cartacea ed è ancora vero oggi nell’era dei Social Media.

Il copy negli annunci di Facebook è davvero importante? Sì, è fondamentale. Insieme alla creatività visuale è ciò che stimola le decisioni di acquisto di un consumatore. La lunghezza del copy di un Facebook Ads è di 125 caratteri. La scelta di un long o di uno short copy dipende sicuramente da quali sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere, dal tipo di campagna che stiamo effettuando, dal target e dalla sua segmentazione.

Ecco 5 (+1) consigli utili per migliorare i copy dei tuo Facebook Ads.

1. Concentrati sul lessico

Un lessico pertinente, studiato e inerente al settore di riferimento è il primo lasciapassare per creare un annuncio di successo. Esplorare l’immaginario connesso a determinate parole è un metodo perciò efficace per scrivere un copy performante. Se promuoviamo attrezzature e abbigliamento sportivo ad esempio, un messaggio come quello di Nike include non solo il tipo di prodotto sponsorizzato, ma anche una “parola magica”: movimento.

Esattamente il tipo di parola (e tutte le implicazioni di significato connesse) a cui pensiamo quando decidiamo di acquistare un paio di scarpe da corsa, una racchetta da tennis, un completo da sci.

scrivere copy efficaci per le facebook ads

Oppure questa inserzione di Ikea Italia. Perfetta, no?

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2. Genera curiosità

Invitare alla riflessione ponendo domande (anche retoriche) è una strategia che porta il consumatore dritto alla vostra Unique Selling Proposition. Per fare questo si può, ad esempio, catturare l’attenzione del cliente con un copy che sveli alcuni particolari del prodotto che state promuovendo, spingendolo a volerne sapere di più.

L’effetto teaser, se costruito con le parole giuste, può sfociare in una CTA che si dimostrerà efficace come logica conseguenza del body copy.

 

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3. Invita all’azione, in modo semplice e incontrovertibile

Se chiediamo all’utente di compiere un’azione, quello che vogliamo è che non ci sia spazio per dubbi e fraintendimenti e che quell’azione sia compiuta in quel momento, non in uno successivo.

La richiesta perciò deve essere quanto più chiara, semplice ed efficace possibile. Ciò che è fondamentale quindi, è che l’utente percepisca sin da subito quale sarà il valore aggiunto su cui potrà contare dopo aver compiuto quella determinata azione. Una call to action che si propone come risoluzione di un problema, ad esempio, non deve mai generare nessun tipo di dubbio in chi legge. In poche parole, il beneficio legato all’azione deve essere chiaramente e inequivocabilmente percepibile.

È finito il tempo del “clicca qui” e dello “scarica adesso”. Via libera quindi alle CTA che mettono in luce il plus di quella specifica azione, come ad es. “Trova i migliori ristoranti a Milano” o “Lasciati ispirare dalle nostre proposte di design”.

 

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4. Coinvolgi il tuo pubblico con l’empatia

Generare engagement è uno degli obiettivi delle campagne di marketing e l’engagement può essere il tramite perché un brand o una azienda aumenti la propria brand awareness, diventi un punto di riferimento per il proprio target o porti a conversioni basate sulla percezione di una migliore brand authority rispetto ai competitor.

Quanto incide un buon testo pubblicitario nel creare engagement? Moltissimo.

Quando stabiliamo un contatto di tipo emotivo con il nostro target, riusciamo a scavalcare tutte quelle barriere che naturalmente esistono nella comunicazione, in primis tra esseri umani e poi attraverso lo schermo.

Ed è proprio qui che una comunicazione che faccia leva sull’empatia è la chiave giusta per coinvolgere gli utenti e spingerli all’azione.

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5. Fai leva sulla riprova sociale

Una delle emozioni che influenzano enormemente le decisioni di acquisto dei consumatori è la paura. La paura può esser declinata in tante forme e applicabile a svariate situazioni. Possiamo avere paura di sbagliare, di essere in ritardo, di fare un pessimo affare, di sprecare denaro.

Ecco perché il sistema di valutazione delle recensioni è uno dei sistemi a cui ci affidiamo online. Ebay, Zalando, Amazon, Airbnb e Booking (solo per citarne alcuni) lo sanno bene. Per questo mostrano commenti, voti e recensioni che aiutano altri clienti o prospect ad orientarsi nelle scelte.

Siamo naturalmente più propensi a ritenere più validi i comportamenti o le scelte che vengono effettuati da un numero ampio di persone, meglio se conoscenti.

Questa fiducia, associata al principio di emulazione ci permette di non decidere se quello che vogliamo ci piaccia davvero: la riprova sociale cancella questa insicurezza e decide per noi. Se qualcuno ti fa notare che altre 458 persone hanno acquistato quel frullatore, hanno soggiornato in quel bed and breakfast o hanno comprato quelle scarpe e sono soddisfatte, sarai più portato a scegliere la stessa strada.

Quale copy funzionerà meglio quindi?

“Acquista le mie scarpe da running perché sono belle e funzionali” o “Indossa oggi le nostre scarpe da running e unisciti alle altre 2500 persone che le hanno scelte”?

Surplus: assicurati che il visual sia sempre coerente

L’errore di scegliere una o più immagini che non si adattino al copy è molto più frequente di ciò che si pensa.

Molte aziende non hanno la possibilità di scegliere tra un repertorio di immagini molto vasto. Quando arriva il momento di impostare un annuncio spesso le immagini non risultano coerenti con il testo e questo genera confusione nell’utente. Questa esperienza di confusione fa sì che non si riesca effettivamente a comprendere subito quale sia il prodotto o servizio pubblicizzato. Sarà improbabile che le persone clicchino sull’annuncio, rendendo vana la promozione.

Starbucks ad esempio, ha preparato un collage con tre immagini per creare un bel visual per  “Il più grande #StarbucksDate del mondo”. Nel copy vengono menzionati i prodotti che appaiono nelle foto (French Press Caffè Verona e un brownie al cioccolato) e suggerisce in maniera esatta cosa troveranno i clienti quando varcheranno la soglia del punto vendita.

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L’ultimo (giuriamo!) consiglio è molto semplice: provare provare e ancora provare. Solo così sarà possibile ottenere il massimo dalle parole e far sì che le inserzioni Facebook sia davvero efficaci e performanti.