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3 cose sull’integrazione tra eCommerce e offline che abbiamo imparato nel 2017 (e che non dobbiamo dimenticare)

Ovvero consigli su come migliorare l'esperienza in negozio tramite il Geofencing

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Ci troviamo nel periodo dell’anno in cui si discute di più sull’andamento delle vendite: tutti noi (o quasi) nell’ultimo mese, a partire dal Black Friday, abbiamo seguito miriadi di offerte rincorrendo i prezzi migliori per poterci assicurare i regali di Natale più vantaggiosi destinati ai nostri cari, amici, e perché no, a noi stessi.

Ma non ci sono solo le luci degli addobbi di Natale che ricominciano a brillare in questo particolare momento dell’anno: si riaccende infatti anche l’eterna diatriba tra chi sostiene che gli eCommerce stiano penalizzando le vendite offline e chi invece difende l’idea secondo la quale siamo di fronte ad un ritorno alle vendite nei negozi fisici.

Chi avrà ragione? E siamo proprio sicuri che online e offline debbano ricoprire ancora i ruoli di acerrimi nemici?

Mettetevi comodi, stiamo per raccontarvi una favola che ha tutte le carte in regola per avere un lieto fine, in pieno spirito natalizio.

E-commerce e offline

I dati delle vendite e il Geofencing

Partiamo da alcuni dati: secondo il report del 2017 della National Retail Federation quest’anno il Black Friday ha registrato ben 108,5 milioni di acquirenti online.

Rispetto a questi dati però c’è una considerazione da fare: se è vero che le vendite online negli ultimi due anni sono aumentate in maniera sensibile, è anche vero che oltre il 90% delle spese dei consumatori ha ancora luogo nell’offline, ovvero nei negozi fatti di malta e mattoni, manichini e commessi.

Vediamo di indagare un po’ più da vicino il carattere dei protagonisti di questa favola: se gli eCommerce insistono molto sull’offrire prezzi competitivi e convenienti, i negozi reali puntano sull’esperienza umana, che è di fatto il motivo per cui le vendite in negozio sono ancora vive. Ma oggi uno degli strumenti più potenti che stanno utilizzando i negozi fisici per migliorare l’esperienza dei clienti è anche il Geofencing.  

Il geofencing è una tecnologia che sta rivoluzionando l’esperienza diretta dell’utente in store. Si tratta di un “recinto virtuale” che permette all’app mobile di tracciare i movimenti degli utenti registrati all’interno di un’area circolare definita da due punti, sia outdoor che indoor. Utilizzando una serie di tecnologie che come GPS, RFID e Wi-Fi, si consente al software di attivare una risposta nel momento in cui un dispositivo mobile entra o esce da questo “recinto virtuale”, permettendo, dopo aver acquisito il consenso dell’utente, di interagire con i consumatori tramite l’invio di notifiche push.

Insomma, si tratta di un sistema utilizzato da molte aziende che non solo è in grado di guidare i potenziali clienti in luoghi fisici, ma che può migliorare in maniera sensibile anche la loro esperienza all’interno del negozio.

Ecco quindi ciò che abbiamo imparato nel 2017 su questa tecnologia e in generale sull’integrazione tra eCommerce e store fisici. 

E-commerce e offline

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1. Il geofencing per facilitare l’esperienza in negozio

«Se un rivenditore decide si utilizzare il geofencing all’interno del proprio negozio, deve anche capire come migliorare l’esperienza all’interno del suo esercizio commerciale e non concentrarsi solo su come dirigere il traffico pedonale»: parola di Roger Woods, direttore della sezione Mobile Product & Strategy di Adobe Systems.

In altre parole il Geofencing è uno strumento potente ma che va utilizzato per fornire qualcosa di unico e di utile all’interno del negozio: e questo ce lo insegna ad esempio l’esperienza di Home Depot, un venditore al dettaglio statunitense di prodotti per la casa. Come funziona?

Home Depot permette agli utenti di passare alla modalità “in store” quando entrano in un negozio e di avere così a disposizione una grande quantità di informazioni utili: possono scansionare i codici a barre, confrontare i prezzi tra i prodotti simili, mappare il negozio per individuare ciò che cercano.

Non male, no?

E-commerce e offline

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2. Integrazione tra eCommerce e offline per far leva sulle offerte speciali

Le offerte a tempo fanno gola, soprattutto perché creano un senso di urgenza, questo non è certo un segreto. Da uno studio di TSheets risulta che l’84% delle persone che tramite geofencing hanno ricevuto un’offerta del genere poi ha davvero finalizzato l’acquisto. Si tratta di un numero impressionante!

Inoltre questo tipo di offerte supportate dalla tecnologia di cui stiamo parlando creano un vero e proprio collegamento tra l’acquirente ed il rivenditore: se è vero che il potenziale cliente viene informato delle offerte, è altrettanto vero che il rivenditore riceve una notifica quando questa persona entra fisicamente in negozio.

Immaginate una ragazza che in prossimità di una profumeria riceva tramite geofencing un coupon del 20% per l’acquisto di una crema per il corpo. La crema corpo le serve, il negozio si trova praticamente a due passi da lei e così decide di entrare nello store. Una volta entrata si sofferma su un profumo che le piace: costa però troppo e decide di non finalizzare l’acquisto. Esce e dopo pochi minuti le arriva un’altra offerta, questa volta del 30%, proprio per acquistare quel profumo. Secondo voi che farà?

Et voilà Mesdames et Messieurs: il dialogo tra cliente e rivenditore è servito.

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3. Influire sulla conversione? Si può!

Migliorare l’esperienza dei clienti all’interno del negozio tramite il Geofencing aiuta non solo le conversioni all’interno del punto commerciale, ma anche attraverso tutti gli altri canali di vendita online, fornendo agli utenti un’esperienza di shopping completa.

L’esperienza d’acquisto di chi ama comprare online potrebbe essere ottimizzata e incrementata se l’utilizzo della tecnologia all’interno dei negozi reali fosse strutturata per garantire ai clienti un’esperienza memorabile, utile e cool.