Le "finaliste" di Bezos

Ecco le 20 città che si contendono il secondo quartier generale Amazon

Il gigante dell'eCommerce ha esaminato 238 proposte provenienti da Stati Uniti, Canada, e Messico per il suo Hq2, ecco la short list delle "finaliste" scelte da Amazon

Un investimento da 5 miliardi di dollari, con la possibilità di creare 50.000 posti di lavoro (“ben pagati” si sottolinea). Più altre risorse dall’indotto. Amazon cerca casa, la sua seconda casa in Nord America. Dove? La società di Jeff Bezos ha esaminato 238 proposte provenienti da Stati Uniti, Canada, e Messico e ha scelto 20 aree metropolitane.

Nei prossimi mesi, il team di lavorerà con le località candidate per approfondire le loro proposte, richiedere ulteriori informazioni e valutare la fattibilità di una futura partnership in grado di accogliere i piani di assunzione della società. La decisione è attesa per quest’anno. «Sarà una sede completa per Amazon, non un ufficio satellite» sottolineano da Seattle.  Il nuovo spazio sarà uguale al primo campus. Secondo le stime di Amazon, i suoi investimenti a Seattle dal 2010 al 2016 hanno fatto crescere di 38 miliardi di dollari l’economia della città.

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Images of Amazon’s campus in Seattle, Washington, in both the downtown and South Lake Union neighborhoods. Photographed from the roof of Amazon’s Port 99 building. (JORDAN STEAD / Amazon)

Le 20 finaliste (Atlanta è tra le favorite)

Le 20 città sono Atlanta, Austin, Boston, Chicago, Columbus, Ohio, Dallas, Denver, Indianapolis, Los Angeles, Miami, Montgomery County, Nashville, Newark, New York, Northern Virginia, Philadelphia, Pittsburgh, Raleigh, Toronto e Washington DC.

Secondo gli analisti, tra le città favorite ci sarebbe Atlanta per il costo della vita, il pool di talenti e l’accesso all’aeroporto più trafficato del mondo (tra i punti a sfavore, il traffico).  Ma c’è anche Austin, lì c’è già il quartier generele di Whole Foods di proprietà di Amazon. La città poi ha un settore tecnologico in espansione e giganti come Apple, Google, Facebook e Microsoft hanno già uffici sul posto. Ci sono anche 425 mila studenti universitari nella regione che darebbe ad Amazon una solida base per reclutare nuovi dipendenti. In lizza c’è anche Washington: avere un quartier generale vicino al governo potrebbe dare ad Amazon la possibilità di rapportarsi più da vicino con la politica.

Il cactus di Tucson

Poi ci sono le città che si stanno muovendo per offrirsi a Bezos. Newark ha approvato un pacchetto di incentivi fiscali da 5 miliardi di dollari nel tentativo di attirare il secondo quartier generale. Tucson ha inviato un gigantesco cactus al CEO di Amazon.  Tra le 20, Toronto è l’unica città fuori dagli Stati Uniti nell’elenco. Recentemente la città canadese ha annunciato una partnership con Sidewalk Labs, società di innovazione urbana di Google Alphabet, per costruire un quartiere futuristico.  Nello spazio ci si muoverà a piedi, in bicicletta, con veicoli elettrici condivisi. Columbus e Nashville sono nella lista, nonostante siano città senza gli hub aeroportuali richiesti da Amazon. Altre città, fuori dalla lista, hanno cercato in tutti i modi di mettersi in mostra. il sindaco di Kansas City, Sly James, ha rilasciato recensioni a cinque stelle su 1.000 elementi casuali sul sito web di Amazon, legando i punti di forza della città in ogni post. Stonecrest, in Georgia, ha proposto di cambiare il suo nome in Amazon.

Come sono state scelte

Amazon ha valutato ognuna delle 238 candidature in base ai criteri precedentemente, come la vicinanza a un aeroporto principale, la capacità di attrarre talenti tecnologici e un’area suburbana o urbana con oltre 1 milione di persone.

«Grazie a tutte le 238 comunità che hanno presentato proposte. Arrivare dal 238 al 20 è stato molto difficile – tutte le proposte hanno mostrato enorme entusiasmo e creatività – ha detto Holly Sullivan (Amazon Public Policy) – attraverso questo processo abbiamo imparato a conoscere molte nuove comunità del Nord America che considereremo luoghi per futuri investimenti infrastrutturali e creazione di posti di lavoro».