Aziende a quattro zampe

Il cane in ufficio aumenta la produttività: ecco le policy più pet-friendly delle aziende

Da Amazon a Purina, ognuna ha le sue regole per chi non vuole lasciare sempre a casa il suo cane o gli altri animali domestici

Livia Liberatore
Livia Liberatore

Giornalista professionista

Con il cane vicino alla scrivania dell’ufficio, si lavora meglio. Lo dicono diversi studi: l’umore migliora, la pressione sanguigna si abbassa, lo stress diminuisce. Di conseguenza i dipendenti sono più felici e produttivi. La pratica di permettere ai proprietari di animali domestici di portare al lavoro il proprio cane o gatto si è diffusa in molte aziende statunitensi e da lì in tutto il mondo, anche in Italia. Certo, bisogna avere a mente anche le esigenze di chi non è amante degli animali, oppure allergico al pelo.

Nel trend di estensione dei benefici del welfare aziendale, alcune imprese hanno deciso di consentire l’ingresso al lavoro degli animali domestici insieme al loro padrone, in alcuni giorni e a condizioni particolari. Si tratta solo di una delle possibili politiche pet-friendly. Ogni compagnia stabilisce le sue regole per semplificare la vita di chi si fa in quattro per conciliare professione e cura del proprio amico.

Ecco cosa prevedono le aziende più amiche degli animali.

cane in ufficio

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Amazon: a lavoro con Fido, ma con zone dog-free

L’idea di Amazon è conciliare le esigenze di chi non vuole lasciare sempre a casa il suo animale domestico e quelle di chi non ha simpatia per cani e gatti. Nella sede centrale di Amazon a Seattle è possibile portare con sé il cane tutti i giorni, basta che abbia fatto tutte le vaccinazioni necessarie e che sia registrato al suo ingresso. Può sedersi vicino alla scrivania del padrone ma deve per forza essere al guinzaglio a meno che non si tratti di una stanza singola. Chi non ama gli animali può chiedere di spostarsi in una zona dog-free.

Purina e l’esempio per le altre aziende

Un’azienda che produce cibo per cani e gatti non poteva non avere una policy per gli animali domestici dei dipendenti. Con l’iniziativa Pets@Work vengono fissati periodicamente dei giorni in cui è possibile portare il cane in ufficio. L’intenzione è di porre la pratica di Purina come esempio per altre organizzazioni. Purina mette a disposizione una guida e consigli per i manager che vogliono introdurre politiche pet-friendly nella loro azienda.

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cane in ufficio

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Mars: una giornata dedicata agli amici a quattro zampe

Nota più per le barrette di cioccolato, Mars opera anche nel settore pet-care. Nelle sue sedi, compresa quella di Assago, organizza una volta al mese il “Pet friendly day“. Da un sondaggio interno è risultato che l’85% degli intervistati pensa che avere il cane vicino migliori le sue performance lavorative perché porta allegria e relax.

I venerdì di Nintendo

Nella sede di Vimercate sono stati istituiti i “Pet Fridays“. Ogni venerdì è possibile portare con sé il proprio cane vicino alla scrivania per metà della giornata. Questa limitazione è stata introdotta per evitare che gli animali trascorrano troppo tempo al chiuso visto che negli uffici non ci sono spazi verdi in cui ospitarli.

cane in ufficio

Google, una dog-company

Nota per i benefits che offre ai dipendenti, Google non poteva non avere misure a sostegno di chi ha un cane. Per i gatti la storia è diversa. Nel codice di condotta Google, i felini non sono accolti con troppo entusiasmo. L’azienda si definisce una “dog company”, in cui «ci sentiamo piuttosto ansiosi quando un gatto entra nel nostro luogo di lavoro».

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Da Brewdog i cani sono parte del personale

Il birrificio scozzese è stato fondato da Watt e Martin Dickie e dal loro cane Bracken. Nell’azienda i cani vengono considerati come membri del personale  a tutti gli effetti. Sono inseriti nell’organico e possono entrare in ufficio quando vogliono. Brewdog ha persino deciso di concedere una settimana di congedo ai dipendenti che comprano o adottano un cane.