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Le più assurde leggende su web design e user experience, smontate (anche da Adobe)

"Il design deve essere originale", "Non hai bisogno dei contenuti per progettare un sito web", "Lo spazio bianco è spazio sprecato" sono solo alcune delle false credenze in ambito di UX e web design

Un sistema fluente e intuitivo è sintomo di una buona user experience. Molti professionisti di UX, però, eliminano e lasciano da parte molti dettagli non ritenendoli essenziali, mascherandoli con elaborazioni grafiche attraenti ed eleganti; ma cercare spasmodicamente l'”estetica perfetta” non è la giusta strada da intraprendere. Tanti designer agiscono con moltissime convinzioni che spesso si rivelano vere e proprie false credenze. Vediamo tre di questi falsi miti molto diffusi:

1. “Semplice” e “minimale” sono la stessa cosa

Diventare essenziali e minimali nel tentativo di puntare alla semplicità è uno dei crimini sulla user experience più frequenti. Mentre la semplicità è in effetti un fattore chiave per un prodotto di successo, infatti, essa è comunemente confusa con la riduzione estrema. Concentrarsi solo sugli elementi più salienti, quindi, può consistere in una strategia che si ritorce contro, oltre che celare complessità nascoste che ottengono l’effetto contrario, richiedendo all’utente sforzi di memoria maggiori.

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2. Dotarsi di strumenti digitali garantisce successo

La mentalità di dotarsi di un particolare strumento con la convinzione che sarà determinante per il successo continua a essere costante, specialmente dopo il boom delle app mobile. Costruire un’app, ad esempio, non porta sempre dei vantaggi, dato che non è estremamente necessario per tutte le attività o per qualsiasi tipologia di prodotto. Sempre più persone navigano grazie agli smartphone, e l’utilizzo di questi device è in continua crescita, ma gli utenti restano fedeli a una selezione limitata di app. Progettarne una non implica necessariamente che gli individui clicchino il tasto “download” proprio sulla propria app.

3. La chiave è possedere un’interfaccia utente che catturi l’attenzione

La cosiddetta “dribbblization of design” è la moda secondo cui ci si concentra maggiormente su piccoli dettagli dell’interfaccia utente ignorando il sistema più grande che li contiene. L’orientamenrto ai dettagli non è una brutta abitudine, ma quando gli aspetti estetici del proprio progetto iniziano a prendere il sopravvento sulla user experience e sull’architettura complessiva, quello è il momento in cui abbiamo bisogno di fare un passo indietro e osservare se il sistema di lavoro è tanto intuitivo quanto l’abbiamo pensato inizialmente.

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Queste sono solo alcune di quelle convinzioni che spesso spingono esperti di UX a commettere molti errori in fase di progettazione, quando dovrebbero effettivamente concentrarsi sull’esperienza utente, elemento che porta davvero al successo di un progetto. UX designer come Zoltán Gócza e Zoltán Kollin hanno pensato a un sistema per aiutare professionisti nel campo della UX a non commettere errori e a compiere decisioni corrette in ambito di design: UX Myths.

Questo sito web riassume moltissime convinzioni sbagliate riguardanti il mondo della user experience, della grafica, del web design, come “Gli utenti Mobile sono distratti“, “Se funziona per Amazon funzionerà anche per te” o “Se il tuo design è buono, i piccoli dettagli non hanno importanza“. Le motivazioni che spinto i due designer a elaborare questo strumento sono legate all’aiutare figure come le loro a migliorare e velocizzare decisioni in ambito di progettazione, oltre che a convincere il pubblico dell’importanza dei metodologie di lavoro basate sull’efficacia e i valori del pensiero critico. Il sito ha ricevuto moltissimi feedback positivi, oltre che milioni di visite. Tradotto in dodici lingue, sta diventando un must per gli esperti di UX. Sono disponibili anche le stampe dei diversi “falsi miti”, che sono stati pubblicati anche in un libro.

Per saperne di più, è possibile consultare un’intervista di uno dei due autori sul blog di Adobe.