Digital Economy

Tutti i numeri di Google, Apple, Facebook e Amazon nel 2017, in soldoni

Gli ultimi dati del 2017 dei giganti del Tech parlano ancora di crescita, ma le previsioni di spesa fanno tremare in alcuni casi gli investitori

Cominciamo dalle basi: per chi ancora non lo sapesse, l’acronimo GAFA si riferisce ai quattro giganti del Tech Google, Apple, Facebook, Amazon.

Ognuna nel suo specifico settore e a volte in sovrapposizione l’una con l’altra, ciascuna di queste aziende determina ogni anno un giro d’affari davvero da capogiro, che rende noto anche attraverso la pubblicazione dei dati trimestrali, interessanti non solo per gli investitori, ma anche per i mercati.

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Se Google è il leader dei prodotti e dei servizi Internet specializzati in ricerca, cloud computing, hardware, software e altro ancora, bisogna precisare che si tratta oramai solo di una delle aziende della parent company Alphabet, anche se spesso, nel linguaggio comune, utilizziamo ancora Google per indicare l’intera compagnia.

Vi sono poi Apple, best seller di prodotti hardware come l’iPhone, Facebook, il primo social network universale, e Amazon, il leader dello shopping online in Occidente.

Ognuna di queste aziende continua ad accumulare successi anno dopo anno, anche dal punto di vista finanziario. Ma come sarà andato il 2017 per i GAFA? Hanno registrato ancora dati in crescita o ci sono state delle flessioni? Scopriamolo insieme.

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Google (Alphabet)

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La società madre di Google, Alphabet ha superato gli obiettivi finanziari del terzo trimestre soprattutto grazie all’attività pubblicitaria derivante dalla ricerca mobile e da YouTube, che hanno incrementato le entrate del 24% rispetto all’anno precedente.

I dirigenti di Alphabet hanno comunque evidenziato anche il successo della nuova linea di prodotti hardware di Google, come gli smartphone Pixel e il business legato ai servizi in cloud.

In termini numerici, ecco i dati più interessanti per Google al termine di questo 2017:

  • entrate pari a 27,77 miliardi di dollari, rispetto ai 27,2 miliardi di dollari previsti (+ 24% su base annua);
  • le altre entrate di Google, che includono servizi hardware e cloud, sono state di 3,4 miliardi di dollari, rispetto a 2,43 miliardi di un anno fa;
  • utili netti per azione (EPS): 9,57 dollari rispetto agli 8,34 attesi;
  • i costi di acquisizione del traffico (TAC), che Google paga ai partner, sono aumentati nell’ultimo trimestre, con 3,1 miliardi di dollari spesi contro i 2,62 miliardi dello scorso anno;
  • le perdite operative di altre società di Alphabet come X, Nest e Waymo, sono state di 812 milioni di dollari.

«I nostri ottimi risultati rappresentano un inizio eccezionale per il 2017, con ricavi in crescita del 22% rispetto al primo trimestre del 2016 e del 24% a valuta costante. Continuiamo a beneficiare dei nostri continui investimenti nell’innovazione di prodotto», aveva dichiarato Ruth Porat, CFO di Alphabet, all’inizio dell’anno finanziario, anticipando le sostanziali conferme di fine anno per Google e per la sua parent company.

Un anno in chiusura positiva, quindi, per Google, almeno fino a quando non potremo conoscere anche i dati del quarto trimestre, che saranno annunciati il primo febbraio 2018.

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Apple

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Apple ha il suo core business nella produzione di hardware, in particolare con l’iPhone e altri dispositivi elettronici come iPad, Mac, Apple Watch e iPod. Proprio come Google, il brand è tra le più importanti compagnie internazionali nel mondo e nonostante l’alta competizione nello sviluppo della tecnologia, la società mantiene la sua eccellente posizione e si evolve rapidamente anche grazie ai continui investimenti in innovazione. Il ROI annuale giustifica la strategia grazie ad un fatturato che sembra progredire di anno in anno.

In occasione dell’annuncio dei dati del quarto trimestre 2017 l’anno finanziario di Apple va da settembre a settembre -, Apple ha dichiarato di aver realizzato un «fatturato record, una crescita anno su anno per tutte le categorie di prodotti e il miglior trimestre di sempre per i servizi».

Il fatturato trimestrale è stato di 52,6 miliardi di dollari, con un aumento del 12% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, più di quanto la società aveva previsto nel terzo trimestre.

Si è trattato di un anno finanziario di grande successo per l’azienda, che ha permesso di registrare un fatturato di 229,234 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2017, rispetto ai 215,639 nell’anno fiscale 2016 (un anno non proprio roseo per Apple).

Questi i dati in sintesi:

  • ricavi di 52,579 miliardi di dollari, rispetto a 46,852 miliardi di dollari dello scorso anno;
  • utile per azione diluito di 2,07 dollari, da 1,67 nello stesso trimestre di un anno fa;
  • margine lordo del 37,9%, rispetto al 38,51% dello stesso trimestre del 2016;
  • spese operative pari a 6,811 miliardi di dollari, rispetto ai 6,052 miliardi dell’anno precedente;
  • le vendite di iPhone sono aumentate del 3%, e le entrate del 2% anno su anno;
  • le vendite di iPad hanno registrato un aumento dell’11%, con +14% anno su anno;
  • le vendite di Mac sono aumentate del 10%, cioè del 25% anno su anno;
  • anche i ricavi da servizi e da altri prodotti hanno registrati un aumento, rispettivamente del 34% e del 36%.

«Una chiusura molto forte per un grande anno fiscale 2017, con ricavi record nel quarto trimestre, crescita anno su anno per tutte le categorie di prodotti e il miglior trimestre di sempre per Servizi», ha dichiarato Tim Cook, CEO di Apple. Nuovi prodotti come l’iPhone 8 e l’iPhone 8 Plus, l’Apple Watch Series 3 e l’Apple TV 4K e il lancio dell’iPhone X hanno contribuito a dare un impulso nuovo alle vendite, generando anche «un forte flusso di cassa operativo di $ 15,7 miliardi», come ha sottolineato Luca Maestri, CFO di Apple.

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Facebook

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Questo non è stato esattamente l’anno di Facebook dal punto di vista finanziario, dato che, nonostante la società di Zuckerberg abbia superato ogni record e previsione, con gli utili più alti mai registrati, a bilanciare la redditività vi sono i grossi investimenti che l’azienda ha previsto nella sicurezza per combattere fake news e abusi sul social network.

In generale i ricavi trimestrali hanno superato i 10 miliardi di dollari per la prima volta nella storia di Facebook, grazie alle oltre 6 milioni di aziende che oggi pagano in pubblicità sulla piattaforma. Il prezzo medio che Facebook addebita per ogni annuncio è aumentato del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Mentre il social ha aggiunto più di 2.500 nuovi membri allo staff.

Ma vediamo insieme i dati:

  • entrate per 10,33 miliardi di dollari, contro 9,84 miliardi di dollari attesi, in aumento del 47% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
  • utili netti per azione EPS (GAAP) pari a 1,59 dollari, rispetto agli 1,28 previsti, in crescita del 77% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso;
  • utenti attivi mensili cresciuti fino a 2,07 miliardi, in aumento rispetto a 2,01 miliardi del trimestre precedente;
  • utenti attivi giornalieri: 1,37 miliardi, rispetto a 1,32 miliardi del secondo trimestre 2017.

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La crescita dei ricavi ha rallentato per il quinto trimestre consecutivo, in un trend che sembra destinato a continuare anche per il prossimo futuro. Facebook ha anche aumentato il numero di account “duplicati” sul proprio servizio, stimando che il 10% dei suoi circa 2 miliardi di utenti mensili sono ora account duplicati, rispetto alla precedente stima del 6%.

Il dato più preoccupante per Wall Street, tuttavia, è stato l’avvertimento di Facebook secondo il quale il 2018 sarà un anno di investimenti “significativi”, con un aumento delle spese per migliorare il settore video della piattaforma e rafforzare gli sforzi contro abusi e fake news.

«Proteggere la nostra community è più importante che massimizzare i nostri profitti», ha dichiarato Zuckerberg annunciando i dati del terzo trimestre 2017.

La pubblicità su Instagram e l’impegno di Facebook per monetizzare i video attraverso Facebook Watch, d’altro canto, sono considerati le maggiori scommesse di crescita dell’azienda nel breve termine.

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Amazon

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L’ultimo componente dell’acronimo GAFA si riferisce ad Amazon, il leader dello shopping online. L’attività di Amazon, tuttavia, non si limita al retail o alla tecnologia, ma include anche servizi come AWS (Amazon Web Services), specializzata nella fornitura di piattaforme di cloud computing su richiesta a professionisti e individui.

Ecco, anche per Amazon, i dati salienti:

  • le entrate del terzo trimestre 2017 sono state pari a 43,7 miliardi di dollari, contro i 42,19 miliardi previsti;
  • i guadagni sono stati di 0,52 dollari per azione;
  • le entrate sono aumentate del 34% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso.

Anche il colosso dell’eCommerce ha chiuso il 2017 all’insegna degli investimenti: nei magazzini per l’eCommerce e nei contenuti per il servizio di streaming Prime Video. Senza dimenticare una delle più grosse acquisizioni del settore, avvenuta a metà anno: quella di Whole Foods per 13,7 miliardi di dollari.

Amazon Web Services, intanto, ha registrato entrate per 4,6 miliardi di dollari, rispetto ai 3,2 miliardi di dollari dello scorso anno, con una crescita superiore a quella prevista.

Resta ancora tutto da vedere comunque per Amazon, che vede proprio nella conclusione dell’anno, con la serie di appuntamenti dedicati allo shopping natalizio (dal Black Friday al Cyber Monday, fino al Natale vero e proprio) uno dei periodi di maggiore potenzialità a livello di fatturato. Per il suo quarto trimestre Amazon prevede un fatturato netto tra i 56 miliardi e i 60,5 miliardi di dollari con una crescita dal 28% al 38% rispetto al quarto trimestre del 2016.

Il colosso dell’eCommerce, inoltre, continua a puntare anche sui suoi prodotti hardware e sull’integrazione di questi con i servizi targati Amazon: «abbiamo lanciato cinque nuovi dispositivi compatibili con Alexa, introdotto Alexa in India, annunciato l’integrazione con BMW, integrato Alexa con i diffusori Sonos, insegnato ad Alexa a distinguere tra due voci e altro ancora», ha dichiarato Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon, raccontando dell’aumento del numero dei clienti che acquistano dispositivi compatibili con il proprio assistente vocale.