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Il colosso cinese Tencent (WeChat) investe in Spotify

I cugini asiatici di WhatsApp puntano sulla musica in streaming e diventano investitori di Spotify (che sembra sempre più vicina allo sbarco a Wall Street)

È ufficiale: Tencent investe in Spotify. La compagnia cinese ha infatti recentemente confermato un accordo con il servizio di streaming musicale che prevede un investimento reciproco dell’una nel business dell’altra.

Tencent: il colosso dello streaming musicale cinese

Tencent, quotata nell’Hong Kong Stock Exchange, è diventata la prima company cinese ad essere valutata più di 500 miliardi di dollari, soprattutto grazie ai crescenti interessi commerciali in Cina, tra cui emergono un redditizio business nel settore dei giochi per PC e mobile, oltre a WeChat, ad oggi considerata la migliore app di messaggistica nel mercato cinese.

In aggiunta, l’azienda ha cercato di ampliare la sua presenza anche al di fuori del mercato orientale attraverso diversi investimenti, primi fra tutti quelli in Tesla e Snapchat.
L’interesse di Tencent per Spotify non è una novità: all’inizio di quest’anno si vociferava infatti che Spotify avesse rifiutato l’offerta di vendita da parte del gigante cinese.

spotify

Spotify verso l’IPO

Dopo l’accordo con Tencent, Spotify – leader con i suoi 60 milioni di abbonati – è sempre meno lontana dal tanto atteso sbarco a Wall Street. Infatti, insieme ai rinnovi delle licenze con le major del settore discografico, questo nuovo accordo è sicuramente un altro passo avanti del lungo percorso di Spotify verso la Borsa, che permetterà all’azienda di presentarsi in maniera più solida agli occhi degli azionisti.

Come già anticipato, probabilmente non ci sarà la solita IPO (Initial Public Offering) ma si procederà con il direct listing. La pratica è quella di vendere le azioni in maniera diretta agli azionisti, senza l’intervento di intermediari. Ovviamente, così facendo, si risparmieranno molte tasse – dovute altrimenti alle banche d’investimento – ma il titolo avrà un andamento casuale, con il rischio di sbalzi improvvisi del titolo.

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Cosa bolle in pentola

Oltre a questi numerosi accordi, Spotify non dimentica per un secondo l’attenzione ai suoi utenti. Insieme ad un po’ di modifiche nell’interfaccia grafica e all’introduzione di nuove playlist come “La macchina del tempo“, ritornano le vincenti pubblicità data-driven e le playlist di fine anno 2017.

spotify campagna 2017
Quest’anno, infine, sembra che ci sia stato un occhio di riguardo in più, non solo per l’imminente ingresso in Borsa, ma anche in vista della preannunciata nascita di Remix, il nuovo servizio musicale a pagamento con il quale YouTube intende entrare nel mercato, diventando così un temibile concorrente diretto per Spotify.