(Psic)Analisi

Cosa c’entra la psicologia con i social (e come influenza l’engagement)

Racconta la tua storia e fallo in maniera coerente, sii divertente ma non esagerare: ecco alcuni segreti per coinvolgere il tuo pubblico

Martina Masullo
Martina Masullo

Social dreamer

Dell’importanza e dell’impatto dei social media sulla strategia globale di marketing di qualsiasi azienda si è discusso moltissimo. Oggi, chiunque sarebbe d’accordo sul fatto che l’esser presente sui social rappresenta un grande beneficio per ogni brand e impresa.

Eppure c’è qualcosa di ancora più importante: soddisfare i clienti comprendendo il loro modo di pensare è la vera strategia vincente.

Qual è il target dei tuoi clienti? Cosa vogliono? Cosa puoi fare per influenzarne il processo decisionale? 

social media engagement

Parliamo di engagement e della psicologia che si nasconde dietro i comportamenti degli utenti che riusciamo ad accaparrarci tramite i social media, puntando al coinvolgimento e all’impegno appassionato di essi nei confronti del nostro brand.

Avrai notato che, per ogni post pubblicato, il livello di engagement degli utenti tende a variare. Tutto questo dipende da diversi fattori. Dunque, cos’è che genera l’engagement e cosa lo distrugge?  Cosa scatta nella mente degli utenti che rispondono attivamente ai tuoi aggiornamenti o che decidono di non seguirti più? 

Le regole del social media engagement

Nel suo libro “Influence: The Psicology of Persuasion”, Robert Cialdini identifica sette fattori chiave di persuasione.

Armi di influenza: punta sulla tua storia personale

Come ha detto Simon Sinek nel suo famoso “TED Talk on leadership” è necessario cominciare dal perché. Dai al tuo pubblico un chiaro motivo per impegnarsi e, con ogni probabilità, lo farà.

Non tormentare i tuoi clienti con le solite richieste d’azione o le innumerevoli domande che molto spesso hanno un effetto negativo sul tasso d’impegno del pubblico.

Qual è l’unica cosa che ti differenzia davvero dai tuoi concorrenti? La tua storia. Parti da quella: condividila con gli altri, spiega perché fai quello che fai e perché sei così appassionato.

Reciprocità: costruisci relazioni

social media engagement

“Io seguo te, tu segui me” questa è una strategia molto utilizzata dai brand sui social. Ad esempio, su Instagram molte aziende controllano gli hashtag legati al proprio brand e poi seguono i profili delle persone che le seguono.

Si tratta di tracciare dei profili basandosi sulla probabilità che le persone che utilizzano tali hashtag siano interessate alle offerte del brand.

Impegno e coerenza: marketing dei contenuti

Tendenzialmente, tutti noi odiamo essere in debito e non mantenere le promesse. Questo fenomeno è osservabile tramite i social media. Sì, perché se non pubblichi aggiornamenti coerenti i tuoi seguaci potrebbero dimenticarsi di te o decidere di non seguirti più. Quindi: impegnati, mantieni le tue promesse e sii coerente, sempre. 

La prova sociale: reputazione e credibilità

I social danno vita ad un interessante effetto palla di neve sui tuoi aggiornamenti. Più persone apprezzano e condividono i tuoi post e più i tuoi contenuti arriveranno ad un maggior numero di utenti.

Anche Cialdini spiega che le persone, normalmente, sono influenzate da ciò che fanno gli altri e l’ambiente social non è affatto diverso.

Si fa riferimento, infatti, alla cosiddetta leadership di pensiero. Le persone che riescono a costruire una reputazione positiva e un’immagine credibile agli occhi degli altri utenti hanno maggiori possibilità di acquisire seguaci che ascoltano e condividono le loro idee.

Personal branding e storytelling

I clienti s’impegnano di più con i brand che hanno identità ben distinte, che non rappresentano solo società senza volto ma singoli esseri umani che respirano.

Il miglior modo per essere percepiti come umani è – come già detto prima – raccontare la propria storia.

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Quindi: personalizza la tua identità e poi impegnati nella narrazione della tua storia personale.

Autorità: la leadership di pensiero

Si è già parlato della leadership di pensiero, tralasciando tuttavia alcuni fenomeni collaterali.

Il leader di pensiero viene anche percepito come un’autorità e, in quanto tale, egli possiede una credibilità maggiore degli altri utenti dei social. Se sei un leader ti verrà chiesto di offrire il tuo punto di vista, la tua opinione, di rispondere alle domande degli altri utenti e, ovviamente, non avrai problemi a stabilire e facilitare una conversazione tra te e il tuo pubblico.

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Scarsità

Un buon modo di influenzare gli utenti e creare engagement è quello di lanciare offerte limitate sulla tua pagina.

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Le persone che sanno di avere un tempo limitato faranno più domande, parteciperanno ai tuo contest e, magari, acquisteranno anche i tuoi prodotti. Il segreto è dare un senso di scarsità per creare un’urgenza.

Tattiche di coinvolgimento che funzionano sui social media

Se i sette fattori chiave di persuasione illustrati da Cialdini permettono di dar vita ad un’ottima strategia social per creare engagement, esistono altre piccolissime e semplici mosse da tener presente per risultare vincenti online.

Aggiornamenti che innescano una risposta emotiva

Pubblica contenuti che emozionano il tuo pubblico. Un marchio automobilistico che punta sugli annunci pubblicitari per la sensibilizzazione alla guida sicura può essere un buon esempio. Gli utenti si sentiranno sufficientemente toccati da tali post da commentarli e condividersi? Probabilmente sì.

Domande rilevanti per il tuo pubblico di destinazione

Puoi lanciare un sondaggio, chiedere l’opinione del tuo pubblico su un problema specifico o trasformare quest’ultimo in un contest o in un regalo per i tuoi seguaci.

Senso dell’umorismo

Puoi pubblicare immagini divertenti, meme o articoli umoristici per far sorridere i tuoi seguaci. Tuttavia, devi tener ben presente che esagerare con i contenuti umoristici non è conveniente se vuoi essere preso seriamente nel mondo del business.

Un punto di vista contrario

Non aver paura di presentare un parere su un tema caldo che sia contrario a quello della maggioranza (ovviamente se lo ritieni giusto).

Commenti negativi e opinioni dissenzienti fanno ancora parte del coinvolgimento.

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Storytelling convincente

Racconta una storia attraverso i tuoi aggiornamenti.

Su Facebook questo è molto semplice, non essendoci limiti di caratteri. Puoi raccontare una storia al meglio arrivando al cuore dei tuoi utenti e permettendo loro di comprendere esattamente ciò che vuoi comunicare.

Su Twitter la soluzione è quella di pubblicare una narrazione attraverso una serie di tweet, tutti collegati tra loro.

In entrambi i casi, assicurati che ciò stai raccontando sia interessante.

Contenuti aggiornati e aggiornamenti

Puoi estrarre contenuti – sempre inerenti al tuo settore – da fonti credibili e pubblicarli sulla tua pagina. Allo stesso tempo, puoi fornire al tuo pubblico aggiornamenti sugli eventi della tua azienda.

Una presenza coerente

Sii presente per i tuoi clienti. In che modo? Rispondendo sempre a messaggi e commenti, prestando attenzione ad ogni utente e rendendo le tue risposte coerenti con la mission dell’azienda e con la tua storia personale.

Un sano mix di argomenti e formati

Non aver paura di mescolare i tuoi contenuti. Pubblica post su vari argomenti e serviti di formati e tecniche di narrazione diverse per farlo, dagli aggiornamenti di testo al marketing visivo.

Una call-to-action

Se vuoi che le persone intraprendano un’azione specifica sulla tua pagina, indica loro cosa fare esattamente. Cerca di essere diretto senza risultare troppo schietto o disperato.

Ovviamente, prima di invitare il tuo pubblico a fare qualcosa forniscigli contenuti di riferimento adeguati.

Le gaffe che distruggono il social media engagement

Nonostante le linee guide appena illustrate, talvolta, attraverso i social media, è possibile “toppare” alla grande. Quando? Ecco alcuni esempi.

Pubblicare contenuti su piattaforme sbagliate

Oltre i semplici aspetti tecnici, è necessaria una conoscenza delle piattaforme social su cui pubblicare i propri aggiornamenti per assicurare ai tuoi aggiornamenti un pubblico davvero interessato.

Un esempio? Avrai meno probabilità di generare engagement se pubblichi un articolo di business su Facebook perché la maggior parte del mercato professionale è su LinkedIn.

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Condividere senza aggiungere un tocco personale

Se pubblichi un link semplicemente condividendolo, senza comunicare la tua opinione in merito, allora sarà meglio non pubblicarlo affatto. Il tuo pubblico continua a seguirti solo se conosce i tuoi punti di vista.

Fare troppe domande

Di solito domandare vuol dire coinvolgere il tuo pubblico e renderlo partecipe delle attività della tua azienda. Ma se esageri otterrai l’effetto opposto: gli utenti non riusciranno a starti dietro e si annoieranno per i troppi quesiti.

Inserire invettive personali, pareri non richiesti e informazioni private

Un vecchio proverbio dice che “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Ecco, non lasciare trasparire troppo. Narra la tua storia sì, ma stai attento a raccontare solo ciò che serve e, soprattutto, ciò che può interessare il tuo pubblico.

Insomma, c’è una linea sottile tra il successo e il fallimento. Ognuno di questi consigli per migliorare la tua strategia social possiede un aspetto opposto e contrario che potrebbe distruggere il tuo brand.

Ciò che devi provare a fare per aumentare l’engagement del tuo pubblico è dosare i tuoi comportamenti: poni domande, ma non troppe, sii divertente ma non esagerare, non aver paura di esprimere opinioni diverse dalla massa ma evita informazioni inutili e non richieste!

Proverai ad usufruire di questi consigli? Faccelo sapere!

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Scritto da

Martina Masullo

Social dreamer

Ho 23 anni e sono laureanda in Corporate Communication and Media all'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista e social media editor, ho coniugato due delle mie ... continua

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