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Influencer organici: chi sono, cosa fanno, come trovarli (e come sgamare i furbi)

Un focus sugli influencer e sul loro prezioso ruolo per migliorare le strategie di social media marketing e la comunicazione

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Influencer fantastici e dove trovarli: questo titolo-citazione potrebbe essere adottato per ribadire che il tema dell’influencer marketing è solo agli inizi.

Facendo un breve riassunto: nello scenario online, l’influenza che i brand sono in grado di esercitare sulle percezioni e i gusti degli individui, non è assolutamente paragonabile a quella esercitata dagli utenti nei confronti dei loro pari. Chi detiene quindi il potere nella comunicazione digitale?

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Ecco spiegato perché la figura dell’influencer viene tenuta sotto osservazione dalle aziende e soprattutto da chi si occupa di marketing. Numerosi studi dimostrano che esistono varie tipologie di influencer; tra le più “preziose” in ottica di social media marketing, vi è quella che IBB in una ricerca basata sull’analisi oltre 20 milioni utenti di Facebook, definisce influencer organico.

Chi è considerato Influencer organico

Le comunità online, siano esse fan page o gruppi chiusi, sono caratterizzate da un aspetto: sono costituite da una pluralità di soggetti che, sebbene condividano gli stessi interessi, vivono il loro rapporto con gli altri membri del network in maniera differente.

In pratica, non siamo tutti uguali, in una community ad esempio possono coesistere l’utente più introverso, che segue con attenzione le discussioni e il soggetto più espansivo, che dice la sua su qualsiasi argomento; poi ci sono loro: quelli dotati di un social carisma, quelli che spontaneamente sono in grado di “trainare” il gruppo ma che soprattutto, vengono ascoltati ed hanno una buona dose di credibilità. Ecco, se nella vostra community ci sono persone così, siete in presenza di influencer organici.

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L’identikit dell’influencer

Prendendo come contesto Facebook, l’influencer organico è colui in grado di alimentare positivamente fan page o gruppi, in particolare intervenendo sulle discussioni che avvengono al loro interno.

I contenuti che produce vengono considerati autorevoli e interessanti dal resto della community e generano un elevato livello di engagement, il tutto produce quindi un effetto “benefico” sull’immagine e la reputazione del brand, per non parlare del ROI: tutto ciò è a zero budget!

Citando ancora lo studio di IBB che ha preso in esame gli utenti trovati all’interno di oltre 80 fan page di show televisivi, l’influencer organico è colui che non solo è più attivo in termini di attività social, ma i suoi contenuti ottengono un numero di commenti e like cinque volte superiore rispetto al resto dell’audience.

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Metriche e tools per capire chi è davvero influencer e chi no  

Una volta compreso “il peso” dell’influencer non solo da un punto di vista qualitativo ma anche quantitativo, il processo per individuarlo risulta essere più fattibile grazie all’adozione di metriche che misurano la sua attività all’interno della pagina, e tool come Sociograph in grado di dare un volto a questi potenziali alleati.

Più sono chiare le caratteristiche di questo particolare segmento, più aumentano anche le possibilità di targeting per attività chiave come ad esempio comunicazioni mirate o la creazione di pubblici simili (Lookalike) che consentono di replicare su scala più ampia un particolare target.

La conoscenza del proprio pubblico social è ormai importante quanto quella del mercato in cui si opera. Individuare un gruppo di influencer organici significa poter pensare di coinvolgere un segmento di soggetti a cui destinare campagne di marketing dal ritorno potenzialmente molto elevato. Tuttavia, chiamarli in causa non è sempre la soluzione e questo dipende da quelli che sono gli obiettivi della strategia, quindi non sfruttate questo potenziale e maneggiatelo con cura!

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