Week in Social

Week in Social: tutte le novità di Facebook, Instagram, Snapchat e Twitter

Facebook non si ferma mai, Instagram nemmeno...e Snapchat e Twitter non smettono di provarci

Alexia Gattolin

Content Coordinator & Writer

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Archiviato definitivamente il capitolo estivo, ci siamo ormai ributtati a capofitto nelle nostre attività di sempre. Anche i social questa settimana non si sono fermati un attimo, con una serie di novità che vedono Facebook, Instagram, Snapchat e Twitter in prima fila, tra aggiornamenti, nuove feature e annunci di prodotti. Ti sei perso qualcosa? Fear not! L’occhio attento dei Ninja ha raccolto tutto, come di consueto, nella rubrica più social di sempre.

Buona #WeekInSocial!

Facebook is the new Tinder

Si chiama Meetup ed è un esperimento di Facebook per incentivarne la funzione di aggregatore sociale. Del resto la maggior parte degli utenti, ormai, usano il social network per organizzare uscite e rimpatriate, quindi perché non farne un vero e proprio tool?

La funzione, per ora fruibile solo da pochissimi abitanti di Toronto e Nuova Zelanda, propone agli utenti una lista di amici con i quali potrebbero pensare di organizzare un’uscita in settimana.
La notifica usa un ammiccante: “Vuoi incontrare Stefano questa settimana?”. Ma quello che è ormai troppo familiare per sembrare una novità sta qui: i due profili scopriranno di aver organizzato un’uscita insieme solo in caso di risposta affermativa di entrambi.

Novità interessante? Sicuramente lo sarà per i più timidi, per tutti coloro che si ricordano dei compleanni degli amici grazie alla notifica di Facebook e per quelli che ancora danno ai Poke.

Bonfire, l’app per le videochat di gruppo

Arriva Bonfire, l’app di Facebook che consente di realizzare videochat di gruppo. Questa novità, che strizza l’occhio ad altre app molto teen-friendly come Houseparty e la defunta Meerkat, è apparsa da qualche giorno nell’App Store danese ed è per ora disponibile solo in questo Paese. Perché proprio in Danimarca? Perché si tratta di un mercato con un’ottima customer retention, che si presta quindi alla perfezione per testare nuove feature e prodotti. 

Cosa caratterizza Bonfire? Chi è riuscito a scaricarla ha potuto utilizzare le videochat con più utenti simultaneamente, aggiungere filtri molto simili a quelli di Snapchat e invitare amici attraverso l’invio di notifiche sia su Facebook che Messenger.

Ce n’era davvero bisogno? Avrà successo? Ai danesi l’ardua sentenza.

Facebook

Fonte: Bonfire

Instant Video, anche senza connessione

Facebook non smette mai di testare. Questa volta si tratta di una nuova funzione chiamata Instant Video, che consente di “scaricare” e tenere nella cache i contenuti in presenza di wi-fi, e rivederli poi in un secondo momento, anche senza connessione.

Dopo il News Feed consultabile anche offline e l’arrivo di Facebook Lite – la versione light dell’app di Facebook – gli Instant Videos sembrano rappresentare un ulteriore passo in avanti per migliorare l’esperienza degli utenti, contenendo l’utilizzo del traffico dati e permettendo l’accesso ai contenuti anche in zone dove la connessione risulta scarsa o troppo lenta.

Per il momento, la feature è in fase di test solo per alcuni utenti Android. Abbiamo chiesto a Luca La Mesa, Top Teacher Ninja Academy e docente del primo Social Media LIVE Program cosa ne pensa:

Questa funzionalità è utilissima considerando che spesso salviamo dei contenuti che non abbiamo tempo di vedere per bene e quando magari siamo meno di fretta non abbiamo copertura. Va a migliorare l’esperienza utente che, al posto di provare a caricare nuovi contenuti quando magari è in movimento e ha poca connessione, si può rivedere con comodo quelli salvati in precedenza. Chi ha usato Netflix sa quanto era desiderata la stessa funzione sulla piattaforma video.

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Addio agli Instant Articles su Messenger

Anche se sforna nuovi prodotti e nuove feature alla velocità della luce, Facebook non ha paura di fare anche qualche passo indietro. Ad esempio, togliendo gli Instant Articles da Messenger. Il formato, introdotto nel 2015 e studiato specificamente per una fruizione più veloce dei contenuti dei publisher da mobile, rimane però al centro dell’attenzione del social.

Zuckerberg sta già pensando a nuove strade per garantire ai publisher di poter monetizzare con i contenuti condivisi sul social. Gli forzi di Facebook si concentreranno quindi su come migliorare la feature direttamente nella propria app. Finora, infatti, il formato non sembra essere decollato del tutto nonostante i numerosi miglioramenti apportati: uno dei problemi principali, ad esempio, è l’impossibilità di utilizzare i parametri UTM per tracciare la provenienza del traffico.

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Movies: che film guardiamo stasera?

Negli USA, alcuni utenti di Facebook hanno trovato una piacevole sorpresa nell’app mobile: la nuova sezione “Movies”, che consente di vedere quali film sono in programmazione nelle vicinanze, i cinema locali e gli orari degli spettacoli. La sezione è integrata con due servizi di booking – Fandango e Atom Tickets – e consente quindi anche di prenotare e acquistare direttamente i biglietti.

Non si tratta di una novità assoluta, in realtà, perché c’era già un’opzione simile nelle Pagine di uno specifico film o cinema. Con una sezione apposita, però, ora tutto sembra diventare ancora più semplice e immediato. Non male, la aspettiamo anche noi! Anche Luca La Mesa commenta: 

Perché andare su Google per cercare i cinema e i teatri quando possiamo scoprirlo dentro Facebook? L’acquisto all’interno della piattaforma permetterà di avere molti dati in più sui nostri interessi, gusti e potere di spesa.

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Mentorship: una nuova sfida a LinkedIn?

Facebook si muove ancora una volta nel territorio di LinkedIn. Dopo Jobs, la feature annunciata mesi fa e dedicata al recruitment, stavolta tocca ad una novità che consentirà agli utenti di scambiarsi mentorship in ottica professionale. 

Ancora in fase di test, la feature sarà in grado di creare match tra utenti con uguali interessi e skill, mostrando i punti in comune come amici, formazione, posizione geografica e professione. Una minaccia per LinkedIn? Staremo a vedere. Del resto Facebook ha già dimostrato di non disdegnare l’integrazione di novità ispirate da altri social.

Instagram Stories sì, ma con chi voglio io

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Oltre 250 milioni di utenti utilizzano le Storie di Instagram, tuttavia c’è sempre quel “uno su un milione” che non vorremmo più trovare nel nostro flusso di contenuti. Finalmente potremo zittire le Storie di un determinato utente, semplicemente tenendo premuto sull’immagine del profilo dell’urticante utente in questione, direttamente dalla sezione dedicata alle Stories. A quel punto ci si troverà davanti ad una scelta: visualizzarne il profilo o nasconderlo. Et-voilà: lontano dai social, lontano dal cuore.

Tuttavia, se si scegliesse in un secondo momento di tornare sui propri passi, basterà recuperare il cerchiolino dell’utente censurato – che apparirà comunque alla fine della Stories bar, e rifare il procedimento, cliccando su “Mostra”. Una seconda possibilità non si nega a nessuno – neanche al proprio morboso voyeurismo.

Ora è possibile farsi le Instagram Stories degli altri

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Una volta c’erano le chiacchiere da bar, i pettegolezzi da portinaia e le confidenze dal parrucchiere. Oggi ci sono le Instagram Stories, tramite cui ognuno di noi dona consapevolmente una parte della propria quotidianità a milioni di spettatori, in parte (in gran parte) sconosciuti.

Con il nuovo aggiornamento dell’app sarà possibile condividere le Storie degli altri, non solo a bassa voce, all’orecchio, ma anche tramite Direct. Ovviamente, trascorse le consuete 24 h la Storia – e quindi anche la relativa condivisione – ai autodistruggerà e non sarà più reperibile. Ma un modo per proteggersi dal gossip c’è: in primis, evitare di dare la propria intimità in pasto a un pubblico di perfetti sconosciuti, in secundis disabilitare la possibilità di condivisione delle proprie Stories attraverso Direct.

Canvas arriva anche anche qui

Come abbiamo anticipato qualche giorno fa, anche su Instagram Stories arriva il formato Canvas, ereditato da papà Facebook: un’opzione in più per migliorare l’offerta pubblicitaria dedicata agli advertiser, e allo stesso tempo garantire un’esperienza visivamente più piacevole per l’utente.

Facebook fa sempre più Storie

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Presto le Instagram Stories potranno essere condivise anche sul proprio profilo Facebook: testimonianza della volontà di Zuckerberg di rendere sempre più integrate le due piattaforme di social networking. Non stupisce che, visto l’enorme successo delle Storie, queste siano destinate a sbarcare anche su Facebook.

Che sia un estremo tentativo di dar rilievo anche a quelle storielle di Facebook che solo una minima parte di utenti utilizza? O una sapiente mossa di Digital Marketing volta ad accrescere la fama degli Influencer anche sul social dei social? Questo si vedrà, quello di cui possiamo essere certi è che, va bene l’ossessione da storytelling che ha colpito Papà Facebook, ma forse degli “Stati” WhatsApp, almeno, potremmo fare a meno.

Snapchat

Da quando sono arrivate le Storie su Instagram, Snapchat non naviga certo in acque sicure, ma non per questo smette di crederci e introdurre novità. Questa volta punta ai college, stringendo con loro una partnership per dare visibilità nell’app ai loro magazine.

I magazine saranno visibili nella sezione Discover, dedicata alla produzione di video e contenuti professionali dei publisher, e si chiameranno Campus Publisher Stories. La feature, che sarà visualizzata con cadenza settimanale, includerà anche degli ads, le cui entrate verranno divise tra i college stessi e la società a capo del social, Snap Inc.

Basterà a risollevare le sorti di Snapchat? Per ora, sembra una bella mossa per mantenere alto l’engagement della fascia prediletta di utenti di Snapchat, e allo stesso tempo fornire un contenuto culturalmente più elevato. Promosso!

Twitter

Logorroici gioite, è giunta la fine dei 140 caratteri

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Sembra proprio che la maggior parte degli utenti in rete non abbia il dono della sintesi e Twitter, con i suoi canonici 140 caratteri, lo ha dimostrato. Molti utenti – soprattutto quelli più logorroici – parlano già di tweetstorm: essenzialmente, si tratta di un discorso spezzettato in tweet diversi, concatenati tra loro. Un po’ come quando si prova a raccontare un fatto attraverso gli audio di Whatsapp ma continua a scappare il dito dal pulsante.

Insomma, sembra che Twitter voglia andare incontro ai suoi utenti e dargli la possibilità di cinguettare in libertà attraverso una nuova funzionalità che permetterebbe di aggirare il limite dei 140 caratteri. Come? Gli utenti potranno digitare per intero il proprio messaggio, senza doversi interrompere: sarà poi la stessa feature a spezzettarlo automaticamente – fino a 352 parti, ovvero 49.280 caratteri. Una bella novità che rende il social network decisamente più chatty-friendly!

Articolo scritto in collaborazione con Alexia Altieri.