Marketing

La top 5 degli errori del marketing

Peccati capitali che devi evitare ad ogni costo, se non vuoi finire all'inferno dei markettari

Carol Frer

Consultant @Carol Frer

Non esistono formule magiche nel marketing, è una disciplina che mixa sapientemente arte e scienza, in cui si fanno alcune prove e talvolta i risultati sono quelli attesi, e se dietro alcuni errori si possono celare opportunità interessanti, ce ne sono alcuni che devono essere assolutamente evitati come la Kryptonite del marketer.
Vediamo insieme i top 5 errori del marketing più temibili.
 

1. Non fare ricerche di mercato

Al primo posto dei peccati capitali del marketing c’è sicuramente l’assenza di ricerca.
Le ricerche di mercato infatti sono fondamentali in ogni fase di vita di un brand, addirittura sono essenziali prima ancora che il brand stesso esista.
Permettono di investigare potenziali criticità, opportunità e in una certa misura anticipare i risultati del tuo business in generale e dei tuoi sforzi di marketing e comunicazione in particolare.
Meglio testare in un ambiente protetto piuttosto che correre il rischio di fare errori madornali nella “vita vera” (magari dopo aver investito parecchio), non pensi?
Una logica tanto più importante quanto più il budget della tua azienda è risicato, quindi niente scuse: meglio una ricerca base e un test imperfetto basato su poche persone che lanciarsi senza paracadute!
Assicurati quindi di aver fatto i compiti essenziali, compreso (ma non limitato a):
  • Avere le idee chiare sul tuo prodotto e come si differenzia rispetto alla competition;
  • Aver capito chi è il tuo target, quali sono i suoi need, pain points e delighters;
  • Sapere dove intercettarli e cosa si vogliono sentir dire;
  • Testare prodotti e iniziative di marketing prima di lanciarle.
 No  research no party!
Errori del marketing

2. Non avere una strategia di marketing

Fare marketing senza strategia è un po’ come guidare con gli occhi bendati: le probabilità di arrivare sani e salvi a destinazione (e con l’automobile integra) sono decisamente basse!
Tempo fa ti ho parlato del perché è utile avere una strategia di digital marketing.
Le 5 lezioni che ti ho elencato però non valgono solo per il digital, ma anche per gli altri mezzi, rivediamole:
  1. Supporta la più ampia strategia di business;
  2. Focalizza l’azione su ciò che conta davvero;
  3. Seleziona le giuste risorse;
  4. Rendi il lavoro più agile;
  5. Definisce il successo.
Visti tutti i vantaggi che comporta, perché dovresti fare a meno di una strategia? Mettiti subito all’opera, inizia rispondendo a queste domande:
  • Quali sono le aspirazioni del tuo dipartimento marketing, e gli obiettivi concreti sui quali misurai progressi e risultati?
  • Quale posizionamento stai perseguendo per il tuo brand?
  • Come pensi di battere la concorrenza?
  • Quali competenze e capacità ti serviranno per riuscire a concretizzare i tuoi obiettivi?
  • Di quali tools, software e risorse avrai bisogno?

Una volta risposto a queste domande ti consiglio anche di dare un’occhiata a questo articolo: Best practice ed errori da evitare per un buon piano di marketing 😉


3. Non avere un piano di brand Omni-channel

Il terzo degli errori del marketing più temibili è dimenticarti che la realizzazione del tuo piano omnichannel deve rispettare il tuo brand.
Si sa, una marca forte produce maggior valore per le aziende, offre loro l’opportunità di margini migliori e resiste meglio alle crisi economiche.
Un brand di questo tipo non si limita ad essere noto, ma ha un significato specifico e molto chiaro che risuona in modo intimo e rilevante nelle menti (e nei cuori) dei consumatori.
Che si tratti di essere la marca “della felicità”, “della famiglia” o del “design che ti semplifica la vita”, quel che è certo è che i marchi di maggior successo hanno un DNA univoco e chiaro, che viene tenuto vivo e rafforzato attraverso ogni loro attività.
 
Esistono diversi attori nel campo della comunicazione, agenzie specializzate in diversi settori più o meno dettagliati per ogni canale (eg: PR, digital, press…) se non addirittura uno per ogni tipologia di attività (eg: social media, website, web-app, digital PR…); se da una parte come marketer è naturale pensare a questi canali in modo razionalizzato e distinto, la prospettiva cambia decisamente quando ci mettiamo nei panni dei consumatori.
Come dire seppur diversi canali possono comunicare diverse informazioni sul brand, Coca-Cola è sempre la stessa, sia che tu la “incontri” su Facebook, a un concerto, o su una pubblicità in TV.
Indossa il cappello del consumatore ed accertati che tutti i tuoi touchpoint contribuiscano a raccontare la storia dello stesso brand in modo integrato e coeso, sia dal punto di vista grafico che di associazioni mentali, emotive e valoriali di lungo periodo.
 Omnichannel

4. Non monitorare i risultati delle tue iniziative

Strategia e programmazione richiedono un grande dispendio di energia (oltre che di denaro ovviamente!), e può capitare che spesso ci si ritrovi stanchi al momento dell’implementazione.
Ma tu non farlo, tieni duro!
Monitorare e quantificare il ritorno dei tuoi sforzi infatti è uno step fondamentale non solo per valutare l’efficacia delle attività intraprese di per se’, ma anche per avere learning e spunti per le iniziative future.
Dedica del tempo già nella fase di pianificazione a costruire il tuo piano di monitoraggio delle attività, cercando di prevedere un monitoraggio longitudinale continuo. Questo ti permetterà:
  • Di capire cosa sta funzionando e cosa no;
  • Di capire come cambiano gusti e attitudini del tuo target;
  • Di aggiustare il tiro in itinere;
  • Di avere una solida base di case studies da poter tenere come punto di riferimento per il futuro.

5. Non mantenere le promesse 

“Un brand è una promessa. Un buon brand è una promessa mantenuta”. Muhtar Kent”
Mentire è uno dei peccati capitali, e lo stesso principio vale anche quando si parla di marketing.
Le attività di marketing basate sulla menzogna hanno le gambe corte, e possono produrre un perverso effetto boomerang.
Non basta fare una campagna di comunicazione eccezionale, se poi la super merendina che hai pubblicizzato ha problemi di distribuzione e non si trova a scaffale o peggio ha un sapore tremendo (nonostante sia stata descritta come deliziosa), o se ancora la tua azienda che si presenta come attenta e vicina alle esigenze delle persone e delle famiglie maltratta i suoi dipendenti avremo un grosso grossissimo problema Houston!
La buona notizia è che per quei virtuosi che si impegneranno a costruire brand e aziende con una purpose, ad attivare iniziative in linea con il proprio DNA, e fare claim rilevanti, unici e sinceri, la fiducia e fedeltà dei consumatori ne verranno influenzate positivamente.
Insomma: essere sinceri e mantenere le promesse è la base di ogni relazione, compresa quella con i consumatori!

In sintesi

Il marketing è una cosa seria e può determinare il successo o l’insuccesso di un’azienda. Per questo motivo devi approcciarti al marketing in modo metodico e organizzato, cercando di prepararti al meglio ma rimanendo flessibile ad intercettare e imparare da possibili errori opportunità lungo il percorso.
Buon lavoro e Be Ninja!
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