Nunzia Falco Simeone

Content Manager @ Ninja Marketing

Quello digitale è un mondo senza confini e limiti geografici: grazie alla rete è oggi possibile comunicare con chiunque in qualsiasi parte del mondo. Se hai un eCommerce che vende prodotti tipici, un blog di viaggio, un sito di ricette, perché dovresti limitarti a un solo Paese?

Un sito multilingua ti consente di espandere i tuoi orizzonti e rivolgerti a miliardi di potenziali clienti. Ma attenzione: non puoi semplicemente copiare il testo del tuo sito su Google Translate.

Faresti mai scrivere una landing page in italiano ad un bambino di 10 anni? Allo stesso modo, non dovresti tradurre il tuo sito approssimativamente, col rischio di comunicare ciò che non vuoi. Una delle difficoltà maggiori di una traduzione è quella di riuscire a rendere i concetti con la stessa forza della lingua in cui sono stati scritti, tenendo però in considerazione le differenze culturali e i modi di dire della lingua target, affinché il messaggio non perda la propria carica persuasiva.

Traduzione fai-da-te: anche i grandi ci sono cascati

Ci sono casi in cui la traduzione è completamente sbagliata proprio perché non tiene conto delle sfumature, della cultura e dello slang del Paese a cui ci si vuole rivolgere. Qualche esempio?

Dal Ministero dell’Istruzione un errore particolarmente imbarazzante: il pecorino toscano viene tradotto con Doggy Style, ovvero “a pecorina”. A voi le conclusioni.

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Quel momento imbarazzante in cui “Brings you back to life” di Pepsi in mandarino è diventato “Pepsi riporta i tuoi antenati in vita dalla tomba”. Paura.

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Quando Coca-Cola è stata commercializzata nel mercato cinese, fu scelto il nome ke-kou-ke-la che, hanno scoperto poi, significa “mordere il girino di cera” o “cavalla ripiena di cera”. Dopo lunghe e necessarie ricerche, è stato cambiato in ko-ou-ko-le: “felicità in bocca”.

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Anche KFC ha avuto problemi con le traduzioni in Cina: il famoso slogan “Finger-lickin’ good” è stato tradotto in “Mangiati le dita”. Le alette sono buone, ma non così tanto.

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Per Colgate invece, più che di un errore di traduzione si è trattato di una mancata conoscenza della cultura locale. In Francia il dentifricio è stato chiamato Cue, peccato che sia anche il nome di una nota rivista porno.

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Errore simile anche per Ford che, introducendo la Pinto in Brasile, non ha tenuto conto del fatto che “pinto” in dialetto brasiliano significhi “piccoli genitali maschili”. Il nome dell’auto è stato poi cambiato in “Corcel” che significa “cavallo”.

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Le campagne  “Got Milk?” della Dairy Association sono famosissime in America, ma esportare il messaggio in Europa non è stato semplice. In Spagna lo slogan “Got Milk?” sarebbe diventato “Stai allattando?”. Una domanda piuttosto personale.

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Ma il vincitore assoluto della classifica delle traduzioni peggio riuscite è lui.

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Morale della favola: se non sei certo di cosa significhi quello che stai comunicando, non farlo.

Google Translate o un impiegato che se la cava con una lingua straniera potrebbero non essere sufficienti. La scelta più giusta è quella di affidarsi ad un esperto, l’investimento in una traduzione professionale porterà di certo migliori risultati a lungo termine e nessuna crisi di marketing imbarazzante!

Le diverse tipologie di traduzione

A seconda delle esigenze e della tipologia di contenuti del sito, potresti aver bisogno di una tipologia specifica di traduzione.

Distinguiamo, innanzitutto, la Traduzione Certificata, datata e firmata dal traduttore professionista per certificarne la conformità del contenuto, da quelle aventi valore legale.

La Traduzione Giurata (o asseverata), richiede che il traduttore si rechi presso l’apposito ufficio del Tribunale per certificare con una firma la validità della traduzione e presti giuramento davanti al Cancelliere, così da garantire che il contenuto del documento tradotto corrisponda effettivamente all’originale. Con la traduzione giurata il traduttore si assume la responsabilità civile e penale di quanto ha tradotto. In sostanza, se commette un errore non è colpa tua (cliente) ma colpa sua.

Per le Privacy Policy, i termini del servizio e, in generale, per tutti i contratti è consigliata la Traduzione Asseverata, così come per le visure, gli statuti e i documenti ufficiali, ma se si vuole mantenere la validità di un documento anche all’estero, sarà necessario fare una traduzione legalizzata.

La Traduzione Legalizzata, necessaria quando il documento tradotto deve conservare piena validità legale anche in un Paese straniero, prevede un ulteriore passaggio: il documento deve essere controfirmato da parte delle autorità competenti.

Anche se la traduzione non deve ottenere un valore legale, è sempre meglio affidarsi ad un traduttore specializzato. A seconda della tipologia del testo, la traduzione può essere letteraria, commercialequella più utilizzata per i siti web -, scientifica, medica, tecnica, giuridica o economico/finanziaria.

Quanto costa una traduzione professionale?

Il prezzo di una traduzione è determinato dalla lunghezza del testo, che si misura in cartelle, e dai tempi di consegna. Se la scadenza è molto ravvicinata, il prezzo del servizio può subire maggiorazioni anche importanti.

Un testo più tecnico potrebbe richiedere la revisione di un esperto in materia, ciò comporta tempi più lunghi e prezzi più alti, lo stesso vale per le traduzioni giurate e legalizzate.

Se non vuoi incappare in errori, chiedi un preventivo ad un’agenzia di traduzioni specializzata che potrebbe evitarti non solo brutte figure, ma anche danni all’immagine e ai profitti.

EDIT: In una versione precedente dell’articolo era elencato anche il caso dello slogan della birra Coors “Turn it loose” (in italiano “sciogliti”) che in spagnolo sarebbe diventato “soffri di diarrea” (in spagnolo “sueltate”). Questa informazione si è rivelata non vera.

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