Social media

Alla scoperta di Strava: il social network per gli sportivi

Non solo un’applicazione per gli sportivi che vogliono registrare le proprie attività: Strava è una vera e propria piattaforma social

Michela Fenili
Michela Fenili

Founder & Head of Strategy @Ago&Media

Un social network dedicato a chi ama lo sport: stiamo parlando di Strava, che nasce per mettere in contatto gli sportivi di tutto il mondo. La sua mission è chiara: “Se sei un tipo attivo, Strava è quello che fa per te. La nostra app per cellulare e il nostro sito web migliorano l’esperienza sportiva e mettono in contatto milioni di atleti di tutto il mondo. Siamo il social network ideale per chi ama l’impegno. Unisciti a noi.”.

Inizialmente rivolto solo ai ciclisti, oggi è aperto anche a sportivi di altre discipline. Chiunque infatti può iscriversi gratuitamente e caricare la propria attività in sella ad una bicicletta, di corsa, a nuoto, sugli sci, a piedi, e condividerla con il resto del mondo con tanto di dati analitici sulla performance. E per chi non si accontenta, c’è una versione premium a pagamento con funzioni aggiuntive.

Strava sembra avere tutto ciò che serve per chi ama lo sport e vuole vivere una community dedicata per condividere la propria passione: è infatti possibile seguire i propri amici o invitarli a seguirci. Una volta creato il legame, nel feed delle attività compaiono uno dopo l’altro, in ordine cronologico, i caricamenti degli amici seguiti. È possibile dare quello che viene definito kudos (like in Facebook) oppure lasciare un commento. Le attività caricate possono essere corredate da foto con didascalia: inoltre la scelta del titolo risulta fondamentale per incuriosire e stupire i propri follower.

Oltre a queste peculiarità social, l’utente è in grado di misurare la sua performance con quella degli altri iscritti. Può infatti capire se è stato il più veloce a scalare una montagna e quindi a meritarsi il trofeo di KOM, dall’inglese “King of the mountain“, o QOM “Queen of the mountain” per le donne. Vengono registrati i propri record personali in determinati segmenti, ci si può iscrivere a club virtuali oppure partecipare a sfide lanciate dall’applicazione e vincere delle ricompense.

Sono insomma moltissime le possibilità che Strava offre per coinvolgere sempre di più l’utente, anche grazie al suo percorso, che non è proprio brevissimo come si potrebbe immaginare.

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Strava è infatti nato nel 2009 a San Francisco da un’idea dei due fondatori Michael Horwath e Mark Gainey. Inizialmente, i dati riguardanti il numero di utenti registrati e attivi furono tenuti nascosti: gli unici dati che si possono ricavare – da fonti non ufficiali – indicano che nel 2015 erano circa 8 milioni gli iscritti in tutto il mondo.

Alla fine dello scorso anno, Strava ha finalmente rilevato qualcosa in più di sè. Secondo le statistiche rilasciate a dicembre 2016, sarebbero state caricate ben 304 milioni di attività sportive (una media di 9,6 ogni secondo, con un aumento dell’80% dall’anno precedente): il 26,90% di queste attività sarebbe avvenuta in gruppo, e ad esse sarebbero stati dati ben 1.3 miliardi di kudos (i corrispondenti dei like di Facebook), 1 ogni 41 secondi. Un trend in continua crescita, se consideriamo che a maggio 2017 sulla sua pagina Facebook, l’applicazione ha festeggiato il raggiungimento di 1 miliardo di attività caricate!

Una delle ragioni di una crescita che nell’ultimo periodo sembra repentina può essere l’entrata nel network di atleti professionisti, i quali utilizzano Strava per registrare le proprie attività. Il ciclista professionista Greg Van Avermaet, ad esempio, ha condiviso la sua performance durante le Olimpiadi di Rio ad agosto 2016, rendendo possibile all’audience dell’app l’analisi dei 237,5 km coperti durante la gara.

Non solo pro: anche i marchi di articoli sportivi iniziano ad avvicinarsi all’app, vedendola come uno strumento di marketing. Lavorare su un pubblico già profilato è infatti un plus non tascurabile. Al momento, però, Strava non possiede alcuna feature per realizzare ADS sponsorizzati: nonostante questo, iniziano a nascere delle partnership che fanno pensare ad un futuro sviluppo in questa direzione.

Ad oggi, infatti, i brand possono creare i cosiddetti “club” ed invitare gli utenti ad iscriversi. In essi, è possibile pubblicare dei veri e propri post costituiti da foto, testo, immagini e link. Gli utenti possono interagire commentando e postando a loro volta nel club: sono insomma delle versioni personalizzate dei più classici gruppi su Facebook.

Ne è un esempio il club ufficiale del produttore di biciclette tedesco Canyon, che conta più di 14.000 iscritti e condivide settimanalmente post per interagire con la sua community.

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Inoltre alcuni premium brand possono lanciare le cosiddette challenge: sfide che vengono promosse per raggiungere un traguardo stabilito.

Ad esempio il marchio inglese di abbigliamento per ciclismo Rapha ha chiesto di sfidare se stessi e scalare in bicicletta un dislivello di 4600 m, proprio come fanno i pro in una sola tappa nelle gare più dure. Rapha Rising è il nome della challenge che ha già raccolto più di 142.000 mila partecipanti, che avranno tempo dal 1 al 23 luglio per raggiungere l’obiettivo.

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In occasione di queste challenge, vengono organizzati anche dei veri e proprie eventi offline, delle pedalate guidate dagli ambassador del brand che lancia la sfida.

Che ne pensate, amici lettori? Diteci la vostra su Facebook, su Linkedin o su Twitter?

Scritto da

Michela Fenili

Founder & Head of Strategy @Ago&Media

Passione per i mezzi di comunicazione e curiosità verso il Mondo. Outdoorlover e ciclista per caso. Dopo una Laurea in Comunicazione ed Editoria Multimediale e una gratificante ... continua

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