Life

Artisti contemporanei e VR: nasce la galleria Acute Art

La prima piattaforma artistica VR per visualizzare i cataloghi online degli artisti contemporanei

Mariagrazia Repola

contributor

    Il lancio ufficiale della piattaforma è previsto per l’autunno di quest’anno e a dare il via al progetto ci sono dei  veri geni dell’arte contemporanea, Marina Abramović , Jeff KoonsOlafur Eliasson , che si cimentano in performance per approfondire le tematiche del cambiamento climatico, della natura e dell’affermazione di se’ in un mondo virtuale di grande attualità.

    Gli artisti hanno concepito delle opere inedite utilizzando la realtà virtuale, sostenuti da un team di tecnici che li ha aiutati nel processo di realizzazione. Questi lavori sono stati presentati in anteprima presso la Stockholm’s Brilliant Minds e l’obiettivo principale è quello di coinvolgere giovani artisti emergenti, in modo da esplorare ed incoraggiare l’arte ad essere intesa non soltanto in un luogo fisico ma anche inserita nella nuova era online. Una sorte di transizione dell’arte.

    Acute Art

    La realtà virtuale è stata nuovamente rivalutata anche grazie a miglioramenti tecnici e al lancio sul mercato di piattaforme che rendono il suo utilizzo accessibile a tutti o quasi. Gli spazi dedicati all’arte online crescono sempre di più, per esempio l’Art Baby Gallery che è per eccellenza la piattaforma dei giovani artisti emergenti. Notevole il progetto della Wrong Biennale, che celebra l’arte del vasto mondo virtuale, o il Digital Museum of Digital Art, fondato da Alfredo Salazar-Caro e William Robertson, o ancora il New Museum’s Initiative, e FLOAT, creata dagli artisti Ben Vance e Kate Parsons.

    Gli artisti e i lavori

    Jeff Koons

    Le ultime notizie che riguardano Jeff Koons risalgono ad aprile di quest’anno, quando ha presentato Masters la sua collaborazione con Louis Vuitton per la creazione di una serie di borse dedicate ad opere celebri di artisti da Van Gogh Leonardo Da Vinci. Famoso per le sue opere che si rifanno all’immaginario pop, come le sculture di Michael Jackson e la scimmia in porcellana bianca ed oro e i suoi animali-palloncini.  L’arista è noto non solo al mondo dell’arte, era infatti sposato con l’attrice porno Ilona Staller detta Cicciolina.

    Il suo primo progetto per Acute Art è Phyne e riguarda l’esplorazione, l’auto-affermazione e la trascendenza umana nello spazio virtuale. Il nome si riferisce ad una nota cortigiana dell’antica Grecia e si ispira quindi all’arte classica pastorale. Tramite la Realtà Virtuale gli spettatori si troveranno in un giardino in cui incontreranno Phyrne, sotto forma di ballerina metallica che farà loro da guida nel mondo. Koons afferma che ciò che lo ha colpito della VR è il  senso di centralità e la mancanza dell’affermazione dell’esistenza individuale. La scelta delle superfici metalliche in Phyrne sono volute per amplificare il riflesso di noi stessi, affermando così la propria esistenza. Phyrne è un’insegnate che stimola i diversi sensi della percezione che sono nuovi territori per la VR.

    marina-abramovic-vr-acute (1)

    Il lavoro presentato da Marina Abramović  è Rising. L’artista serba è una delle performer contemporanee più conosciute nel mondo, grazie anche alla sua voglia di andare oltre i confini artistici. Note le sue collaborazioni con il rapper Jay-Z e la cantante Lady Gaga, la sua direzione artistica di una delle più belle sfilate del 2015 di Givenchy,  il corto per Adidas o spettacoli provocatori come 512 Hours, Rhythm 5, o Breathing In / Breathing Out.

    In Rising, utilizza il suo Avatar, portando l’attenzione del pubblico sui problemi dei cambiamenti climatici per scuotere tutto il mondo. Gli spettatori, infatti, si trovano faccia a faccia con l’artista in un serbatoio di vetro che lentamente si riempie di acqua ed improvvisamente si sciolgono dei ghiacciai enormi, l’unico modo per sopravvivere è cercare di fermare lo sciogliersi del ghiaccio. Marina vuole simulare la possibilità della fine dell’umanità tramite la VR chiamandoci a salvare la razza umana e tutto il pianeta. A questo punto della sua carriera si chiede se è possibile trasferire energia da corpo a corpo con la tecnologia moderna e creare empatia con le problematiche del clima globale.

    Olafur Eliasson - immagine: Acute Art

    Rainbow è l’’opera dell’artista danese-islandese Olafur Eliasson che vuole esplorare la natura. L’arcobaleno può essere visto solo se lo spettatore si muove correttamente, sotto una tenda di pioggia che occulta la vista. I controller manuali sono utilizzati da più spettatori contemporaneamente, per intraprendere una ricerca collettiva dell’arcobaleno. Il tema centrale del se’ è tipico dei lavori di Eliasson, sia per le sue installazioni a tema solare che la sua opera d’arte pubblica Ice Watch, dove ha trasportato 12 blocchi di ghiaccio da 100 tonnellate nella piazza del municipio di Copenaghen e in altre città; questi blocchi sono stati  sciolti proprio per sfidare le opinioni sul cambiamento climatico.

    L’artista ha sempre avuto interesse per le dinamiche in cui  persone co-producono la propria percezione della realtà ed ogni sua mostra è concepita come una grande “macchina produttrice di realtà”. Per lui la realtà virtuale ha la potenzialità di diventare una piattaforma per sperimentare, in cui il corpo e l’individuo sono elementi centrali e non possono essere lasciati in disparte. Rainbow è stato creato per ospitare tante persone nello stesso istante, senza uscire dal mondo e senza abbandonare il corpo.

    Siamo davvero curiosi di scoprire tutte le altre opere, l’appuntamento è per questo autunno!

    Scritto da

    Mariagrazia Repola

    contributor

    Laureata in Comunicazione Digitale e in Lettere, amante dell'arte, la fotografia, il cinema e le serie tv. Lettrice incallita. Animo rock'n'roll. Appassionata di marketing, ... continua

      Condividi questo articolo


      Segui Mariagrazia Repola .

      Amiamo ricevere i tuoi commenti a ideas@ninjamarketing.it