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Festival di Cannes e social media: una lotta generazionale

Netflix vs Festival, Nicole Kidman o Influencer? Il Festival di Cannes compie 70 anni, che si fanno sentire.

Terminato l’hype sulla Croisette, mentre i VIP riposano le membra stanche dopo lunghi party e interminabili sfilate, ecco il momento perfetto per fare il punto sulla 70esima edizione del Festival di Cannes.

La Palma d’Oro è stata assegnata a The Square, dello svedese Ruben Östlund, il Grand Prix Speciale della giuria è toccato a 120 battements par minute, di Robert Campillo e Sofia Coppola si è aggiudicata il premio per miglior regia con The Beguiled. Ma diciamolo, sin dal primo giorno, una e una soltanto è stata la regina indiscussa del festival: Nicole Kidman.

All’attrice australiana, che era a Cannes per ben 4 film, è andato il premio speciale per il 70° anniversario del Festival oltre che l’investitura non ufficiale dei social media. E pare che lei stessa si trovi piuttosto bene in questo ruolo di Queen of Cannes, come desumiamo dal video che ha postato su Facebook, dove balla tra le paillettes di Michael Kors.

O forse no. Mai come quest’anno il glamour tradizionale di Cannes è stato messo in discussione. Cosa vale di più? Il riconoscimento ufficiale di Nicole Kidman da parte della giuria, o le oltre 4 milioni di visualizzazioni del boomerang di Bella Hadid mentre sorseggia champagne prima della cerimonia di apertura? Dato il crescente numero di influencer avvistati in passerella sembra che i brand possano anche fare a meno di megastar come Nicole Kidman.

Opening night Cannes Film Festival 🌸 My favorite carpet 💓 @diormakeup @sabrinabmakeup @jennifer_yepez team ❤️

Un post condiviso da Bella Hadid (@bellahadid) in data: 17 Mag 2017 alle ore 10:39 PDT

Ma l’attacco alla tradizione non finisce qui. Il caso più interessante, infatti, è sicuramente la lotta Netflix vs Festival che apre discussioni in cui i cinefili si possono perdere sorseggiando vino rosso fino all’alba. L’esperienza collettiva al cinema è destinata a terminare? O la sala sopravviverà come ha sempre fatto? E ancora, cosa implica per la struttura narrativa l’essere pensato per lo streaming, anziché per la proiezione pubblica? Domande a cui il tempo darà risposta, ma quel che è certo, per ora, è che Okja il lungometraggio che Netflix ha presentato a Cannes ha subito le conseguenze di questa lotta intergenerazionale.

Secondo l’Hollywood Reporter il film sarebbe stato sia fischiato che applaudito, e le critiche verso Netflix sembrano piuttosto legate alla contravvenzione della legge che prevede che i film in concorso a Cannes abbiano una distribuzione nelle sale francesi. Intanto Netflix strizza l’occhio da Twitter parlando di “guardare al futuro”, del cinema forse?

Ma non sono tutti glitter quelli che luccicano sulla Croisette. Il ministro israeliano alla cultura Miri Regev ha attirato l’attenzione degli attivisti contro l’occupazione israeliana con un abito del designer Aviad Herman che rappresenta la moschea Al-Aqsa. L’intenzione pare fosse quella di celebrare i 50 anni dell’occupazione, cosa che ha subito trovato una risposta sui social media, dove l’abito è stato trasformato aggiungendo scene della distruzione dei territori occupati.

miri-regev

Ora non ci resta che sorseggiare champagne sulla spiaggia (o seguire le star su Twitter dall’ufficio) in attesa del prossimo Festival, speculando su quale nuova lotta generazionale ci proporrà.