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Glossario SEO per aspiranti Blogger

Un mini-dizionario per comprendere meglio gli acronimi e i termini tecnici della SEO

Giovanni Amato

SEO Copywriter

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Leggere un articolo che parla di SEO, spesso e volentieri, rappresenta una sfida. Questo perché chi scrive di SEO tende a usare acronimi e termini tecnici. Roba così poco comprensibile, da fare invidia al mito di Amici Miei.

Ecco perché ho deciso di creare un glossario SEO per aspiranti blogger. Del resto, la chiarezza è il primo passo per comprendere qualcosa.

Se vuoi che la SEO non abbia più così tanti segreti, continua a leggere. Dalla A alla Z, ecco, in breve, i termini che trovi all’interno di questo mini dizionario:

Alt tag

L’ALT tag (o ALT text) è linsieme delle keyword che ti permettono di categorizzare le immagini di una pagina web. Un particolare da non sottovalutare, se vuoi aiutare i motori di ricerca a trovare le tue immagini, e a organizzarle nei risultati di ricerca.

Inoltre, le persone che leggono dagli screen reader possono sfruttare l’ALT tag per comprendere il contenuto di un’immagine. Insomma, più gli ALT tag delle tue immagini sono descrittivi più queste saranno accessibili.

Per approfondireSEO per immagini: come ottimizzarle per i motori di ricerca

Bounce rate

La frequenza di rimbalzo (o bounce rate) è un valore che indica la percentuale di utenti che lasciano il tuo blog, dopo aver letto un solo articolo e senza aver compiuto alcuna azione. Più è alto, minore è la permanenza sul tuo blog.

Questo numero, però, non deve necessariamente farti spaventare. Il bounce rate può indicarti la qualità dei tuoi contenuti, è vero. E, di conseguenza, accendere un campanello di allarme: i tuoi contenuti sono utili? Il tuo blog presenta problemi di usabilità? Ma un valore alto può anche significare che i tuoi lettori hanno trovato tutte le informazioni che stavano cercando.

Crawler

I crawler sono dei programmi creati con lo scopo di scandagliare le pagine web, esaminare il loro contenuto e categorizzarle, secondo una o più parole chiave.

Prova a immaginare questi simpatici bot come dei ragni affamati, pronti a restituire alla loro regina (il motore di ricerca) tutte le informazioni necessarie per determinare il posizionamento di una pagina web nei risultati di ricerca.

Dofollow / Nofollow

Due attributi che puoi (e devi) utilizzare quando linki un altra pagina web.

Scrivi articoli tutto il giorno. E sai benissimo quanto sia importante citare le fonti, o inserire un collegamento esterno che possa arricchire il tuo contenuto. Ma anche concatenare i tuoi articoli, con lo scopo di creare una rete di link interni che facilitino la navigazione del tuo blog.

Quando inserisci un link, quindi, utilizza il Nofollow o il Dofollow, seguendo questa logica:

  • usa il Nofollow quando vuoi che il motore di ricerca ignori un link – se si tratta di un sito web di dubbia qualità, ad esempio, è obbligatorio
  • usa il Dofollow per comunicare al motore di ricerca che il link che hai inserito è rilevante

EMD

EMD è l’acronimo di extact match domain, ovvero, dominio a corrispondenza esatta. In parole povere, tutti i domini che usano la parola chiave che meglio rappresenta il loro servizio / prodotto, invece di puntare sul nome del brand.

Ad esempio, www.ninjamarketing.it non è un EMD. Il nome scelto per il dominio è il nome stesso del brand. E, anche, se è presente una parola chiave, rilevante per il settore merceologico a cui appartiene Ninja, non ha una corrispondenza esatta con il servizio offerto.

Al contrario, www.corsimarketingonline.org è un EMD in piena regola.

Fino a qualche anno fa, gli EMD riuscivano a raggiungere posizioni abbastanza rilevanti. Oggi, fortunatamente, non è più così – almeno su Google.

Insomma, sentiti libero di spaziare con la fantasia. Quello che conta, per una buona indicizzazione, è il contenuto. 😉

Freshness

Letteralmente “freschezza”. Per il tuo blog (e per la SEO), invece, è una pratica che dovresti considerare, quando sei a corto di idee. Quando non sai proprio che argomento trattare, piuttosto che cercare di cavalcare l’onda di una notizia che hanno già sviscerato tutti i tuoi concorrenti, aggiorna un tuo vecchio contenuto.

E non parlo, unicamente, della data di pubblicazione. Mi riferisco, piuttosto, alla natura stessa del contenuto. Ad esempio, due anni fa, ho scritto un articolo sulla revisione di un testo. Quest’anno, rileggendolo, mi sono accorto che c’era qualcosa che potevo migliorare e altre nozioni, invece, che potevo aggiungere. Ed è quello che puoi fare anche tu per donare una nuova linfa vitale ai tuoi contenuti. Ed è anche quello che si intende per freshness.

Inoltre, a Google piace tantissimo un contenuto fresco. Un motivo in più per iniziare a spulciare il tuo blog, in cerca di articoli da “revisionare”.

Google Analytics

Google Analytics è uno dei tantissimi servizi offerti da Google. La sua funzione principale è elaborare i dati sul traffico di un sito web. Ma anche le fonti di questo traffico (cellulare, desktop, tablet), i dati anagrafici del tuo pubblico, il bounce rate, e tantissime altre statistiche. Fondamentale se vuoi avere un controllo reale sui dati del tuo sito web.

Per iniziare a usare Analytics, ti basta un account Google – che sicuramente già possiedi. Per il resto, come il 99% dei servizi di Google è gratuito.

Header

L’header è un elemento HTML che ti permette di suddividere un contenuto in diversi paragrafi. E, di conseguenza, stabilire una priorità all’interno di una pagina web.

Esistono 6 tipologie di header, dal h1 al h6. Ognuno, come hai appena letto, serve a creare ordine. Un ordine logico che facilita la lettura, sia al lettore sia al motore di ricerca.

Ad esempio, in questo articolo, “Glossario SEO per aspiranti blogger” è il titolo di questa pagina (o articolo), ed è un h1.  I vari argomenti trattati in questo dizionario, invece, sono h2. Così come l’immancabile paragrafo dedicato alle “Conclusioni”.

Indicizzazione (e posizionamento)

C’è sempre tanta confusione tra indicizzazione e posizionamento. Un contenuto è indicizzato quando viene immagazzinato dal motore di ricerca e, quindi, restituito nelle pagine di risposta (le SERP).

Ora, ricordi i Crawler? Loro si occupano, proprio, dell’indicizzazione di un contenuto web. A tal proposito, ricorda: chi ti promette l’indicizzazione è un cialtrone. Tutto si indicizza. È solo questione di tempo.

Il posizionamento, invece, è tutt’altra cosa. In questo caso, entra in gioco la SEO e tutte le pratiche che mirano all’ottimizzazione di una pagina web, al fine di incrementare la sua posizione tra i risultati di ricerca.

JPG

Il formato di compressione più diffuso, quando si parla di immagini, è il JPG. Cosa c’entra con la SEO? Te lo spiego subito. Un aspetto dell’ottimizzazione, che devi SEMPRE considerare, riguarda le prestazioni del tuo sito web. E quando si parla di prestazioni, si passa sempre dalle immagini. Ecco perché è consigliabile affidarsi al JPG.

NB → un altro formato da non sottovalutare è il WebP.

Keyword

SEO e keyword rappresentano un binomio indissolubile. Quando leggi di ottimizzazione sui motori di ricerca, una delle parole più utilizzata è proprio keyword.

Si parla di research, di intent, di stuffing. Tutte pratiche che sono direttamente collegate alla tanto agognata parola chiave (o keyword).

La keyword research è la ricerca che precede l’attività di scrittura – se non sai cosa cerca (e come, soprattutto) la gente, non puoi intercettare un bel niente.

Ma la parola chiave non è tutto. Bisogna comprendere, anche, qual è l’intento di ricerca, legato proprio a quella parola chiave.

Ad esempio, se cerco “maglione di lana”, probabilmente, desidero acquistarlo in un negozio virtuale. Se, invece, cerco “maglione di lana o di cotone”, posso essere interessato dalle differenze tra i due materiali.

Infine, per keyword stuffing si intende la sovraottimizzazione dei contenuti. Te lo spiego con un altro esempio:

In questo articolo, la keyword per la quale intendo posizionarmi è “glossario SEO”. E come puoi ben notare, non la trovi ripetuta in modo compulsivo, bensì è spalmata in tutto il testo, naturalmente. Ecco, se non vuoi risultare più fastidioso di una mail finita nello spam, cerca di non abusare troppo della tua parola chiave.

Quando si parla di link nella SEO ci si riferisce ai link interni e a quelli in entrata (backlink). Un link interno è un collegamento a una pagina dello stesso sito. Prendendo come esempio, questo articolo, il post che ti ho consigliato di leggere per approfondire l’ALT tag è proprio un link interno.

Un backlink, invece, è un link in ingresso verso una pagina web, che non è presente sullo stesso sito. Sostanzialmente, ogniqualvolta inserisci una risorsa esterna al tuo blog, doni alla fonte di quella informazione un backlink.

Tra l’altro, i backlink sono uno dei fattori più importanti per il posizionamento sui motori di ricerca. Insomma, più backlink hai, più rilevante sarà il tuo blog agli occhi di Google e compagnia bella.

Meta tag

I Meta tag sono elementi HTML, presenti in ogni pagina web, che indicano al motore di ricerca l’argomento principale di quest’ultima.

Se vuoi ottimizzare i tuoi contenuti, per aumentarne visibilità e traffico, devi prestare molta attenzione a questi 2 elementi:

  • tag title: l’elemento più importante che Google considera per quanto riguarda l’indicizzazione e il ranking.
  • meta description: la description di una pagina web (o di un post) è la descrizione libera ed esaustiva del contenuto della pagina

Noindex

Un altro meta tag, creato per evitare che una pagina web appaia nei risultati di ricerca, è il noindex. Puoi inserirlo, manualmente, nel codice HTML della pagina che non vuoi dare in pasto ai crawler, o, sfruttando le funzioni SEO dei principali plugin presenti in rete (Yoast su tutti).

Inoltre, puoi utilizzare il tag noindex anche per rimuovere una pagina dall’indice ed eliminarla dai risultati di ricerca.

Ottimizzazione

Ottimizzare una pagina web o un sito Internet significa cucire contenuti su misura per i lettori. Oltre renderli appetibili al motore di ricerca. Puoi scrivere articoli bellissimi, ma se non riesci a diffonderli il tuo lavoro risulta nullo. Sforzi, tempo e passione sprecati.

Comprendere come ragiona un motore di ricerca e trasformare i tuoi contenuti in chicche, perfettamente ottimizzate, è il primo passo per ottenere posizioni di rilievo nei risultati di ricerca.

Page rank

Il Page rank è un valore che Google assegna a ogni pagina web. Questo valore si basa su un algoritmo che tiene conto del numero e del valore dei link in entrata. E qui, si torna all’importanza dei backlink, e di come migliorino, il posizionamento su Google.

Vuoi sapere qual è il page rank del tuo blog? Google PageRank Checker ti dà la risposta!

Query

La query è una domanda specifica, su una determinata parola chiave.

Prendo in prestito il maglione di lana, usato come esempio nel paragrafo dedicato alle keyword. Maglione di lana è la keyword.

Queste, invece, sono 3 query (legate alla kw principale):

  • dove posso acquistare un maglione di lana
  • quando indossare un maglione di lana
  • differenze tra un maglione di lana e un cardigan

Risultato organico

Quando cerchi qualcosa su Google, non tutti i risultati sono considerati organici. I primi 3 risultati, spesso e volentieri, sono annunci a pagamento. Risultati che, una volta fermata l’inserzione pubblicitaria, piombano nell’oscurità.

Il compito della SEO è proprio quello di produrre risultati organici, che possono mantenere posizioni di rilievo, senza sborsare un singolo euro in sponsorizzazioni dei contenuti.

SERP

SERP è l’acronimo di Search Engine Results Page, ovvero, pagine di risultati della ricerca. In sostanza, sono le pagine che Google e gli altri motori di ricerca creano quando cerchiamo qualcosa online. E vengono create, cercando di restituire risultati quanto più pertinenti possibile.

Tassonomie

Le tassonomie sono gli argomenti chiave su cui posizionare il tuo sito web. Grazie a tag e categorie, infatti, puoi organizzare i tuoi contenuti e renderli più accessibili. Sia al motore di ricerca sia agli utenti. Utilizzare le tassonomie con criterio può aiutare il tuo blog a ottenere buoni risultati sul posizionamento organico.

Ecco un esempio, per comprendere meglio come classificare i tuoi contenuti: se hai un blog di cucina, le tue categorie potrebbero essere “primi piatti”, “secondi”, “dolci” e “contorni”.

Come vedi, ho scelto categorie che possono suddividere gli argomenti trattati, con estrema chiarezza.

I tag, invece, potrebbero essere gli ingredienti principali dei piatti di cui parli: “zucchine”, “pomodoro”, “carciofi”, “mele”, ecc. Taggando le ricette che contengono quell’ingrediente, crei una tassonomia orizzontale. Questa operazione serve a rendere visibile il tuo blog a tutti quegli utenti, che ad esempio, cercano “piatti a base di zucchine”.

URL

URL è l’acronimo di Uniform Resource Locator, e indica l’indirizzo (univoco) di una pagina web. Una buona URL deve descrivere la pagina in modo semplice, essere compatta e contenere le keyword più importanti.

A tal proposito, dai un’occhiata all’URL di questo articolo. 😉

Valore

Non è un elemento HTML. Non è un acronimo. È, semplicemente, il fattore più importante per ottenere risultati. Sembra scontato, ma è con il valore che i tuoi contenuti e il tuo blog cresceranno. La SEO è soprattutto valore. Non dimenticarlo mai.

Webmastertools

Un altro strumento (gratuito) che Google mette a disposizione; un altro strumento imprescindibile, da inserire nel kit del perfetto SEO.

Webmastertools (o Search Console) può fornirti report dettagliati, sulla visibilità delle pagine web del tuo blog – che poi sarebbero gli articoli.

Yoast

Uno dei plugin più famosi per gestire title SEO, description, URL e keyword density. Ma anche per ragionare sulla leggibilità dei tuoi contenuti e sull’ottimizzazione delle immagini. Inoltre, ti rende la vita più semplice, se devi configurare elementi come la sitemap.xml o il robots.txt.

Insomma, una vera manna dal cielo… Ah, è disponibile solo per WordPress.

ZMOT

Chi è alla ricerca di informazioni, sta costruendo la propria percezione del tuo blog, attraverso la tua identità online (sito web, blog post, presenza sui social), ma anche attraverso il parere schietto e sincero di altri utenti.

Questa fase di ricerca delle informazioni viene chiamata tecnicamente Z.M.O.T., ovvero, “Zero Moment Of Truth‘” – momento zero della verità. In parole povere, è quella fase in cui un potenziale cliente ricerca informazioni sulla tua “offerta commerciale”.

Avere feedback positivi dalla rete, significa vincere nello ZMOT. Questo perché le informazioni, che troviamo su un determinato prodotto/servizio, influenzano le nostre scelte di consumo.

Considerare questo aspetto può aiutarti a produrre un piano editoriale, che possa attrarre, ed essere utile al tuo potenziale pubblico.

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Conclusioni

Questi sono solo alcuni dei termini che ogni aspirante blogger dovrebbe conoscere, per spingere il proprio portale web sui motori di ricerca – che poi è il luogo dove gli utenti cercano risposte alle loro domande.

Se vuoi arricchire questo glossario sulla SEO, aggiungi un commento alla pagina Facebook di Ninja Marketing. Possiamo creare, insieme, un dizionario ancora più completo.

Se ti è piaciuto l’articolo, non dimenticare di condividerlo. Mi faresti, davvero, molto felice. <3

Scritto da

Giovanni Amato

SEO Copywriter

Classe 82, laureato in Filosofia e Scienze Etiche, da sempre appassionato dell'uomo, delle sue passioni, di ciò che lo emoziona e lo spaventa. Amante della scrittura creativa e ... continua

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