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Sarà l’Intelligenza Artificiale a scrivere e comporre la musica del futuro?

L'intelligenza artificiale è in grado di riconoscere i generi musicali meglio di esseri umani e potrebbe creare nuove composizioni

Eufemia Scannapieco

Digital& Social Media Strategist

“Il linguaggio della musica è un linguaggio che solo l’anima capisce, ma che l’anima non potrà mai tradurre”. L’anima no. Ma se entra in campo l’intelligenza artificiale, anche le citazioni più emozionali come questa di Arnold Bennett potrebbero essere stravolte.

La musica è infatti uno dei campi ideali per l’applicazione delle tecniche di AI (intelligenza artificiale), perché si basa su azioni come quelle del crearecomporre, analizzare ed eseguire, su cui poter applicare le analisi percettive basate sul riconoscimento delle strutture melodiche, armoniche, ritmiche e timbriche di vari generi.

Quanti generi musicali esistono?

C’è qualcuno che sì è divertito a creare una lista di tutti i generi musicali esistenti al mondo e ne ha individuato ben 1264!

Attraverso il sito Every Noise At Once si può navigare la mappa interattiva di tutti i generi musicali esistenti al mondo (sia come tag cloud che come lista) e ordinarla con una serie di criteri (similitudini tra un genere e l’altro, geografia, etc).

La mappa è stata generata con degli algoritmi che utilizzano le etichette usate dalla società The Echo Nest per catalogare la musica mondiale. Date un’occhiata per curiosità.


Di fronte a 1264 generi musicali, sebbene le differenze tra musica classica e rap siano chiare anche ai meno appassionati di musica, quanti di voi riuscirebbero a distinguere la belgian indie dal madchester, ad esempio?

Difficile per noi umani, ma non per un algoritmo grazie all’intelligenza artificiale.

Quando l’AI è in grado di riconoscere i generi musicali meglio degli esseri umani

Un esperimento di una compagnia inglese, la Cambridge Consultants, ha dimostrato che un sistema informatico riesce ad identificare generi musicali diversi, anche in caso di un’esibizione dal vivo, meglio di come farebbe un essere umano.

I ricercatori inglesi sono riusciti a sviluppare una nuova tecnologia di “machine learning”, ovvero di apprendimento automatico, in grado di rilevare informazioni musicali anche nelle circostanze più complesse.

Lo studio apre le porte a una nuova generazione di sistemi per la rilevazione di informazioni musicali e potrebbe servire a sviluppare metodi avanzati di organizzazione e ricerca nei database di musica. Sostiene Monty Barlow, direttore del Machine Learning a Cambridge Consultants

Google e i duetti in musica con l’intelligenza artificiale

Anche Google sta facendo esperimenti con le intelligenze artificiali e la musica: il progetto Google Brain ha presentato lo scorso giugno Magenta, un software per la composizione musicale.

I duetti sono l’ultimissimo upgrade del programma Magenta: un pianista digitale che improvvisa accompagnamenti sulla musica suonata da persone in carne e ossa.
Sfruttando degli speciali algoritmi, il sistema può produrre nuove melodie sulla base del motivo suonato dal pianista umano, adeguandone il ritmo, le pause e la sinfonia. Davvero sorprendente!

Non solo duetti ma anche composizioni

Diversi siti di news di tutto il mondo, da settembre 2016, hanno iniziato a parlare di una “prima canzone scritta da un computer”: si intitola “Daddy’s Car” e l’ha composta un software sviluppato dalla Sony Computer Science Laboratory.

Ma, udite udite, non si tratterebbe della primissima musica scritta da un computer: gli esperti del settore infatti sostengono che sia stata addirittura la “Iliac Suite”, composta nel 1957 alla University of Illinois at Urbana-Champaign, la prima composizione fatta da un computer e programmata dal compositore Lejaren Hiller, che la eseguì poi con il suo quartetto d’archi.

Nessuno stupore dunque per musicisti e artisti visionari! Singolare l’opinione di Mathieu Peudupin, un musicista rock francese, che ha spiegato al New York Times come lavorare con un programma di intelligenza artificiale lo avrebbe “portato in posti in cui non sarebbe mai andato da solo” e ha paragonato l’esperienza a lavorare con un altro membro di una band.

Insomma, potrebbe arrivare a breve il momento in cui l’intelligenza artificiale si batterà con Einaudi o Justin Bieber e comporrà la prossima colonna sonora della vostra vita. Avete richieste particolari? :)

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