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Da grande voglio fare la Girl in Tech

Donne e tech, secondo la ricerca InHerSight sarebbe questo il binomio perfetto per il 2017, nonostante le quote rosa in azienda siano ancora in minoranza

Ada Lovelace sarebbe fiera delle sue discendenti, le girl in tech: dal 1800 ad oggi di strada ne è stata fatta e dal suo esperimento di programmazione del primo software per computer si è passati a considerare l’industria del tech come lavoro dei sogni. Sì, perché una recente ricerca svela che il posto di lavoro più desiderato dalle quote rosa è nell’industria del tech, nonostante il sesso maschile domini ancora di gran lunga la scena.

Una cosa è certa: i nomi delle donne che hanno realizzato il loro sogno stanno aumentando e questo dimostra che il cambiamento è possibile.

Industria del tech: il settore più sognato dalle donne, ma anche quello in cui riescono meglio

girl in tech

Non si può nascondere che la strada è ancora lunga per realizzare il sogno di poter lavorare nell’industria del tech e per poterlo fare con gli stessi diritti di un uomo impiegato in questo settore, ma questo non vuol dire che il mondo della tecnologia non abbia da offrire tanto alle donne che, anzi, lo considerano uno dei lavori dei loro sogni.

Secondo una recente ricerca condotta da InHerSight, il mondo del tech ha fatto molti passi avanti negli ultimi anni per andare incontro al sesso femminile, nonostante la percentuale delle quote rosa del settore sia appena del 28%.

Le donne sognano di lavorare nel campo della tecnologia, più che nel mondo della sanità e del non profit, che si attestano rispettivamente seconda e terza, per cinque caratteristiche fondamentali: ferie meglio pagate e orario flessibile per andare incontro alle esigenze di mamme e donne di tutte le età, accompagnati da incentivi per la maternità, un numero interessante di attività stimolanti e inclusione.

Per l’immaginario femminile la classifica delle 10 Tech Companies mondiali è composta da Procore Technologies, prima nella top ten, fino a Dell, ultima, passando per le big company dei social network, Facebook, LinkedIn o Google.

Ma, non solo l’industria del tech è il sogno delle bambine di oggi, è il settore in cui le loro soft skill risulterebbero più valorizzate: multitasking, problem solving ed apertura al cambiamento, accompagnati da un talento naturale verso la leadership.

Nonostante ciò, però, le donne impiegate nelle professioni del futuro che vanno dai big data allo IoT sono di gran numero inferiori rispetto agli uomini: il 25% per l’industria dei Big Data, tra il 15 e il 25% se si parla di IOT, 0% tra i Data Scientist e il 50% per le metodologie Agile, una vera sorpresa.

È necessario cambiare i nostri sogni da donne, quindi? No, l’industria tech sta cambiando, basta solo avere un po’ di pazienza.

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Come (non) valorizzare le competenze: le girl in tech in un ambiente ostile

girl in tech

Che sia colpa delle università o del mondo del lavoro, una cosa è innegabile: essere donna non aiuta se il proprio sogno è lavorare nell’industria del tech. Le discriminazioni di sesso sono sempre dietro l’angolo, tanto che su 16 il settore tecnologico si classifica dodicesimo per la rappresentatività delle quote rosa al suo interno, undicesimo se si parla di opportunità manageriali e ottava per uguaglianza di opportunità di carriera.

Elephant in the Valley, un sondaggio condotto da sette donne in tech impiegate nella Valley più tech del mondo, ci spiega le discriminazioni più diffuse nel settore.

Il pubblico intervistato è 100% femminile, con un 91% di intervistate risiedente nella Silicon Valley e per una quota parte ricoprenti ruoli di spicco nelle aziende in cui lavorano: CEO, fondatrici e VC, di diverse età, da meno di 40 anni a più di 50, sia provenienti da startup che da big company.

Secondo i risultati della ricerca, diversi sono i motivi per cui la donna viene discriminata.

Al primo posto con l’84%, alla donna è stato criticato il suo modo di essere troppo aggressiva e, di conseguenza, la sensazione di essere declassate a mansioni più semplici che gli uomini non amano, è il sentimento predominante; dopodiché il 66% delle intervistate registra un’esclusione da parte dei colleghi da riunioni ed opportunità lavorative solo per il loro sesso, oppure un’emarginazione anche da parte dei clienti che si rapportano più frequentemente con gli uomini rispetto alle donne dell’organizzazione.

Ancora, l’argomento famiglia è considerato dal 75% delle intervistate come un tema che le fa apparire come deboli o frivole se tirato fuori; infine le avance, uno degli aspetti più sentiti che evidenzia le differenze sessuali, provocazioni provenienti da colleghi o da superiori che per il 60% affliggono le quote rosa del tech e che molte volte non vengono denunciate.

Ecco le donne simbolo del tech ai giorni nostri

girl in tech

Non smettere di credere nei propri sogni e nella propria determinazione, ecco quello che sembrano voler dimostrare le girl in tech che anche per il 2017 si sono affermate come le più influenti o vere e proprie leader dell’industria tecnologica.

Ne parlano Forbes e Inspiring Fifty a livello mondiale ed europeo.

Forbes le definisce esempi ed ispirazione per tutte le quote rosa che vogliono avere successo in un ambiente prettamente maschile e che si impegnano giorno dopo giorno per trovare soluzioni e rivoluzioni all’interno dell’industria del tech. I 16 nomi per quest’anno chiamano in campo anche alcune delle aziende più famose al mondo come Facebook con Sherly Sandberg Coo, YouTube con il suo CEO Susan Wojcicki o ancora Angela Ahrendts senior VP di Apple.

Per Inspiring Fifty, un network europeo che ogni anno segnala le 50 donne tech più influenti in europa, le nomination provengono da tutti i Paesi europei e tra queste annovera anche un nome italiano per il 2017: Barbara Cominelli, Direttore del reparto Commercial Operations & Digital per Vodafone Italia, impiegata nel customer care e nella gestione dei clienti per il colosso della telefonia.

Donne e tech, quindi, binomio vincente? Restiamo a guardare, ma le premesse sembrano essere davvero ottime!

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