Intervista

Il Filo di Nicky: un progetto editoriale costruito girando il mondo

Girare il mondo sfruttando solo i contatti social si può fare e Nicoletta Crisponi ci spiega come lo sta facendo

Il suo nome è Nicoletta Crisponi, classe 1986, contributor di Ninja Marketing prima, ha lanciato il progetto il Filo di Nicky che oggi la sta portando in giro per il mondo per verificare attraverso un’incredibile esperienza una delle più famose teorie delle reti sociali: quella dei sei gradi di separazione.

Nicoletta si è fatta conoscere già con la campagna 1kiss4NewYork, nel lontano 2011, grazie alla quale si è aggiudicata una borsa di studio che le ha permesso di completare la sua tesi di laurea.

Oggi è impegnata in un nuovo progetto – di cui Huawei è main sponsor – a metà strada tra blogging e personal branding, ancora una volta per un viaggio. La meta però stavolta è un po’ più ambiziosa: un giro del mondo, realizzato solo grazie ai suoi contatti social (media).

Ti sembra pazzesco? Nicoletta è già in viaggio e abbiamo chiesto direttamente a lei cosa significa questa avventura, qual è l’obiettivo finale e cosa ha scoperto finora.

Mollare tutto e partire per un giro intorno al mondo è una cosa che solo i guerrieri Ninja più impavidi possono provare, ma la storia di Nicoletta ribadisce un concetto davvero importante nel business come nella vita: solo ciò che facciamo mossi dalle più profonde passioni è in grado di realizzarsi e cambiarti la vita.

Come nasce l’idea del Filo di Nicky e cosa ti aspetti da questo viaggio intorno al mondo?

Come ogni idea nasce da un bisogno: il mio era quello di partire dopo un anno e mezzo ferma in un lavoro a tempo indeterminato, in una routine che purtroppo (o per fortuna) non fa parte del mio carattere. Ho questa costante necessità di imparare, di mettermi alla prova e di conoscermi meglio.

Allo stesso tempo non sono una che sa stare con le mani in mano e avevo bisogno di un progetto su cui lavorare, un obiettivo perché il viaggio non sia solo fine a sé stesso ma una vera e propria opportunità anche una volta tornata a casa.

il filo di nicky viaggio intorno al mondo con i social

Photo: Claudia Trentani

Mi aspetto (o per lo meno ci proverò!) di diventare una persona migliore, piú paziente, perdere ogni minimo pregiudizio che inevitabilmente culturalmente ci portiamo addosso, conoscere nuovi lati di me e amarmi ancora di più. Ora ci sono solo io a prendermi cura di me stessa, anima e corpo, ed è importante che entrambi siano forti o è impossibile reggere questi ritmi a lungo.

A che punto sei del tuo viaggio? Quali sono le prossime tappe?

Il viaggio è ancora lungo, sono piú o meno al 20% ed il mio cervello è già quasi in crash per la quantità di informazioni nuove ogni giorno! Sono partita poco dopo Natale e tornerò poco prima della fine di quest’anno, non posso assolutamente perdermi la pizza della Vigilia di Natale a casa con i miei!

Ora sono in Giappone e tra una ventina di giorni volerò alla volta della Malesia dove farò una breve sosta prima di ripartire verso le Filippine e da lì Cambogia, Vietnam, Bali…

il filo di nicky viaggio intorno al mondo con i social

Photo: Claudia Trentani

Quali sono state le difficoltà più grandi affrontate finora e quali le emozioni più forti?

Il razzismo è una cosa che mi manda fuori di testa: il mio semplice esser una ragazza bianca che viaggia da sola fa sì che io sia vista come ricca e alla ricerca di facili avventure. Dover litigare ogni volta per poter pagare il giusto prezzo, il non poter far una passeggiata in spiaggia da sola di notte, il dover spiegare che non ho nessuna voglia di fare sesso con degli sconosciuti è sfiancante e triste insieme.

Le emozioni più forti me le hanno regalate le persone incontrate e la natura. Quando ti senti libera da etichette, dal tempo, da inutili bisogni sei così piena che un semplice tramonto ti può far commuovere e ok, se sei alle Maldive è decisamente più semplice, ma è proprio l’equilibrio della testa a far la differenza.

Un giorno, proprio in una piccola isoletta alle Maldive, un gruppo di bambini ci ha avvicinato e dopo esserci scattati un milione di selfie mi hanno chiesto del cioccolato, ma purtroppo non avevo nulla con me. Ecco che allora uno di loro scompare in casa e ricompare con una tavoletta, me la porge tutto sorridente e non c’è stato verso di restituirgliela. Qui capisci quanto alle volte basti davvero poco.

O ancora una meravigliosa donna imprenditrice indiana in uno Stato che ancora non è davvero pronto all’indipendenza femminile che mi saluta, mi abbraccia e mi sussurra “vai e conquista il mondo anche per noi che oggi ancora non possiamo”. Una responsabilità meravigliosa di un messaggio che ora porterò con ancora più coscienza e dignità.

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Raccontare un viaggio intorno al mondo attraverso i social e su un blog: credi che questa esperienza ti stia insegnando qualcosa in più sullo storytelling?

Sullo storytelling e sull’organizzazione del tempo, delle risorse e sull’importanza dell’andare oltre un foglio excel, un po’ più modello lean . Il problema non sono le storie da raccontare, ne ho di nuove ogni giorno ma questo deve coincidere con l’organizzazione degli itinerari, la creazione delle connessioni, i contatti con gli sponsor, la vera e propria pubblicazione, la pianificazione e moderazione sui social e la creazione di contenuti ad hoc foto e video.

L’integrazione tra piattaforme e la resa delle storie in maniera autentica e spontanea sono il mio vero challenge e ammetto che, a due mesi dalla partenza, non sono ancora al passo come vorrei. Ora un paio di amici hanno iniziato a darmi una mano e spero di regalarvi presto la finestra sul mondo che per oggi esiste solo nella mia testa per un’esperienza ancora più completa.

il filo di nicky viaggio intorno al mondo con i social

Photo: Claudia Trentani

360 giorni per girare il mondo e poi? Cosa vorresti fare una volta tornata a casa?

Questa è la domanda da 1000 punti! Spero che il lavoro di questo anno mi permetta di metter in piedi un progetto di racconti di viaggio in grado di camminare con le sue gambe verso nuove avventure ma ammetto che un posticino per gli eventi e le strategie di comunicazione non mancheranno mai.

Ho avuto la fortuna di trovare subito la mia strada e amo enormemente la natura effimera e faticosa di questo mondo che crea bellezza momentanea. Mi tengo ben stretti i contatti sudati in questi dieci anni di lavoro e non ho paura di trovarmi senza lavoro una volta a casa, al contrario, credo che questa esperienza sarà solo un valore in più per tutti.