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Come la collaborazione può avvicinare alla creatività

La creatività ci permette di trovare soluzioni ai problemi, prendere decisioni, trovare idee, arrivare al successo. Tuttavia, non sempre è semplice lavorare su un progetto creativo

Capacità di creare, di produrre delle idee, di essere innovativi, avere originalità, usare la fantasia, produrre qualcosa di nuovo. Tutto questo per noi potrebbe coincidere con la creatività: un termine utilizzato in molte occasioni al giorno d’oggi, specialmente se si pensa al mondo digitale e della comunicazione.

Molte persone, infatti, si definiscono dei “creativi”, forse spesso abusando di un attributo non sempre così semplice da assegnare. Oliviero Toscani ha affermato, ad esempio, che chi si definisce creativo, automaticamente perde di credibilità, poiché, al contrario, la verità è proprio che “se c’è una persona che non è sicura di essere creativa, quella è il vero creativo”.

Questa potenzialità, infatti, deve essere esercitata con la costanza, senza troppa sicurezza nell’agire. In moltissime occasioni, infatti, si possono incontrare delle difficoltà nel trovare qualcosa di innovativo, che proponga una novità. Cercare spasmodicamente un’idea non è sempre la strada giusta. Sempre Toscani sostiene che “chi cerca un’idea vuol dire che non ne ha”.

Non è facile fare innovazione, in un mondo come il nostro caratterizzato da una vera e propria esplosione di contenuti, veicolata dalla tecnologia. Tutti, infatti, possono creare un contenuto in modo semplicissimo, ma il buon contenuto viene proprio dalla creatività, espressa dalle menti umane.

Il materiale creativo può venire dal singolo, ma è dimostrato che il successo nasce dalla collaborazione. Ci sono molti ostacoli, tuttavia, che possono intercorrere nel processo creativo, che possono portare un team di lavoro a risultati spiacevoli, ritardi nelle consegne, lavori insoddisfacenti.

Come sormontare questi ostacoli e arrivare a un’idea creativa?

1. Esternare il “disordine” creativo, non nasconderlo

Einstein - Disordine

La creatività è confusionaria, non segue degli schemi precisi, un percorso lineare. Un individuo può alternare momenti di ispirazione a periodi di nulla totale, entusiasmo a sconforto. Ciò può coincidere con un ostacolo, che non deve però limitare il processo creativo. La soluzione è, infatti, non quella di porre rigidità o un’organizzazione troppo schematica al processo di progettazione, bensì quella di “aprire il sipario” alla collaborazione.

Consentire la partecipazione di tutti i membri del team, favorire lo scambio di opinione e di idee, sono proprio questi i punti di partenza per un processo creativo. Il team non deve nascondere questo “disordine”, ma favorirlo, e fare in modo che le idee nascano proprio da quelle determinate situazioni. Uscire dagli schemi, fare attenzione ai dettagli, crearsi opportunità, è dalla massima insicurezza che nasce la massima creatività. Tutto questo è bene esternarlo, per favorire il lavoro che si sta facendo.

2. Sviluppare nuove abitudini collaborative, secondo le proprie competenze

Collaborazione e idee

In un team di progettazione, soprattutto a livello di marketing, sono richieste numerose competenze differenti, in modo tale da creare un contenuto che abbia forme e sviluppi diversi, volto a soddisfare le richieste di un mondo caratterizzato da canali e tecnologie sempre più vari. Competenze diverse implicano diverse persone, e non sempre è facile favorire una buona collaborazione. La chiave sta proprio nel coadiuvare queste differenti competenze per creare un quadro unico nel suo genere, proiettato verso una progettazione ottimale. Tutte le persone che fanno parte del team devono così rompere le proprie abitudini, i propri schemi mentali, per aiutare la collaborazione e la costruzione di un’idea di successo, composta da piccole parti di ogni competenza a disposizione.

3. Far comprendere il processo creativo, non il risultato finale

Social report UM Wave 9

A volte il problema di un team è quello di aver sviluppato un progetto che sembra eccezionale, ma che poi non viene compreso dal cliente, o da chi ha richiesto quello specifico progetto. Molte volte questo avviene non tanto perché non viene capito il risultato finale, bensì perché non viene capito il processo creativo in sé. Per essere proiettati verso il successo, quindi, non è necessario dire ai clienti come comprendere qualcosa, o pretendere che ne siano capaci, ma cercare di avvicinarli e renderli partecipi nel processo di creazione. Lo sforzo è quello di far capire a ogni step di lavoro quali sono gli elementi che possono fare ottenere feedback positivi, specificando che ognuno di questi potrà contribuire a un risultato complessivo più soddisfacente ed efficace.

Tutti gli ostacoli che si possono incontrare in un processo creativo sono fattori “umani”, che però possono essere superati semplicemente attraverso un’aperta ed efficace collaborazione, che portano a una progettazione più omogenea, convincente e innovativa. Abbattendo queste barriere e favorendo la collaborazione sia all’interno del team che coinvolgendo gli stakeholder relativi a un progetto specifico, si possono ottenere processi creativi fluidi e risultati ottimali.