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La sala operatoria del futuro? Con la realtà virtuale, i pazienti verranno aiutati dai videogames

La realtà virtuale permetterà ai pazienti di evitare pesanti anestesie e affrontare gli interventi senza stress

Gloria Esposito

Web/SEO copywriter, SEM Specialist

Non so voi, ma anche solo l’idea di dovermi sottoporre a un’operazione chirurgica mi fa preoccupare: non vi dico infatti l’ondata di panico che mi ha colta dallo specialista prima di rimuovere il maledetto dente del giudizio e non voglio nemmeno pensare a come ci si debba sentire prima di affrontare altri tipi di interventi più difficili da eseguire!

Se condividete con me questa “fobia” ma allo stesso tempo credete nel progresso, ecco un’incredibile possibilità che la tecnologia allo sviluppo odierno rende possibile: l’utilizzo della realtà virtuale durante gli interventi chirurgici; se da un lato, infatti, la RV è in grado di distrarre il paziente minimizzando i rischi associati all’operazione stessa, dall’altro darà la possibilità ai chirurghi di effettuare le operazioni in spazi adeguatamente attrezzati anche al di fuori dell’ospedale.

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La VR rivoluziona le sale operatorie

La Realtà Virtuale comunque – a dispetto di quanto si possa pensare – è già entrata in alcune sale operatorie come quelle delle cliniche private della Città del Messico grazie all’équipe del Dott. José Luis Vazquez Mosso, chirurgo al Panamerican University  che, in collaborazione con la Dott.ssa Brenda Wiederhold del Centro di Medicina di Realtà Virtuale di San Diego, è in missione per dimostrare che la tecnica di distrazione ad alta tecnologia non solo evita potenti antidolorifici e sedativi per interventi che normalmente che li richiederebbero (sostituendoli con niente di più di anestetico locale) ma ridurrebbe anche le complicanze e i giorni di degenza del post ricovero.

L’idea di usare la Realtà Virtuale, cambiando la sua carriera e quella di tanti pazienti,  è venuta al Dott. Mosso quando nel 2004 comprò un video game di Spiderman –  che prevedeva un casco da mettere sulla testa e ricreava un ambiente di gioco virtuale- al suo primo figlio, il quale era talmente tanto coinvolto che il dottore fu colpito dal suo comportamento:

“Mia moglie lo chiamò per cena ma lui niente, non si accorgeva neanche di quello che stava succedendo intorno. Pensai allora:‘e se utilizzassi una cosa del genere per i miei pazienti?’”

Così oggi Ana, paziente a cui deve essere asportato un lipoma, grazie a dispositivi tecnologici ad hoc, non si accorge quasi che il Dottore le sta incidendo la gamba sinistra perché è impegnata in una ri-creazione di un viaggio tridimensionale a Machu Picchu (che voleva fare da sempre) e invece di ricordarsi di essere in una sala operatoria e vedere attorno a sé strumenti chirurgici, medici, garze e monitor per verificare i suoi paramenti vitali è totalmente immersa in una veduta aerea mozzafiato di antiche montagne, buttandosi in picchiata verso il basso per scoprire i dettagli di terrazze a gradoni, pareti ricoperte di muschio e piccole capanne di pietra.

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Gli effetti della realtà virtuale nella medicina e il suo possibile utilizzo

Una vera conquista per la medicina, perché, qualora gli effetti fossero dimostrati – il dott. Mosso, in uno studio su 140 pazienti ha trovato che coloro che utilizzano VR hanno riportato il 24 per cento in meno dolore e ansia durante l’intervento- l’uso di questa tecnologia non solo taglierebbe i costi dei potenti farmaci sedativi normalmente utilizzati e delle degenze non necessarie, oltre a ridurre lo stress nei pazienti, ma renderebbe anche possibile portare la chirurgia in paesi dove non ci sono ospedali o sottoporre a interventi coloro che potrebbero non sopravvivere con le tradizionali anestesie.

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