Content Marketing

Content Marketing Specialist o aspirante tale? 10 domande per scoprirlo

Come risponderesti a queste 10 domande?

Fabio Casciabanca
Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

Programmatori, SEO e Social Media Manager sono alcune tra le figure professionali più ricercate oggi, con trend sempre più elevati di crescita.

Content Marketing Specialist

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Nuovi lavori, nuovi campi di intervento, ambiziose sfide.

Tutto perfetto, solo un piccolo problema: visto che si tratta di professioni relativamente recenti, come si distingue un Content Marketing Specialist da un aspirante tale?

Difficile riuscirci con le solite domande: – Cosa ti aspetti da questo lavoro? – oppure “Come ti vedi tra cinque anni?“.

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Le nuove competenze del Content Marketing Specialist

Se pensiamo a quanto è cambiato il mondo proprio negli ultimi cinque anni, l’idea di individuare un Content Marketing Specialist con le stesse modalità di selezione di un candidato del 2010 appare insufficiente.

Aggiungiamo l’ego ipertrofico alimentato dai Social Network: le candidature presentano spesso lettere d’accompagnamento smaglianti e riassunti professionali (il curriculum, in italiano) in piena forma.

Il problema è che guardiamo a noi stessi sempre con un pizzico di simpatia in più e tendiamo ad esagerare su competenze e formazione.

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Content Manager rockstar o Wannabe?

Neppure il curriculum è una esclusiva fonte di informazioni sul candidato, entrano in gioco molti più fattori.

Come fare, quindi, per valorizzare una rockstar del Content Marketing e respingere al volo eventuali aspiranti non troppo qualificati?

Ecco 10 domande per riuscirci senza troppe difficoltà.

#1  Come crei i tuoi contenuti?

Se il candidato fa sessioni settimanali e programmate di brainstorming, meglio passare oltre: le rockstar del Content Marketing non si sentono a loro agio tra scrivanie e lavagne.

Le grandi idee possono arrivare in qualunque momento: un Content Marketing Specialist promettente lo sa e non  si trova mai sprovvisto di un modo per annotare gli spunti geniali, lampi di luce che irrompono mentre consuma un pasto biologico o legge un libro sul vagone della Metro, che siano carta e penna o Evernote.

#2 Come distingui una pessima idea da una buona idea?

La capacità di prendere decisioni in modo adeguato è un requisito personale essenziale, anche fuori dal contesto del Content Marketing.

Fidarsi del proprio istinto evidenzia buona stima di sé, ma quando ci si affida all’intuito tout court, il disastro è dietro l’angolo.

Considerare fatti e logica come strumenti da affiancare a un affidabile fiuto, è essenziale.

Quale può essere una buona risposta a questa domanda? Di certo non “Me lo sento nelle ossa!”.

Sarà più utile elencare gli elementi comuni a ogni buon progetto. Il successo di un contenuto può dipendere, ad esempio, da:

  • Semplicità – Il messaggio è facile da capire.
  • Sorpresa – Stupisce e provoca reazioni inaspettate.
  • Emozione – Suscita sentimenti in chi entra a contatto col prodotto.
  • Capacità di spingere all’azione – In genere, la condivisione sui Social Network.
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#3 Come promuovi i tuoi contenuti?

Il candidato ideale sa perfettamente che una buona idea e un buon contenuto, da soli non bastano.

La palla è al centro dell’area di rigore, ma serve un bomber che sia in grado di infilare il portiere e far gonfiare la rete.

In quale rapporto devono essere ripartiti risorse e budget, nel processo di creazione e promozione?

Non esiste una risposta giusta in assoluto ma è possibile stimare un investimento del 20% sulla fase creativa di produzione del contenuto e dell’80% sulla promozione dello stesso.

Il candidato ideale saprebbe illustrare con chiarezza le diverse strategie, specificando, argomentando e contestualizzando il perché e in quale modo l’una sia preferibile alle altre.

Una buona risposta è quindi quella di procedere preliminarmente all’allocazione efficace del budget per la promozione.

#4 Quale lavoro ti ha reso fiero? E perché?

Domanda ovvia ma piuttosto delicata.

Serve proprio a valutare quanto il candidato sappia misurare e misurarsi: se proporrà un contenuto pietoso, dichiarandosi fiero di averlo realizzato, il quadro complessivo sarà abbastanza chiaro; se la scala del valore non è allineata, tra team e Content Marketing Specialist non potrà scattare la scintilla: non è l’uomo giusto.

Una rockstar dei contenuti parlerebbe del post con cui ha toccato 10.000 visite in un giorno, convertendo i circa 40 contatti in 3 acquisti.

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#5 Quale lavoro ti ha deluso?

Tutti abbiamo prodotto dei contenuti di cui non andiamo particolarmente fieri.

Se il candidato risponde: “Nessuno“, stai pur certo che si tratta di un aspirante e non di una rockstar dei contenuti.

Questa domanda rivela molto su chi risponde: saprà attribuire le dovute responsabilità per l’insuccesso di una idea anche accollandosi le conseguenze delle scelte sbagliate? Ha imparato dagli errori? Li ha corretti o ha abbandonato il progetto?

#6 Quanto ne sai di SEO?

Un Content Marketing Specialist che si rispetti non può sottovalutare l’importanza strategica degli interventi SEO (Search Engine Optimization).

Concetti quali keyword e long-tail, rischi di penalizzazioni per azioni di Black-SEO e derivanti da contenuti duplicati, devono essere ben chiari a chi si occupa della strategia e della produzione: la visibilità che il prodotto può raggiungere con un corretto posizionamento nei risultati della SERP è assolutamente rilevante e necessaria.

#7 Come misuri il successo dei tuoi contenuti?

Dai Like su Facebook e dai Follower su Twitter!” – La ringrazio, le faremo sapere e avanti il prossimo.

Non esiste un solo parametro per valutare il successo dei tanti contenuti, diversi e complessi, che un Content Creator produce nella normale attività di lavoro.

Un post perfettamente indicizzato lato SEO, ad esempio, mira a raggiungere una stabilità nella lista dei risultati dei motori di ricerca e ha una vita online molto diversa da una infografica, per la quale adotteremmo metriche di misurazione completamente diverse.

#8 Come ti comporti davanti a un clamoroso insuccesso?

Tutti sbagliano, su questo proprio non si discute. Si può discutere di quale sia l’atteggiamento giusto da adottare a fronte di una crisi.

Se il candidato rimane sulla difensiva spiegando che l’idea era una bomba, ma il pubblico non l’ha capita, non è un buon segno.

Un candidato preparato si fermerebbe a osservare, punto per punto, quali sono gli elementi che hanno generato il fallimento.

Imparare dagli errori si conferma ancora la migliore istruzione possibile e gestire bene il fallimento mette in luce la capacità di tenere sotto controllo gli eventi.

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#9 Quali testi ti hanno condizionato di più nel tuo approccio al Marketing?

Per questa domanda non c’è una risposta giusta né una sbagliata.

Non sta certo al selezionatore decidere chi si dovrebbe considerare influente, ma anche in questo caso le risposte forniranno molti dettagli visibili all’occhio di un esperto.

#10 Quali blog di settore segui?

Come per i libri, non è importante la risposta in sé, ma che si disponga di argomentazioni valide.

Ciò che contribuisce a sviluppare il pensiero creativo passa attraverso l’enorme quantità di informazioni che assimiliamo ogni giorno.

Vivere l’ecosistema del Content Marketing con passione, frequentare le community, consolidare partnership online e offline sono ottimi indicatori di un Content Marketer a cinque stelle.

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