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Siete pronti a parlare alla vostra auto? Con Google è ora possibile farlo

Google ha finalmente implementato, come sugli smartphone, il comando Ok Google per Android Auto. Niente più mani lontane dal volante!

Andrea Pitturru

Digital Marketing and Communication @Magneti Marelli

Ok Google, fai partire la playlist Buon 2017, grazie!”

No, non siamo impazziti durante le vacanze :) , ma da oggi sarà possibile parlare alle app Google anche con Android Auto, unificando tutta l’esperienza dell’azienda di Mountain View su qualsiasi dei suoi prodotti.

Può sembrare una cosa da poco, ma in ambito automotive, dove ogni decimo di secondo di distrazione può essere fondamentale per la sicurezza, è sicuramente un’ottima novità per non staccare le mani (e lo sguardo) dalla strada.

Android Auto è infatti il tentativo, insieme ad Apple CarPlay, di replicare l’esperienza degli smartphone sulle vetture, tramite interfacce ottimizzate per essere immediate ed efficaci durante la guida.

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Android Auto in azione

Il processo di adozione di questi sistemi non è stato molto rapido negli ultimi anni. La tendenza però vede i produttori implementarli come standard nelle nuove auto, con un boost notevole previsto già da questo 2017.

Ma nel panorama automotive mondiale c’è anche chi, come Mercedes, si sta spingendo oltre con Android e Android Auto, coinvolgendo sempre di più i comandi vocali.

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Photo by Mercedes Benz

Dai primi mesi del 2017 infatti, sarà possibile chiedere a Google, anche da casa propria, informazioni sullo status della propria Mercedes, ricevendo risposte sull’imminenza dei tagliandi da effettuare o, più banalmente, se l’auto è chiusa e l’allarme è in funzione o dove è parcheggiata.

Tutto questo, insieme al machine learning e alle soluzioni presentate anche dagli altri car makers (Tesla in primis), proveranno a rendere l’auto del futuro sempre più intelligente e, nelle intenzioni, predittiva. Sia nella guida che nelle azioni di tutti i giorni.

Indipendentemente dai comandi impartiti infatti, che siano touch, gestuali o vocali, sarà l’auto che, secondo gli operatori del settore, dovrebbe capire cosa ha in mente il guidatore durante la marcia, evitandogli quindi navigazioni nei menù della vettura (talvolta infinite).

Pensi che mi stia spingendo troppo nel futuro? Forse no, anche perché l’auto autonoma sta progredendo rapidamente, con Tesla e la stessa Google che stanno creando soluzioni innovative.

Ma soprattutto c’è chi, già nel lontano 1982… qualcosina aveva immaginato 😉

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Ora ti saluto.

KITT, passa a prendermi!

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