Cultura

Addio a Zygmunt Bauman: le parole di uno dei grandi pensatori dei nostri tempi

Si è spento ieri a 91 anni Zygmunt Bauman, padre della "modernità liquida" e di alcuni tra i saggi più rilevanti della sociologia e filosofia moderne

Zygmunt Bauman ha regalato al mondo alcuni dei lavori di sociologia e filosofia più preziosi della cultura moderna. Tra i più grandi pensatori dei nostri tempi, ci ha lasciati ieri, all’età di 91 anni. Padre della teoria della società liquida, ha analizzato senza semplificazioni e limiti la natura dei nostri tempi, studiando i processi di omogeneizzazione e stratificazione sociale, il nuovo ruolo dei cittadini-consumatori nell’epoca della globalizzazione e del consumismo, sino al rapporto tra online e offline nella percezione di sé stessi.

Anche su Ninja Marketing abbiamo spesso parlato di Bauman, del suo insostituibile lavoro e delle sue intuizioni sociologiche. Oggi ne ricordiamo alcune delle più rilevanti citazioni.

zygmunt bauman

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Sulla società

“Una società può essere definita liquido-moderna se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo.”

Sulla diversità

“Penso che la cosa più eccitante, creativa e fiduciosa nell’azione umana sia precisamente il disaccordo, lo scontro tra diverse opinioni, tra diverse visioni del giusto, dell’ingiusto, e così via. Nell’idea dell’armonia e del consenso universale, c’è un odore davvero spiacevole di tendenze totalitarie, rendere tutti uniformi, rendere tutti uguali. Alla fine questa è un’idea mortale, perché se davvero ci fosse armonia e consenso, che bisogno ci sarebbe di tante persone sulla terra? Ne basterebbe una: lui o lei avrebbe tutta la saggezza, tutto ciò che è necessario, il bello, il buono, il saggio, la verità. Penso che si debba essere sia realisti che morali. Probabilmente dobbiamo riconsiderare come incurabile la diversità del modo di essere umani.”

Sulla responsabilità

“L’estensione della responsabilità di cui «La società del rischio» ha bisogno e di cui non può fare a meno se non al costo di esiti catastrofici non può essere argomentata o favorita nei termini che sono più comuni e approvati nel nostro tipo di società: quelli dello scambio equo e della reciprocità dei benefici. Qualunque altra cosa si vuole che sia la morale cercata, dev’essere prima di tutto un’etica dell’autolimitazione.”

Sui confini

“I confini sono tracciati per creare differenze, per distinguere un luogo dal resto dello spazio, un periodo dal resto del tempo, una categoria di creature umane dal resto dell’umanità. Creare delle differenze significa modificare le probabilità: rendere certi eventi più probabili e altri meno, se non addirittura impossibili.”

Sul conformismo

“L’uniformità nutre il conformismo, e l’altra faccia del conformismo è l’intolleranza.”

Sul consumismo

“Se tra i nostri antenati filosofi, poeti e predicatori si ponevano la questione se si lavorasse per vivere o si vivesse per lavorare, il dilemma che più spesso si sente rimuginare oggi è se si abbia bisogno di consumare per vivere o se si viva per consumare. Qualora si sia ancora capaci di separare il vivere e il consumare, e se ne senta la necessità.”

Sulla paura

“La guerra moderna alle paure umane, sia essa rivolta contro i disastri di origine naturale o artificiale, sembra avere come esito la redistribuzione sociale delle paure, anziché la loro riduzione quantitativa.”

Sulla comprensione

“La comprensione nasce dalla capacità di gestire. Ciò che non siamo in grado di gestire ci è «ignoto»; e l’«ignoto» fa paura. La paura è un altro nome che diamo al nostro essere senza difese.”

Sulla libertà

“Ci si sente liberi nella misura in cui l’immaginazione non supera i desideri reali e nessuno dei due oltrepassa la capacità di agire.”

Sull’amore

“L’amore liquido è un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame”

In un’intervista video che abbiamo realizzato nel 2013 abbiamo chiesto a Bauman come cambia l’amore ai tempi di Facebook: