Street art

La street art di André Saraiva per Bally: dalla strada al design di lusso

Un capsule collection ispirata a Mr.A, protagonista della street art firmata André Saraiva

di Silvia Scardapane

Dall’Italia alla Svizzera: dopo aver posto attenzione sulle produzioni nostrane, lo sguardo di Streetness si porta sul settore della moda europea. Questa settimana abbiamo infatti scelto di raccontare le caratteristiche di una delle collaborazioni più chiacchierate degli ultimi giorni, quella tra la storica e nota azienda Bally e lo street artista André Saraiva.

André Saraiva, di origini portoghesi, si avvicina al mondo del graffiti writing a soli tredici anni, dopo essersi trasferito con la sua famiglia a Parigi. Nel 1989 l’artista avvia una vera e propria decodifica del proprio modo di realizzare graffiti, dando vita ad una sorta di alter ego che pian piano popola le strade di tutto il mondo; si tratta di Mr. A, un gentleman dal viso sorridente e tondeggiante, esplicito tentativo di diffondere un messaggio universale di amore e generosità, proprio sulla stessa scia di quanto realizzava anche Kaith Haring che, in quegli stessi anni, era all’apice del successo con i suoi riconoscibilissimi omini radianti.

Attualmente, la produzione artistica di André Saraiva si avvale di diversi media ed è ricercata dalle gallerie più in voga nel mercato dell’arte e anche da numerosi musei. Eppure, nonostante il consenso e il riconoscimento ricevuti, l’artista non ha mai tradito la propria storia e Mr.A, ancora oggi, è il raccordo fondamentale di tutte le sue creazioni. Questo è il motivo per il quale non stupisce che Mr.A sia stato scelto come protagonista di una capsule collection davvero speciale firmata dall’artista per Bally, il noto marchio svizzero specializzato nella produzione di abbigliamento e accessori d’elité in pelle.

La_streetart_di_André_Saraiva_per_Bally

Tutto ha avuto inizio quando André Saraiva ha riscoperto la passione per alcune calzature d’epoca (produzione nella quale il marchio, fondato nel 1847 da Carl Franz Bally, si è contraddistinto per anni), in particolare per uno stivale in pelle firmato Bally e datato 1973. Da questo momento in poi il legame tra l’artista e l’azienda si è trasformato in una fruttuosa collaborazione che ha gettato le basi per la collezione Bally x André, e quello stesso stivale indossato più volte da Saraiva è poi diventato il vero cuore della nuova produzione, che attualmente comprende borse, porta passaporto, cinture, portafogli e sciarpe di seta.

bally andré saraiva

È stato Pablo Coppola, direttore creativo del brand, a saper cogliere l’interesse e la passione di Andrè, tanto da coinvolgerlo, all’incirca un anno fa, in questo progetto di restyling che unisce il lussuoso design di Bally all’estro creativo dello street artista. In realtà in casa Bally le collaborazioni con esponenti del mondo dell’arte non sono del tutto nuove; anzi, la creazione di advertising poster ha da sempre svolto un ruolo fondamentale nelle collezioni del marchio e questa collaborazione rispolvera la tradizione, dopo ben venticinque anni, con la realizzazione di uno specifico poster illustrato in edizione limitata. La capsule collection Bally x André è da poco disponibile online, sul sito ufficiale del brand, e in alcuni shop selezionati in Italia, Germania, Francia, Regno Unito, USA e Giappone.

Forse in questa particolare scelta commerciale giocano un ruolo fondamentale anche altre recenti storie aziendali; tra queste è impossibile non citare la fortunatissima collaborazione tra Gucci e Trevor Andrew per Gucci Ghost, una produzione fortemente voluta da Alessandro Michele, giovane designer e stilista di Gucci, nonché ex designer dell’azienda Bally, che si è rivelata un vero successo di pubblico e anche mediatico.

Il poster in edizione limitata realizzato da André Saraiva per Bally.

Il poster in edizione limitata realizzato da André Saraiva per Bally.

Perciò la strada intrapresa dall’antica casa di moda svizzera dimostra, ancora una volta, in che modo la Street Art possa contribuire a svecchiare la propria immagine per orientarsi al meglio verso un pubblico sempre più affascinato dall’arte di strada ma, soprattutto, aperto a proposte più giovani e fresche