Intervista

Flying Tiger Copenhagen, il presente e il futuro di un Lovemark

Dopo il recente rebranding incontriamo Ana Combalia, Marketing Manager Italia della catena danese di design

Alessandra Distante

Junior Account

    È difficile riuscire a seguire in tempo reale i passi di una marca mentre percorre la strada che, con perseveranza ed entusiasmo, la porterà con buone probabilità ad entrare nell’alveo dei love-brand.

    Flying Tiger Copenhagen, meglio conosciuta come Tiger (qui l’annuncio recente del rebranding) – sta andando in quella direzione a grandi falcate e noi di Ninja Marketing siamo riusciti ad intervistare la Marketing Manager Italia del brand, Ana Combalia.

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    Il successo crescente della vostra catena pare sia costruito principalmente su una varietà di prodotti molto ampia che è riuscita, nella sua semplicità, ad interessare consumatori molto diversi tra loro. Ritiene che sarà necessario per il vostro business focalizzarsi su un target specifico nel prossimo futuro?

    No, Flying Tiger Copenhagen vuole proprio essere un brand per tutti e lo conferma con l’ampio assortimento dei prodotti, la vendita di prodotti di design unici a prezzi comunque accessibili a tutti e con il concept dei negozi che è semplice, aperto ed invitante. Sicuramente quello che è fondamentale per noi in questo momento è iniziare ad identificare i vari target che abbiamo per poter instaurare un dialogo diverso a seconda degli interessi di ognuno e quindi poter proporre delle offerte e prodotti mirati, ma anche degli eventi ed attività adeguate ad ognuno.

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    Nell‘intervista rilasciata a The Drum, Klauss Vemmer – Head of global marketing di Flying Tiger Copenhagen – ha ammesso che finora non c’è stata una strategia di marketing ben strutturata a livello globale ma che l’intenzione è quella di cominciare a costruire una storia attorno al marchio. Qual è invece la situazione in Italia, quali sono le attività di marketing per il nostro paese?

    Credo che quando si arriva ad una nuova realtà si ha sempre voglia di stravolgere il passato e sicuramente c’è il bisogno di unificare alcune attività che ogni mercato segue autonomamente. In Italia è vero che abbiamo creato solo quest’anno l’ufficio Marketing, ma è già da qualche anno che portiamo avanti diverse attività che possono ricadere sotto quest’ambito: migliorare la Customer Experience e quindi il passaparola, strutturare la formazione e gestione del merchandising nei negozi, organizzare degli eventi che avvicinino il nostro brand a più persone, gestire il social e la comunicazione in generale, etc. Di fatto quello che non c’è stato finora è un’ attività pubblicitaria, un po’ perché non ne sentivamo il bisogno ed un po’ appunto perché non c’era una strategia globale.

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    Quest’anno abbiamo continuato su questa linea perché abbiamo capito che non sarebbe coerente fare pubblicità classica e convenzionale (ATL) per un brandunconventional” come Flying Tiger Copenhagen. Continuiamo quindi sulla linea degli eventi e delle sponsorizzazioni rivolte a realtà culturali (arte, musica, fotografia…) dato che la filosofia dell’azienda si basa sulla profonda convinzione che la cultura vada incentivata e sostenuta al fine di migliorare la società, dando la possibilità a più persone di incontrarsi passando del bel tempo insieme. Oltre alla cultura, e visto che ci sembra giusto condividere la fortuna che abbiamo avuto noi, stiamo iniziando a costruire un percorso insieme a delle realtà che lavorano nel Sociale. Last but not least stiamo lavorando per conoscere meglio i nostri clienti, raccogliere e gestire il loro feedback ed iniziare a premiarli per la loro fedeltà ed advocacy.

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    Recentemente avete cercato di rendere ancora più coinvolgente la shopping experience nei vostri punti vendita con un progetto proximity marketing: come funziona? Quale strategia e quali obiettivi sono stato raggiunti con questa interessante iniziativa?

    Diciamo che sempre in linea con la nostra strategia di lavorare più sul BTL e considerando che il Direct marketing tradizionale non fa per noi, abbiamo scelto di premiare i clienti che vengono fisicamente a trovarci (poi ci proviamo noi tramite i prodotti, l’atmosfera, i commessi a fare che acquistino).  Al momento ci siamo affidati a Checkbonus che sprona i clienti a girare i vari negozi ricevendo in cambio dei punti che si possono poi tradurre in gift card Amazon e altre interessanti realtà con la possibilità di premiare ancora di più quelli che spendono un importo determinato. L’obiettivo è sicuramente quello di aumentare il traffico presso i negozi: in un mese abbiamo portato circa 1500 visitatori. Ora ovviamente dobbiamo capire quanti di questi sono clienti “aggiuntivi” o clienti già fidelizzati che magari hanno incrementato la frequenza di visita.

    Data l’importanza che ha avuto per voi il passaparola, sarebbe interessante duplicarne il successo anche online: oltre all’uso dei social come canale principale per comunicare con i consumatori, avete in previsione anche il lancio di una strategia digital a 360°?

    Sicuramente la strada è quella. La nostra casa madre sta lavorando al miglioramento del sito e all’online shopping. Noi stiamo lavorando su un APP che ci permetta di continuare ad offrire ai cliente l’esperienza presso in nostri negozi: divertimento, spensieratezza, gioco, condivisione, informazione, scoperta, sorpresa ma anche tanti vantaggi economici.

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    Scritto da

    Alessandra Distante

    Junior Account

    Entusiasta e iperattiva di natura, è innamorata della sua bellissima Milano e di tutto ciò che riguarda eventi e novità meneghine. Ha iniziato ad interessarsi al mondo della ... continua

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