Digital Fashion

eCommerce editoriali, shoppable stories, belfie: uno sguardo alle novità tech nel settore moda

Salvatore Ferragamo, Sephora, Calvin Klein, Levi's rappresentano esempi di brand fashion che stanno deliziando i propri utenti con interessanti innovazioni di marketing digitale

Rieccoci, è tornato l’appuntamento mensile volto a scoprire le ultime novità dalle aziende moda in campo tecnologico e digitale!

In questo articolo ti racconterò quali sono le attività che ho trovato più interessanti nell’ultimo periodo, si parlerà di eCommerce e content curation, di Snapchat e delle sue potenzialità a livello commerciale, di Levi’s e della partnership con Google per realizzare la prima giacca con tecnologia indossabile incorporata e, ancora, di una campagna social che ha fatto molto scalpore e di una campagna offline nata per creare buzz online.

Seguimi!

 

Ferragamo

Salvatore Ferragamo: eCommerce e content curation

Oggi siamo consapevoli che l’atto d’acquisto online è motivato molto più dal fatto che l’utente sta vivendo un’esperienza adeguata (immersiva e di valore) sul sito web, piuttosto che dalla mera necessità di comprare. È quasi come se stesse pensando “compro da te, ti do fiducia perché lo stai facendo bene”.

L’approccio corretto per gli e-commerce dovrebbe essere simile a quello rivolto oggi ai contenuti editoriali. Il fattore comune tra gli e-commerce di successo è proprio l’approccio editoriale: non a caso si sta sviluppando la figura dell’eCommerce editor (o comm-tent, frutto dell’abbreviazione di commerce e content) specializzato nella produzione di commerce-minded content.
Cosa fare, quindi? Bisogna dare importanza agli shooting fotografici, alla content curation, creare storie sia testuali che sotto forma di video.

Un caso che di recente ha catturato la mia attenzione è il minisito del brand Salvatore Ferragamo dedicato alla collezione Primavera/Estate 2016 e basato sul concetto “there is no limit to beauty or the pursuit of perfection”.

Esso è costruito sulla content curation e indaga il rapporto tra moda e arte. Per l’occasione, Ferragamo ha collaborato con la curatrice e filantropa Hikari Yokoyama e il noto magazine di design Wallpaper. La landing page dà all’utente la possibilità di navigare tra i suggerimenti d’acquisto proposti dall’influencer e di guardare una video-intervista a Hikari.

Oltre a essere promossa sui social media del brand (e con un link nella bio su Instagram), l’attività è stata sponsorizzata sul sito di Wallpaper con un rimando al minisito.

Se vuoi approfondire, ti suggerisco di proseguire con l’articolo di Luxury DailyFerragamo leverages pursuit of perfection ideology for digital series“.

Sephora rende shoppable le proprie storie su Snapchat

Negli ultimi mesi i brand del lusso hanno sperimentato l’utilizzo di Snapchat in svariati modi: Burberry ha creato una campagna pubblicitaria temporanea di 24 ore facendo scoprire agli utenti il behind the scenes e Gucci che ha fatto fare il take-over del proprio account a Jared Leto.

Snapchat oggi non è più considerata soltanto un’app per condividere foto, portare gli utenti in un viaggio ‘dietro le quinte’ e per sperimentare sessioni Q&A.
Le aziende oggi fanno advertising utilizzando i filtri (un caso recente è stato quello di Magnum per il lancio del gelato Magnum Double: il 21 maggio – in esclusiva e per un solo giorno – su Snapchat gli utenti hanno liberato il loro lato nascosto trasformandosi in bestie feroci grazie alla Lens sponsorizzata) o coinvolgono gli influencer per parlare dei prodotti o per fare il take over del proprio canale.

Non è ancora stata provata la forza commerciale di Snapchat, ma le aziende stanno testando nuovi metodi per monetizzare. Uno dei primi ostacoli in cui ci si imbatte è simile a quello provato in precedenza su Instagram: l’app non permette di inserire i clickable shopping links (da qui nuove soluzioni come LikeToKnowIt, l’ormai nota piattaforma di affiliation marketing).

Emoticode
Tra i primi brand a tentare nuovi approcci all’utilizzo di Snapchat troviamo Sephora, che cerca di acquisire una posizione di vantaggio sul target prima che arrivi un competitor prima. Sephora ha pubblicato una storia sul proprio profilo, spiegando agli utenti che d’ora in poi tutti i loro snaps sono “shoppable”.

Come funziona? Lato utente si sfrutta l’azione più comune, lo screenshot. È necessario infatti fare lo screenshot dello snap contenente il prodotto che si vuole acquistare e caricarlo sull’eCommerce app Emoticode. L’app mostrerà poi tutti i dettagli del prodotto per concludere l’acquisto.
Lato influencer permette di convertire l’URL in un link abbreviato composto da emojis nei primi due caratteri che va inserito nel testo dello snap-story.

Un punto a favore di Snapchat? Al momento gli utenti non lo vedono come pubblicità palese, quindi tutto quello che viene raccontato negli snap dei brand piace e coinvolge.

Continua a leggere su Digiday: “This hack brings ‘screenshot commerce’ to Snapchat.

I belfie in #MyCalvins: la campagna che ha fatto scalpore

Belfie My Calvins

Nella memoria collettiva è Kate Moss l’icona sexy di Calvin Klein. Mai nessuna campagna del brand ha però fatto scalpore (ed è stata così virale) come quella attuale fotografata da Harley Weir. L’account Instagram del brand ha mostrato immagini erotiche che recitano frasi come “I belfie in #mycalvins” o “I flash in #mycalvins” o “I kick it in #mycalvins”. Partiamo dal testo. “Belfie“, per chi non l’avesse intuito,  sta per b side selfie ovvero il trend di fotografarsi il lato b. L’immagine più discussa è quella che ritrae Klara Kristin (che vedete qui sotto).

All’accusa di sfruttare il corpo della donna, il brand ha giustificato la scelta delle immagine ‘spinte’ spiegando che non è nulla di irrispettoso verso il corpo femminile e nulla di diverso rispetto alle immagini che gli utenti pubblicano ogni giorno autonomamente sui social media.

Sembra proprio che i nuovi comportamenti degli utenti, nati dall’utilizzo dei social network, stiano portando i brand a ricercare nuovi modi di comunicare per avvicinarsi al proprio target.

calvin klein 2

#DGFAMILY: il progetto di street art virale di Dolce&Gabbana

Il guerrilla marketing mixato con il digitale: ovvero quando un’attività offline diventa virale online.

Se il potere dei social media è quello di viralizzare un contenuto che catturi l’attenzione del consumatore, il ruolo del brand è quello di avere invece l’idea giusta e proporre all’utente quel contenuto interessante.

A giudicare dalle condivisioni social, sembra aver funzionato l’ultima attività di Dolce&Gabbana.

Dolce&Gabbana ha trasformato il progetto #DGFAMILY in street art portando le illustrazione della collezione autunno/inverno 2016 letteralmente sulle strade delle città Milano, New York, Londra e Parigi. Quando si “inciampa” su una di queste illustrazioni si è naturalmente portati a soffermarsi per capire di cosa si tratta e poi condividerlo usando l’hashtag #DGFAMILY.

Se vuoi scoprire di più su questo progetto, leggi l’articolo “DGfamily campaign hits the streets (literally) of New York, London, Milan and Paris“.

#DGFAMILY

Gucci lancia un progetto di Branded Content con Vogue

Gucci, in partnership con Condè Nast, ha realizzato un progetto di branded content su Vogue magazine. La serie di 4 video dal titolo “The Legend of Orpheus and Eurydice” e diretti da Gia Coppola è stata creato da 23 Stories, unit di Condè Nast specializzata appunto in native advertising.

“Digital narrative — whether through film, social media or native journalism — is the way that Millennials in particular like to be engaged today. Consequently, this type of innovative approach to digital marketing will certainly play an increasingly important part of our strategy going forward.”

Per approfondire, ti consiglio di leggere l’articolo apparso su WWD “Condé Nast Partners With Gucci on Branded Content Film Series“.

 

Spostandoci nel settore tecnologia indossabile, troviamo altre novità interessanti.

Vibram: ricaricare lo smartphone, camminando

Hai letto bene: è possibile! Il progetto nasce da Vibram, azienda leader nel settore delle suole ad alte prestazioni, su licenza ed in collaborazione con InStep NanoPower, proprietaria del brevetto, azienda americana specializzata nello sviluppo di soluzioni basate sulle nanotecnologie.

Si tratta di una calzatura dotata di un sistema integrato di accumulo e trasformazione dell’energia prodotta dal movimento umano (durante la camminata). Il dispositivo è in grado di generare 1 Watt di potenza continua – quindi, un accumulo di 8 Wh per una camminata di circa 8 ore. Facendo due conti è l’energia sufficiente a evitare l’esaurimento di carica dello smartphone!

Se ti interessa approfondire, clicca qui: “Ricaricare lo smartphone camminando con la wearable technology si può: ecco come“.

Levi’s Commuter x Jacquard by Google Trucker Jacket: la prima giacca con wearable technology

Rispondere a telefono, consultare app, ascoltare musica… indossando semplicemente una giacca? Sì! Nasce dalla collaborazione fra Levi’s e Google ATAP (Advanced Technology and Projects) Group la prima giacca con tecnologia indossabile rivolta al pubblico appassionato di ciclismo.

Sarà sul mercato per la primavera/estate 2017 e avrà incorporata la tecnologia Jacquard di Google che riconosce il tocco e la pressione, direttamente inserita nel polsino sinistro.

Rimando al sito di Levi’s e all’articolo su Bloomberg “Google and Levi’s Are Now Making Connected Jean Jackets“.
Levi’s Commuter x Jacquard by Google Trucker Jacket