Social Beats by Viralbeat

Lead generation: analisi delle performance dei Facebook Lead Ads

Uno strumento di raccolta dati meno invasivo per gli utenti ed allo stesso tempo più efficiente per le aziende

Rosaria Toriello

Content Marketing Manager for Viralbeat

Quest’articolo fa parte della serie Social Beats by Viralbeat, una rubrica di case study, ricerche e approfondimenti per insider del marketing digitale.

Dopo la fase di roll-out e di testing dei Facebook Lead Ads siamo in grado di dare i numeri: quelli relativi alle performance s’intende! I risultati positivi raggiunti fino ad ora ci stanno facendo apprezzare il nuovo strumento di lead generation, che va ad arricchire la già vasta offerta pubblicitaria messa a disposizione da Facebook.

Vi abbiamo parlato recentemente delle performance dei Facebook Canvas, oggi ci soffermiamo invece sui Facebook Lead Ads, strumenti che offrono nuove opportunità di business e di profilazione per le piccole e medie imprese.

La strategia di Facebook è chiara: da un lato vuole offrire e proporsi alle persone come una piattaforma “completa,” in grado di occupare in modo soddisfacente il prezioso tempo che ciascuno di noi dedica alla navigazione e al social networking (accorpando quante più funzionalità possibili per disincentivare il redirect a pagine esterne al social), dall’altro lato offrire ai marketer prodotti di advertising performanti che possano garantire risultati con strumenti nativi e integrati alla perfezione nel contesto social.

Facebook, con i Lead Ads, ha integrato nella propria offerta commerciale uno strumento tipico dell’email marketing: la creazione di un database. Le aziende, con questo strumento, riescono ad ottenere facilmente contatti di potenziali clienti, in maniera più diretta e immediata. Si evita in questo modo di chiedere all’utente ulteriori sforzi per la compilazione dei campi di inserimento dati, che sono in automatico riempiti con le informazioni trasmesse a Facebook da ciascuno di noi al momento dell’iscrizione, e di navigare su altri siti web, con tempi di caricamento che potrebbero disincentivare l’utente a completare la procedura di registrazione.Lead Generation

Dietro la classica fase di acquisizione dati si cela sempre il rischio che l’utente possa abbandonare la procedura prima di ultimarla. Più è alto lo sforzo cognitivo, più numerosi sono i campi del form, maggiori saranno le probabilità che in molti non terminino la compilazione.

 

I Lead Ads consentono di acquisire lead e fare profilazione con un solo click: il database dei contatti si popola automaticamente in fase di conversione della campagna, ad ogni nuova registrazione.

L’annuncio sponsorizzato include un bottone di conversione Iscriviti che si trasforma al click in una richiesta di conferma di invio dati. L’utente troverà il form pre-compilato con i dati già presenti (e trasmessi) a Facebook: nome, cognome ed email. Gli advertiser, invece, potranno richiedere ulteriori dati come: indirizzo, codice fiscale, telefono, città, stato, azienda, occupazione, situazione sentimentale.

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Ciò che colpisce di un simile strumento è l’immediatezza: non esiste altra modalità raccolta lead così rapida. Non è solo la modalità di acquisizione dei dati ad essere rivoluzionata ma l’intero processo di lead generation.

In passato era necessario creare annunci sponsorizzati con link a pagine esterne, costruire landing page accattivanti, sia in termini di copy sia di visual, per assicurarsi che gli utenti fossero incentivati a leggerne il contenuto per poi compilare il form ed effettuare conversioni. Ora con i Facebook Leads Ads il processo è semplificato.

Si conferma quindi il trend, già sperimentato con altri prodotti di Facebook, di offrire contenuti pubblicitari senza che nessuno sia costretto ad essere reindirizzato su landing page esterne al social network; un aspetto particolarmente apprezzato da chi naviga da mobile e non deve attendere caricamenti interminabili di una pagina web.

La fruizione da smartphone nel 2015 è cresciuta del 7% rispetto al 2014, toccando quota 18,5 milioni di persone (secondo l’ultimo rapporto di Audiweb), questo trend è destinato a non fermarsi e piattaforme come Facebook, cercano di creare nuovi modelli pubblicitari poco invasivi ed allo stesso tempo più immediati.

Convertire gli utenti e acquisirne i dati direttamente dal news feed di Facebook, senza lunghi form di compilazione o landing page, magari non del tutto mobile friendly, è un vantaggio significativo, come lo è avere a disposizione una lista di contatti email.

Disporre dell’indirizzo di posta elettronica di un utente potenzialmente interessato ad un servizio o prodotto, è il primo step verso la costruzione di una relazione diretta con il brand o l’azienda, per rafforzare la brand awareness e la fidelizzazione.

L’elenco dei lead acquisiti mediante i Facebook Lead Ads, con le relative informazioni viene mostrato negli Insight della pagina che pubblica l’Ads, nel tab “libreria moduli”. Da qui è possibile scaricare un comodo file .csv con tutti i dati.

Performance Lead Ads

Le performance dei Facebook Lead Ads

Rispetto alla media delle campagne di lead generation, abbiamo rilevato come i Facebook Lead Ads abbiano un conversion rate superiore del 1.000%. È importante però evidenziare in modo chiaro e puntuale il valore che si riceve in cambio della trasmissione dei dati: il vantaggio che l’utente ha nell’iscriversi ad un database. Una call-to-action ed una grafica accattivante potranno inoltre incentivare la conversione.
La compilazione automatica incentiverà anche l’utente più pigro ad iscriversi ed inviare i propri dati.

I costi per acquisizione contatti con i Facebook Lead Ads sono inferiori di circa il 70%:  la semplicità, l’immediatezza e la rapidità di compilazione del modulo di iscrizione alle newsletter riducono parallelamente tempo di conversione e costi.

Un’azienda che presenti il form d’iscrizione alle newsletter sul proprio sito, per esempio, limita la lead generation a chi naviga sul sito stesso e già conosce il brand o i servizi offerti ed ha lo scopo di fidelizzare i clienti. I Facebook Lead Ads permettono alle aziende di entrare in contatto diretto sia coi propri clienti (a chi già segue il brand attraverso la fan page) sia con coloro i quali ancora non lo sono ma che decidono di instaurare un canale di comunicazione con il brand attraverso le email.

È evidente come Facebook, nella sua nuova offerta commerciale e pubblicitaria, stia cercando di ridurre la distanza tra utente e azienda chiedendo, in maniera semplice e diretta, a quest’ultimo di fornire un contatto personale da custodire e di cui fare buon uso, pena la cancellazione dal database.