Intervista

Wish Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

"Il mercato del fundraising in Italia vale circa 6 miliardi di euro, con un grande margine di mercato inesplorato" - Mario Salsano, co-founder di Wish Raiser

Fabio Casciabanca
Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

Una startup per rendere le aste benefiche democratiche e accessibili a tutti. Questa è Wish Raiser, la piattaforma online di massive experience fundraising, in cui personaggi famosi, società sportive e aziende prestigiose si calano nel ruolo di Ambassador e lanciano campagne di raccolta fondi in favore di organizzazioni no profit, attraverso un innovativo modello che coinvolge tutti i fan dei testimonial.

Grazie al portale è possibile effettuare donazioni a sostegno delle associazioni benefiche e partecipando alla campagna si ha la possibilità di essere estratti per una esperienza unica al fianco del proprio idolo. Il contributo minimo è di appena 5 euro e le transazioni economiche sono portate a termine in modo trasparente: la donazione viene incassata dall’associazione beneficiaria direttamente sul proprio conto corrente, mentre i costi di servizio vanno a Wish Raiser.

I reward sono di varia natura, dal gadget al cimelio da collezionismo, ed ogni donatore riceve una chance di accedere all’estrazione finale che mette in palio un’esperienza esclusiva e unica per i fan.

Il primo Ambassador, Leonardo Bonucci, ha regalato al vincitore del concorso due VIP pass per Juventus – Inter ed una cena per due persone in sua compagnia.

Con metriche promettenti – oltre 32 mila euro di donazioni in un mese60.000 utenti unici e 1200 donatori – Wish Raiser punta sulla creazione di esperienze uniche per i propri donatori, rivoluzionando il concetto di fundraising del no profit.

Partendo dalla considerazione che in genere alle aste benefiche possono partecipare solo persone facoltose, mentre un gran numero di utenti, seppur interessati, vengono tagliati fuori dalla competizione, Mario Salsano, co-founder & CEO, ci racconta come è nata Wish Raiser e quali sono i trend del fundraising a scopi benefici.

Fundraising per il no profit, quali sono i numeri in Italia?

WIsh Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

In Italia al momento il no profit rappresenta il 4% del PIL con un volume di affari di più di 60 miliardi di euro. In particolare, il mercato del fundraising vale circa 6 miliardi di euro, con un grande margine di mercato inesplorato: su un bacino di 300 mila istituzioni non profit italiane, appena il 20% svolge attività di raccolta fondi.

Inoltre, i dati riportano che, per quanto riguarda i donatori, soltanto un italiano su tre ha già donato nella sua vita. Appena il 33% della popolazione.

Volgendo l’occhio al mercato anglosassone è possibile notare come le possibilità di crescita per il fundraising vadano di pari passo con il crescere del numero di associazioni che raccolgono fondi: i dati infatti dicono che maggiore è il numero le organizzazioni che raccolgono fondi, più sono i donatori che donano.

Inoltre, non va sottovalutato il fatto che il mercato mondiale del charity fundraising vale 250 billioni di dollari, ma ad oggi solamente il 6% delle donazioni vengono fatte online. Questo fa percepire come il mercato del fundraising online abbia un potenziale di crescita incredibile nei prossimi anni.

Cosa spinge di più la gente a donare: reward, premi o semplice partecipazione alla causa?

WIsh Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

Un mix di questi elementi! Wish Raiser è una piattaforma multi-target che permette di creare campagne che vanno incontro alle esigenze della maggior parte dei fan e donatori. Essendo la fan base di un testimonial molto eterogenea, ci sono utenti che hanno un potere d’acquisto importante e possono permettersi di puntare direttamente alle esperienze più costose, assicurandosele grazie a donazioni importanti (ad esempio i due VIP pass per conoscere Leonardo Bonucci e gli altri giocatori delle Juventus sono stati venduti a 2500 euro).

Altri donatori invece preferiscono donare cifre contenute (a partire da 5 euro) per sentirsi parte della causa e vivere l’esperienza dell’estrazione finale. Tutti hanno una chance di essere estratti, quindi il sistema è democratico e permette a tutti di provare a vivere il proprio sogno con un’esperienza al fianco del proprio idolo.

Wish Raiser punta su personaggi famosi per promuovere il fundraising. Chi è l’Ambassador ideale?

Wish Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

Chi è il Wish Ambassador ideale? Un personaggio che abbia il desiderio di sposare una grande causa sociale, creda nei propri sogni e sia pronto a fare pazzie con i propri fan. Da questo punto di vista Leonardo Bonucci, il nostro primo Ambassador, ha il profilo ideale: un testimonial che crede fortemente nel progetto, ne comprende le potenzialità e si spende per la riuscita della campagna.

Ovviamente, parlando in generale, l’Ambassador ideale è individuabile in un personaggio che sposi in pieno i valori della filosofia Wish Raiser e che abbia una fanbase social piuttosto importante, sopra il milione di fan su Facebook, per far sì che la campagna abbia il giusto riscontro.

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3 consigli per raccontare al meglio la propria campagna e promuoverla su Wish Raiser

WIsh Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

Il team di Wishraiser lavora in maniera dedicata su ogni singola campagna e si prende carico di curare la comunicazione per il testimonial.

Ogni volta che un testimone decide di lanciare una campagna sul nostro sito, il team di Wish Raiser offre un servizio strategico che va dall’ideazione della campagna alla costruzione dell’esperienza, dall’art direction alla digital strategy, dalla creazione di contenuti video fino all’analisi del mercato e della fan base dei testimonial.

Oltre a tutto ciò, il valore aggiunto sta nella quantità di data analysis effettuata durante la campagna che ci permette di ottimizzare il nostro lavoro e far sì che la campagna sia indirizzata verso i giusti target di donatori e verso obiettivi di raccolta fondi sempre più ambiziosi.

ll successo di una campagna su Wish Raiser si fonda principalmente sul passaparola diffuso sui social media. Uno dei nostri ruoli più importanti è quello di creare contenuti condivisibili che facciano rendere al meglio la comunicazione del testimonial sui propri canali.

In base alle nostre analisi abbiamo visto ad esempio che su Facebook le immagini con una call-to-action generano più engagement, condivisione e conversioni sul sito, invece i video raggiungono molte più visualizzazioni, creano credibilità nella campagna ma generano meno interazioni e condivisioni. Inoltre l’interazione del testimonial con i propri fan (ad esempio una risposta ad un commento per ogni post) aumenta del 30% l’engagement.

La presenza di un video-call-to-action della campagna è fondamentale e aumenta i tassi di conversione di quattro volte poiché il video è considerato dai donatori il colpo di fulmine nelle campagne di raccolta fondi.

Leo Bonucci è l’Ambassador della prima campagna su Wish Raiser. Con quale strategia riuscirete ad accontentare la fede calcistica di tutti i potenziali donatori?

WIsh Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

Nel caso di Leonardo Bonucci, la fanbase è davvero eterogenea. Tra i suoi fan possiamo trovare tifosi viscerali della Juventus, collezionisti italiani, stranieri e tante tante fan.

Per questo le nostre donazioni sono strutturate su vari livelli, in modo che tutti possano trovare il modo di ottenere un reward che soddisfi le proprie esigenze e il proprio budget. I collezionisti concentreranno la loro attenzione sui cimeli e gli oggetti a tiratura limitata; i tifosi più accaniti sulle esperienze Live più esclusive. I livelli più bassi invece permettono a tutti di partecipare e vivere il sogno, e sono la chiave di volta di un sistema che offre a tutti una chance di vincere un’esperienza unica e indimenticabile.