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Come cambia il lavoro nell’era dei freelance?

Dalla tradizionale giornata di otto ore, agli orari flessibili basati sulle proprie esigenze

Rocco Iannalfo

Web Marketing & Social Media Manager, Blogger

Le nuove tecnologie e le nuove professioni digitali hanno portato a una riorganizzazione dei rapporti di lavoro: il numero degli impiegati che si reca in ufficio nel canonico orario dalle 9.00 alle 17.00 è in costante diminuzione. Come sta cambiando il mondo del lavoro in quella che possiamo definire come l’era dei freelance? Una prima risposta la fornisce John Rampton su Mashable. Ma cerchiamo di capire meglio questa tendenza.

I presupposti dell’era dei freelance

Come cambia il lavoro nell'era dei freelance

Secondo i dati relativi allo scorso 2015, negli States un terzo dei lavoratori ha avuto esperienze di lavoro come freelance o in progetti temporanei. Si stima inoltre che nel 2020 queste forme lavorative alternative coinvolgeranno la metà dei lavoratori a stelle e strisce.

Le aziende hanno iniziato ad affidare a lavoratori e compagnie esterne le funzioni non attinenti al know how dell’impresa: programmazione, creazione di grafiche e contenuti, customer care, ecc.

Si è andato così profilando un nuovo scenario win-win che porta vantaggi a entrambe le parti del sistema.

I vantaggi per il lavoratore

Anziché restare incatenati alla scrivania del proprio ufficio per 40 ore a settimana, molti lavoratori si sono tramutati in imprenditori ed hanno iniziato a gestire autonomamente la propria attività.

Essere un freelance consiste nel lavorare da casa per la maggior parte del tempo e allo stesso tempo viaggiare più di un comune impiegato. Con una buona connessione internet si può lavorare in pantofole e pigiama, e per incontrare i clienti e procacciarsene di nuovi si viaggia e si fa networking valigia alla mano.

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Essere imprenditore di se stessi consente di adeguare i ritmi lavorativi alle proprie esigenze di vita: ci si può ritagliare il tempo per la famiglia e per i propri hobby, si possono seguire le proprie necessità psico-fisiche.

Gestire il proprio tempo permette di scegliere con chi collaborare e di avere più clienti contemporaneamente, calendarizzando in autonomia le varie deadline ed ottimizzando i flussi lavorativi in base ai propri ritmi e impegni.

I vantaggi per il datore di lavoro

Come cambia il lavoro nell'era dei freelance

Anche per i datori di lavoro affidarsi ai freelance ha dei vantaggi: quello principale consiste nel poter gestire il core business della propria azienda ed affidare a collaboratori esterni tutto ciò che non rientra nella peculiarità del know how aziendale.

Inoltre avvalersi di personale esterno permette di tagliare i costi per gli uffici, le attrezzature e la formazione da destinare. Anziché erogare stipendi fissi, l’azienda paga in base agli obiettivi raggiunti, eliminando le spese superflue.

Un’organizzazione può inoltre scegliere di avvalersi dei migliori talenti sul mercato del lavoro e può selezionare quelli più appropriati agli obiettivi da conseguire.

Nuovi rapporti di forza nel mercato del lavoro

Se nel passato erano i lavoratori a dover sottoporre i loro curricula alle aziende e superare dure selezioni per essere assunti, ora lo scenario sta per cambiare: le aziende dovranno riuscire ad attrarre i migliori collaboratori che avranno un potere contrattuale maggiore rispetto al passato.

Con l’aumentare del numero di lavoratori indipendenti, sono poi iniziate a sorgere le prime associazioni pseudo-sindacali che rivendicano i diritti previdenziali che attualmente non sono contemplati per i freelance.

Se oggi quella di diventare freelance è una scelta coraggiosa, nell’immediato futuro potrebbe essere la nuova frontiera del mercato del lavoro.