Inbound Marketing

Glossario minimo di Inbound Marketing

Il nostro cervello tende a escludere i messaggi provenienti dall'intrusion advertising, privilegiando i contenuti proposti tramite Permission Marketing

Fabio Casciabanca
Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

Perché un glossario minimo di Inbound Marketing?

Un meccanismo di autodifesa, letteralmente, ci nasconde i messaggi pubblicitari.

Il martellamento è incessante e la nostra mente deve per forza di cose escludere alcuni input ritenuti poco rilevanti per lasciare la nostra ram disponibile a sensazioni più utili.

Abilità necessaria dell’essere umano legato ai bisogni della sopravvivenza, torna parecchio comodo quando la proposta commerciale viaggia, inevitabilmente, dal social alla telefonata del call center, già radicata saldamente in radio, tv, cinema e media considerati tradizionali.

Super potere che minaccia, invece, la sopravvivenza dei marketer.

Gli strumenti dell’Inbound Marketing vengono in soccorso degli operatori muovendo la tendenza da un tipo di intrusion advertising ad uno definito permission marketing, che attrae con i contenuti un visitatore interessato invece che sparare nel mucchio sperando di colpirne qualcuno.

Ho compilato questo glossario minimo di Inbound Marketing partendo da qui.

Glossario minimo di Inbound Marketing: A

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A/B Testing – Test A / B

Consiste nel semplice confronto tra due variabili (A e B) che consente di stabilire quale sia adatta a migliorare il marketing.

Si tratta di un sistema molto versatile con cui si monitorano anche azioni di email marketing, call to action, landing page.

Analytics – Analisi dei dati

Sono gli occhi dell’Inbound Marketing, vorresti sottovalutarli?

Individuare modelli significativi nei dati e inquadrarli correttamente in relazione alle tendenze, permette lo sviluppo di intuizioni in grado di indirizzare le decisioni di marketing in modo più consapevole.

Application Programming Interface (API) – Interfaccia di programmazione di un’applicazione

Le API sono gli standard che una applicazione deve rispettare, o librerie software di cui è necessario disporre, per compiere un compito all’interno di un dato programma.

Glossario minimo di Inbound Marketing: B

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B2B (Business-to-Business)

Sono le aziende che vendono servizi o prodotti ad altre aziende. Anche Google è una azienda prevalentemente B2B.

B2C (Business-to-Consumer)

Sono le aziende che si rivolgono ai consumer, vendono quindi direttamente ai consumatori. Esempi classici sono le grandi multinazionali come Nike, Coca-Cola e Amazon.

Blogging

Non c’è molto da dire: il blogging è una componente fondamentale  dell‘Inbound Marketing per aumentare il traffico verso i nostri prodotti e  incentivare la lead generation.

Foto, video e contenuti possono poi essere facilmente riutilizzati anche sulle piattaforme social.

Bottom of the Funnel – Il fondo dell’imbuto

Il fondo dell’imbuto è un modo per identificare e rappresentare graficamente una fase del processo di acquisto, precisamente il momento in cui si è sul punto di trasformare i visitatori in clienti: hanno dato un’occhiata in giro, cercato informazioni sulle modalità di pagamento e spedizione e sono vicini a concludere la transazione.

Curare in modo particolare questa utenza è importante perché spesso ci si concentra troppo sulla fase denominata TOFU, che in genere presenta cifre più impressionanti essendo più correlata al traffico generato sul sito. Le persone, potenziali clienti circoscritti nel sistema BOFU, sono più vicini all’acquisto anche se in numero minore.

Bounce Rate – Frequenza di rimbalzo

Se il tuo sito o blog ha una frequenza di rimbalzo alta, devi cambiare qualcosa: significa che gli internauti che atterrano sulla tua pagina vanno via senza cliccare su nulla. Inutile sottolineare che questo dato riflette tassi di conversione molto poveri.

Buyer Persona – Il cliente ideale

Come lo immagini il tuo cliente ideale?

Fantasia a parte, una rappresentazione semi-realistica del tuo cliente attuale (e anche di quelli futuri) è necessaria per inquadrare meglio il target a cui ti rivolgi e quello che punti a raggiungere.

Glossario minimo di Inbound Marketing: C

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Call to Action

Che Inbound Marketing sarebbe senza call to action?

Uno strumento decisamente versatile: un link di testo, un pulsante, una immagine. Qualunque contenuto cliccabile si trasforma in un deciso incoraggiamento a visitare una pagina.

Qualcuno lo definisce un’esca, a me piace vederla più come l’offerta che non puoi rifiutare. In ogni caso “Iscriviti ora” e “Scarica il PDF gratuito” servono a fornire un vantaggio allettante a chi legge se cliccherà sul bottone, in modo da avvicinare il lettore ai nostri contenuti e favorire la lead generation, trasformando un visitatore in un cliente.

Churn Rate – Tasso di abbandono

Questo parametro si riferisce al tasso di attrito della base utenti ed è utilizzato per migliorare le strategie di fidelizzazione e retention: in pratica ci mostra quali clienti hanno abbandonato i nostri servizi o si sono cancellati dai nostri sistemi.

Con questi dati sarà possibile migliorare le strategie di Inbound Marketing per privilegiare le tattiche più produttive.

Clickthrough Rate (CTR) – Percentuale di clic

Si tratta di un vero e proprio indicatore di performance delle campagne pubblicitarie online: è semplicemente il rapporto tra clic e impression.

Closed-Loop Marketing

Mettendo in relazione l’attività di marketing con le vendite ed i ricavi ottenuti è possibile misurare l’impatto delle campagne di marketing: è un ambiente di reporting in cui è possibile calcolare il ritorno sull’investimento (ROI).

Comportamento dei visitatori

Indica il percorso che un visitatore segue fino al raggiungimento dell’obiettivo: nella sua forma più semplice, sarà composto da una call to action che conduce ad una landing page con un form, alla cui compilazione seguirà un re-indirizzamento ad una pagina di ringraziamento.

Contenuti (Content is King)

Il contenuto è un elemento fondamentale dell’Inbound Marketing: è un prodotto generato per essere fornito e condiviso.

Può essere un contenuto testuale presente in un blog, un video caricato su Youtube, un post su Facebook o un tweet, poco importa: nel giusto contesto, una presentazione o un podcast possono essere utilissimi ganci per attrarre visitatori e i contenuti di qualità sono indispensabili per una strategia di Inbound Marketing.

LEGGI ANCHE: Content is King? Non è sempre vero. Parola del New York Times

Content Management System (CMS)

Una applicazione web in grado di rendere più facile, attraverso l’uso di piattaforme semplici e intuitive, creare, modificare e gestire un sito web.

Perfetto per l’editing dei contenuti anche da parti di personale non troppo qualificato, fornisce indubbi vantaggi all’attività di marketing. Si presta benissimo alla compilazione di post e alla classificazione tipica del blog diviso in categorie e gestibile da più utenti con permessi di amministrazione differenziati.

LEGGI ANCHE: Cos’è un piano editoriale e a cosa serve

GLOSSARIO MINIMO DI INBOUND MARKETING

Contesto

Se Content is King, la regina è senza dubbio il contesto.

Fornire contenuti di valore è imprescindibile esigenza, lo abbiamo detto, ma è importante che questi contenuti siano ben direzionati.

Pensa che succederebbe se inviassi una offerta imperdibile per una bistecca al sangue ad un vegetariano!

Conversione

La percentuale di persone che hanno compiuto una azione desiderata rappresenta il tasso di conversione.

Un esempio? La compilazione di un form. Risulta semplice capire che le pagine che ottengono tassi di conversione più alti, sono costruite e funzionano meglio.

Contenuti condivisi

Creare degli ottimi contenuti è una operazione che richiede tempo e impegno. Per questo, condividere questa fase attraverso il crowdsourcing permette a soggetti diversi, più o meno esperti, di creare contenuti originali per te, in cambio di una proposta interessante.

Un win-win per tutti i soggetti coinvolti.

Customer Relationship Management (CRM)

Sono una serie di programmi software che consentono alle aziende di tenere traccia di tutto ciò che fanno con i loro clienti, esistenti e potenziali.

Al livello più semplice, il software CRM consente di tenere traccia di tutte le informazioni di contatto per questi clienti. Ma i sistemi CRM possono fare un sacco di altre cose, come inviare email di monitoraggio, gestire telefonate, fax e offerte.

Alcuni sistemi incorporano anche i feed da social media come Facebook, Twitter e LinkedIn.

CSS – Cascading Style Sheets

I colori, i caratteri, la grandezza del testo.

Tutto, all’interno del tuo sito, è regolato attraverso i fogli di stile (Cascading Style Sheets) CSS. Si tratta di uno strumento incredibilmente potente e permette alle pagine web di adattarsi a diverse dimensioni di schermi e dispositivi che utilizzano sistemi operativi differenti.

Glossario minimo di Inbound Marketing: D

glossario minimo di inbound marketing

Dynamic Content

Sono contenuti personalizzabili a seconda dell’esperienza utente del visitatore. Per esempio, si può fornire una CTA specifica per gli utenti alla prima visita.

Glossario minimo di Inbound Marketing: E

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Ebook

Molto utili a generare lead, gli eBook sono strumenti molto utili nelle mani dei marketer, perché permettono di raggiungere soggetti fortemente interessati alla ricerca di informazioni più dettagliate rispetto, ad esempio, ai post di un blog.

Email

Strumento che oggi tutti utilizziamo abbondantemente, rappresentano un collegamento diretto con la casella di posta dei potenziali clienti.

Ma poiché da grandi poteri derivano grandi responsabilità, tieni sempre a mente che cancellare l’iscrizione ad una newsletter è particolarmente facile.

Engagement Rate

Il tasso di partecipazione che è possibile ricavare dall’analisi delle interazioni che un contenuto riceve.

Le forme più classiche di interazione sono like e retweet, che rilevano proporzionalmente l’aderenza dei tuoi contenuti con la tua base fan.

Evergreen

Un contenuto sempre verde (evergreen) è un contenuto prezioso per qualsiasi strategia di marketing: si tratta di un articolo (ma anche un post, una nota, una foto su Pinterest) di cui i lettori possono usufruire in qualunque momento, perché non legato ad avvenimenti o date specifiche.

Rappresenta un grosso vantaggio in ottica SEO, diventando il migliore amico di molti marketer che hanno investito sul posizionamento dei contenuti.

Glossario minimo di Inbound Marketing: F

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Facebook

Inutile spiegare di che si tratta, ma Facebook è una delle piattaforme indispensabili a una campagna completa ed efficace di marketing.

Il popolare social network ha messo a disposizione efficacissimi strumenti di targettizzazione che permettono un raggiungimento davvero specifico in relazione alle nostre esigenze.

Form

Più è semplice, meglio è! Con questo flessibile strumento i tuoi visitatori possono fornire informazioni utilissime al tuo sistema, trasformandole in opportunità di vendita.

Friction

Troppi colori dissonanti, troppo testo ed elementi di distrazione in genere causano stress ai tuoi visitatori e li spingono ad abbandonare il tuo sito.

Glossario minimo di Inbound Marketing: G

glossario minimo di inbound marketing

Google+

Google Plus: pur non schierandosi nella sanguinosa lotta tra evangelist e detrattori, è impossibile farne a meno.

A differenza di quanto accade per i post su Facebook, i contenuti pubblicati sul social network di Google vengono analizzati dagli spider e inclusi nell’indicizzazione, quindi posizionati nella SERP.

Glossario minimo di Inbound Marketing: H

glossario minimo di inbound marketing

Hashtag

Gli hashtag sono etichette virtuali in grado di accomunare i contenuti e richiamarne interi gruppi sulla base di parole chiave.

Utilizzati sui social media, permettono agli utenti di ricercare e interagire e forniscono a noi un valido strumento di monitoraggio.

HTML

HyperText Markup Language, è un linguaggio utilizzato per la costruzione delle pagine web.

Indipendentemente dalle tecnologie coinvolte e dalla struttura delle pagine è sempre presente, seppur implementata con altre tecnologie come CSS e JavaScript.

Glossario minimo di Inbound Marketing: I

glossario minimo di inbound marketing

Inbound Marketing

Questa definizione racchiude tutte le operazioni di marketing che puntano ad attirare visitatori guadagnandone l’attenzione attraverso un buon posizionamento dell’azienda sul web, che ne permette una facile reperibilità dei contatti e delle offerte.

La materia è vasta e non può essere approfondita in queste poche righe: è necessario allineare i nostri contenuti con gli interessi dei clienti al fine di convertire le visite.

Inbound link

Un link in entrata è un link proveniente da un altro sito verso il nostro sito web. Un link viene generalmente definito inbound dal punto di vista chi lo riceve come backlink.

I siti web con molti link in entrata possono ottenere un rank più elevato nei motori di ricerca. I link, inoltre, aumentano il traffico definito referral da altri siti web.

Infografica

Una infografica è un contenuto di forte impatto visivo molto popolare nel marketing digitale come strumento di trasmissione di concetti complessi in modo semplice e immediato, attraverso grafici e immagini.

Instagram

Anche se inizialmente era il social network delle generazioni più giovani che postavano e condividevano foto modificate attraverso i filtri messi a disposizione, Instagram è cresciuto, diventando un social media che offre valide opportunità per creare contenuti di marketing.

Molte aziende stanno già utilizzando il social postando foto legate alle proprie attività aziendali, che follower e clienti possono apprezzare e condividere. Anche in questo caso, una strategia social dovrà prevedere un piano di contenuti adatti all’audience di riferimento e in linea con il business.

Glossario minimo di Inbound Marketing: J

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JavaScript

JavaScript è un linguaggio di programmazione che consente agli sviluppatori di creare siti web interattivi, integrando e implementando le funzioni di default del browser.

Glossario minimo di Inbound Marketing: K

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Keyword – Parola chiave

Ne avrai sentito parlare spesso: sono quelle parole per cui vogliamo che il nostro contenuto sia indicizzato sui motori di ricerca come Google, Yahoo e Bing.

Sono anche le parole chiave con le quali vogliamo raggiungere il nostro target.

Anche l’indicizzazione deve essere coerente: non basta accaparrarsi ingenti volumi di traffico se il contenuto non è allineato con il pubblico di destinazione.

Glossario minimo di Inbound Marketing: L

glossario minimo di inbound marketing

Landing Page – Pagina di destinazione

Una landing page è precisamente una pagina di atterraggio che contiene istruzioni rivolte al navigatore per generare lead. Solitamente è costruita intorno ad una proposta di marketing, l’offerta di un webinar gratuito o un eBook ad esempio.

Le landing page sono strumenti necessari ai processi di conversione perché permettono al visitatore di scoprire (e acquisire) un vantaggio.

Una strategia vincente si preoccuperà di costruire diverse landing page per diversi destinatari, nelle diverse fasi di acquisto.

Uno sforzo considerevole ma che produce risultati misurabili.

Lead

Il lead è la persona o l’azienda che ha mostrato interesse per i tuoi prodotti e servizi, attraverso un form o con gli altri sistemi di scambio informazioni/vantaggio.

Generare il lead è passaggio propedeutico alla trasformazione del navigatore in cliente: è una operazione che va curata con particolare attenzione, anche perché centrale nelle fasi dell’Inbound Marketing che vanno dall’attrarre il navigatore fino alla Customer Delight.

LinkedIn

LinkedIn è un social network business-oriented, utilizzato principalmente per il networking professionale; è il social network più popolare per i professionisti.

Longtail

Una Longtail Keyword è una query di ricerca molto mirata, che contiene tre o più parole.

Solitamente è strutturata con un termine principale, più generico (la vera e propria keyword) e una o due parole che affinano la ricerca.

I risultati raggiunti attraverso le ricerche basate sulle longtail sono certamente più specifiche: i visitatori che atterrano sulla tua landing sono probabilmente più qualificati e informati, pubblico ideale per una conversione.

Glossario minimo di Inbound Marketing: M

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Marketing Automation

Il Marketing Automation è l’utilizzo di software per automatizzare processi di marketing come l’integrazione dei customer data e la segmentazione dei clienti. Permette, in sostanza, di compiere azioni ripetitive demandandole a un software invece di produrle manualmente.

Microsito

Il microsito nasce per fornire una esperienza diversa all’internauta: a metà tra sito web istituzionale e landing page, hanno di solito nome e dominio differente dallo spazio ufficiale del brand.

Middle of the Funnel

In questa parte dell’imbuto, sei già in una posizione di vantaggio, perché il tuo visitatore è alla ricerca della soluzione al suo problema.

Questa fase, denominata MOFU, è importante per presentare tutte le informazioni aziendali utili, brochure, casi di studio, a dirimere la problematica.

Mobile Marketing

Le query di ricerca da dispositivi mobili hanno ormai nettamente superato gli altri collegamenti.

Non ti sembra il momento di curare il mobile marketing? Devi ottimizzare i tuoi contenuti presenti sul web in modo da ottimizzarli per la navigazione da dispositivi portatili (Mobile Optimization) e fornire in modo rapido informazioni utili riguardo a beni e servizi.

LEGGI ANCHE: Mobile Revolution, l’importanza del customer journey mapping

Mobile Optimization

Come detto prima, progettare e formattare un sito perché sia fruibile da dispositivi mobili, è una necessità. L’algoritmo di Google, sempre aggiornato, premia i siti mobile-friendly; rischi di perdere qualche posizione nella SERP se i contenuti non sono ottimizzati secondo questi standard.

Glossario minimo di Inbound Marketing: N

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Native Advertising

Questo tipo di advertising fonde il messaggio pubblicitario con il contenuto con lo scopo di immergere la pubblicità e presentarla non come interruzione, ma come parte integrante della produzione. Un classico esempio sono i post sponsorizzati su Facebook.

News Feed

Sono tutte le notizie di interesse, raccolte in un flusso unico. Su Facebook, l’homepage è il newsfeed degli aggiornamenti dei tuoi contatti, su Twitter la Timeline.

No-follow

Non tutti i collegamenti (link) sono da considerarsi uguali e non tutti devono essere sottoposti a scansione da parte degli spider e interpretati nello stesso modo dal motore di ricerca.

Un collegamento no-follow permette di escludere il contenuto dall’indicizzazione senza intervenire sul protocollo di esclusione robot.

Glossario minimo di Inbound Marketing: O

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On-Page Optimization

L’ottimizzazione On-Page si riferisce ad una singola pagina web e si propone di ottimizzare la pagina in modo che tutti gli elementi identificativi, tag, keyword, tag di immagine, siano coerenti.

Off-Page Optimization

Parente stretto della On-Page Optimization, la Off-Page SEO riguarda i collegamenti esterni al sito che influiscono sul posizionamento della pagina web attraverso i risultati di ricerca. Si tratta di uno strumento potente in gran parte fuori dal controllo dell’Inbound Marketing: a dispetto di costose campagne di link building, creare un contenuto di qualità produrrà un naturale effetto propagazione per il quale le probabilità di essere condiviso e linkato aumenteranno.

Glossario minimo di Inbound Marketing: P

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Page View

Una singola visualizzazione di una pagina web su internet. La Page View fornisce dati significativi per valutare cambiamenti su singole pagine.

Pay-per-Click (PPC)

La quantità di denaro spesa per ottenere un click su un proprio annuncio pubblicitario.

Nei motori di ricerca, i PPC vengono mostrati agli utenti quando, attraverso le query, indirizzano le ricerche verso un contenuto che si avvale delle stesse keyword dell’inserzionista. Una volta cliccato sull’annuncio (testuale o visivo) verrà conteggiato il pagamento.

Gli annunci PPC vengono utilizzati per dirigere istantaneamente il traffico verso il sito web e permette di valutare l’efficacia del singolo clic nelle campagne a pagamento.

Glossario minimo di Inbound Marketing: Q

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QR-Code

Un codice QR (Quick Response Code) è un codice bidimensionale, un codice a barre a matrice leggibile dai lettori dedicati, presenti anche sugli smartphone tramite app.

Il codice è composto da moduli neri disposti su uno spazio bianco in uno schema quadrato e può contenere informazioni molto diverse: si può codificare testo, URL e altri dati.

Glossario minimo di Inbound Marketing: R

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Responsive Design

Abbiamo già detto prima che il traffico da mobile ha superato quello da desktop. Bene, anche la navigazione da personal computer rappresenta una fetta importante degli utenti, senza contare che la navigazione da mobile è piuttosto varia e si frammenta nelle varie dimensioni degli schermi, affrontando diversi sistemi operativi e standard di case produttrici.

Attraverso le pratiche del Responsive Design è possibile programmare contenuti perfettamente fruibili da ogni dispositivo, perché adattabili a determinate caratteristiche specifiche e perfettamente ottimizzati.

Return on Investment (ROI)

Il ritorno dell’investimento (ROI) è un parametro che serve a valutare l’efficacia delle campagne o confrontarla con altri risultati. Se il ROI è negativo stai percorrendo la strada sbagliata.

Retweet

Un retweet è la condivisione di un tweet già postato da un utente. Viene spesso utilizzata la formula “Please RT” per invitare alla condivisione del contenuto.

Glossario minimo di Inbound Marketing: S

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Search Engine Optimization (SEO)

La SEO è la pratica di valorizzare una pagina web per posizionarla meglio nei risultati delle ricerche effettuate dagli utenti tramite i motori di ricerca. Regolando correttamente gli elementi di SEO on-page e SEO off-page è possibile migliorare il proprio posizionamento incidendo sulla SERP.

I componenti da settare correttamente per raggiungere un buon risultato SEO sono tanti, i motori di ricerca classificano titoli, parole chiave, tag, struttura e tipo di link ed è necessario mostrarglieli correttamente.

Smarketing

Gli sforzi di coordinazione tra i reparti di marketing e vendite (sales) puntano a migliorare la comunicazione e a renderla più coerente, trasformando il lead acquisito in cliente. Ecco cosa rappresenta lo smarketing.

Snapchat

Snapchat è l’applicazione social del momento: consente agli utenti di scambiarsi contenuti time-sensitive personalizzabili con testi e adesivi. Per questi motivi è il social preferito dai giovanissimi.

Social Media

Facebook, Twitter, YouTube, LinkedIn e Google+ sono esempi di reti di social media caratterizzati da contenuti facilmente condivisibili e scalabili, ai quali ci si può iscrivere per uso personale o aziendale. I social media sono un componente fondamentale di entrata perché forniscono ulteriori canali al marketing.

Social Proof

La Social Proof è molto utile a identificare i comportamenti che si sviluppano in base alla direzione in cui si muove la massa. In parole più semplici, è probabile che consideriamo affidabile un contenuto largamente condiviso o una recensione stellata e tendiamo a comportarci di conseguenza.

Glossario minimo di Inbound Marketing: T

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Top of the Funnel

Il Top of the Funnel rappresenta la prima fase del processo d’acquisto in cui le persone sono alla ricerca di informazioni. Il compito dell’Inbound Marketing sarà quello di creare contenuti utili a identificare i problemi e indirizzare i visitatori verso la soluzione.

Twitter

Twitter è un social network tra i più usati al mondo, ha rivoluzionato il mondo della comunicazione grazie al dono della sintesi per la limitazione a soli 14o caratteri testuali.

Il 21 marzo 2016, la piattaforma ha festeggiato i dieci anni di tweet.

Glossario minimo di Inbound Marketing: U

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URL

URL è l’acronimo di Uniform Resource Locator. Si tratta di un indirizzo che identifica alcune informazioni in rete, testi, immagini, documenti.

Molto importanti per una corretta ottimizzazione SEO, devono contenere le keyword per le quali abbiamo scelto di posizionarci nella SEO.

User Experience (UX) – Esperienza d’uso

Per fornire una esperienza fantastica al tuo cliente, devi pensare come lui, essere come lui.

La User Experience tende a superare il classico concetto di usabilità per fornire una esperienza appositamente costruita sull’utente, fatta di percezioni e attribuzione del valore. Si tratta di un processo che nasce dalla scoperta del brand e lo accompagna attraverso tutte le fasi di relazione, compresi acquisto e utilizzo del prodotto.

User Interface (UI) – Interfaccia utente

Sono gli strumenti che consentono a tutti noi di agire e interagire su e con applicazioni, software e dispositivi hardware.

Una buona interfaccia utente consente alle persone di muoversi e operare in modo intuitivo e viene definita user-friendly.

Glossario minimo di Inbound Marketing: V

glossario minimo di inbound marketing

Virale

Si tratta di un termine utilizzato spesso per identificare un contenuto diventato molto popolare attraverso la condivisione da parte degli utenti.

In realtà, nel momento della condivisione non si ha la percezione di contribuire a viralizzare il contenuto.

Glossario minimo di Inbound Marketing: W

Glossario minimo di Inbound Marketing

Website – Sito Web

Un insieme di pagine interconnesse sulla rete, di solito con una homepage principale. Realizzato come un insieme di contenuti correlati, è costruito e amministrato da una persona, un gruppo di persone o una organizzazione.

Un sito web efficace è dinamico e semplice da navigare, attira i visitatori grazie alla qualità dei contenuti, fornisce le indicazioni richieste con pochi passi.

Word-of-Mouth (WOM)

Semplicemente, il passaparola: un passaggio di informazioni da persona a persona. Non si tratta più di comunicazione meramente orale, ci si riferisce, con questo termine, anche alla comunicazione online.

Il WOM Marketing è caratterizzato da investimenti pubblicitari più ridotti, sfrutta molti strumenti dell’Inbound Marketing e adopera molto i social network e le altre reti sociali.

Glossario minimo di Inbound Marketing: X

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XML – Sitemap

Una Sitemap XML è un file allocato sul nostro server che contiene tutti gli indirizzi (vedi URL) che fanno parte del nostro sito web e che, perché rilevanti, noi decidiamo di mostrare al web crawler in modo che la struttura del nostro sito possa essere analizzata più efficacemente (vedi anche NO-FOLLOW).

Glossario minimo di Inbound Marketing: Y

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YouTube

Il più importante e famoso sito di video-sharing su cui gli utenti possono caricare, visualizzare e condividere i video.

Nel novembre 2006 Google ha acquistato YouTube per 1,65 miliardi di dollari.

Glossario minimo di Inbound Marketing: Z

Glossario_minimo_di_Inbound_Marketing_Z

ZMOT – Zero Moment of Truth

Il momento zero della verità è un aggiornamento della sigla FMOT (first moment of truth), in cui il processo di acquisto si arricchisce di una nuova fase, detta ZERO appunto, che si forma prevalentemente sul web, è caratterizzata da aspetti più emozionali rispetto alle altre fasi e si genera grazie alla pluralità dei soggetti coinvolti nella formazione della nostra decisione.