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Being spaventa Instagram, che toglie l’accesso alle API

L'app consentiva di impersonare le celebrità su Instagram, visualizzarne il feed e le interazioni

Come sapranno i ninja più geek tra voi, le API permettono di espandere le funzionalità di un programma: metterle a disposizione significa dare la possibilità ad altri di interagire con la piattaforma e, soprattutto, estendere le funzioni e le caratteristiche della struttura base.
Facebook ha, da molti anni ormai, reso accessibili le API, tant’è vero che il social pullula di applicazioni e giochi.

Instagram, invece, ha conosciuto due fasi. La prima, quella degli albori, in cui i fondatori decisero di lasciare libera la fantasia di tutti gli sviluppatori che avessero voluto interagire col loro prodotto. La seconda, quella dell’acquisto da parte di Facebook, in cui Zuckerberg ha detto qualcosa del tipo: «ok, mettiamo un po’ d’ordine».

Being spaventa Instagram, che le toglie l'accesso alle API

Oggi le API di Instagram sono accessibili su richiesta, da tre target specifici: sviluppatori terzi, brand per l’adv, media & publisher.

Nel modulo per la richiesta d’accesso alle APIda compilare una volta effettuato il login col proprio account, è necessario inserire pochi dati aggiuntivi: sito web, numero di telefono, e motivazione della richiesta. Questo è il passaggio che, poco più di un mese fa, il team di Being aveva fatto, con entusiasmo alle stelle.

Being spaventa Instagram, che le toglie l'accesso alle API

Cos’è Being

Being è un’applicazione che permette di “impersonare” qualsiasi celebrità e visualizzarne il feed, il numero di utenti unici che stanno guardando le sue foto, e quanti stanno interagendo con lei (like e commenti). Ad esempio, l’attrice Marion Cotillard (@marioncotillard), che ha una galleria curatissima, segue appena 161 persone. Scegliendola su Bing, vi potrete immedesimare nella splendida francese per visualizzare ciò a cui ha accesso lei ogni volta che apre Instagram.

L’utilità di Being? Nessuna, chiaramente, ma ha collezionato più di 50 mila download dall’App Store (sì, è disponibile solo per iOS) in appena una settimana. Anche perché c’è qualcosa di più attraente di immedesimarsi in un VIP: “spiare” i feed degli amici.

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Being spaventa Instagram, che le toglie l'accesso alle API

… e Instagram chiuse i rubinetti

Being, dopo essere entrata in una sola settimana nella short list delle 30 app più scaricate, s’è vista ritirare l’accesso alle API di Instagram.

Sarà stata la crescita repentina di Being a destare malumore negli uffici di Instagram, o c’è dell’altro?
Adam Mashaal, il fondatore di Being, si è detto frastornato dalla scelta del social, e per evitare di far scaricare un’app diventata oggi inutile (poiché essenzialmente inutilizzabile) ha deciso di rimuoverla immediatamente dall’App Store.

Ovviamente Instagram può far ciò che vuole, e decidere a chi dare accesso alle proprie API e a chi no. Mashall e il suo team di Being, però, non sembrano voler desistere, e, oltre ad aver richiesto motivazioni ad Instagram, hanno anche minacciato azioni legali. Minacciato, esatto: non lo faranno. O Instagram cambia idea, oppure stiamo già celebrando i funerali dell’app “spia VIP”.