Case Study

How do you see me? CoorDown racconta la vita attraverso gli occhi di AnnaRose

La nuova campagna di CoorDown realizzata in collaborazione con Saatchi&Saatchi e Olivia Wilde per il World Down Syndrome Day 2016

How do you see me? CoorDown racconta la vita con gli occhi d la sindrome di Down

Una donna si guarda allo specchio attraverso i suoi grandi occhi azzurri, fiera della persona che è diventata, delle esperienze fatte, delle persona incontrate. Una donna si guarda in tutta la sua forza e la sua debolezza, la sua fragilità, la sua bellezza.

Come ci vediamo, che cosa pensiamo di noi stessi è la base di quello che percepiranno gli altri, di quello che si aspetteranno da noi.

How do you see me? CoorDown racconta la vita con gli occhi d la sindrome di DownLeggi anche: SpecialProposal di CoorDown: la conquista dell’indipendenza

Ecco che uno sguardo può essere incoraggiante, amichevole, dolce o, viceversa, sprezzante, tagliente e discriminatorio: può spalancare o chiudere le porte della società ad una persona qualsiasi così come ad una con sindrome di Down. Integrazione, vivere una vita ricca di relazioni sociali che ci aiutino ogni giorno a costruire chi siamo attraverso i nostri occhi e quelli degli altri.

Oggi, lunedì 21 marzo, è l’undicesima Giornata Mondiale sulla sindrome di Down e CoorDown ha deciso di celebrarla attraverso una campagna di sensibilizzazione internazionale che racconti la quotidianità delle relazioni che vive una ragazza con sindrome di Down, una su tutti.

How do you see me? CoorDown racconta la vita con gli occhi d la sindrome di Down

La protagonista è una ragazza dagli occhi verdi, AnnaRose, che attraverso i gesti, le azioni e gli sguardi di Olivia Wilde ci racconta la sua vita così ricca di significato, opportunità, sfide ed affetti.

Una vita che potrebbe essere anche la nostra, desideri e ambizioni che condividiamo tutti: una metafora che fa riflettere su come le persone con sindrome di Down vedano se stesse e come siano spesso vittime di discriminazioni basate su preconcetti ed aspettative stereotipate.

How do you see me? CoorDown racconta la vita con gli occhi d la sindrome di Down

Con questo film vogliamo contribuire a un cambiamento culturale: solo quando la disabilità sarà percepita come una delle sfaccettature della diversità si potrà davvero fare inclusione, riconoscendo l’unicità di ogni individuo.

L’obiettivo è far volgere lo sguardo oltre gli stereotipi, costruire un nuovo immaginario collettivo e promuovere un’alfabetizzazione alla disabilità. Sergio Silvestre, Presidente di CoorDown Onlus

Questo breve film, diretto da Reed Morano, verrà presentato oggi nel quartier generale delle Nazioni Unite in occasione della Conferenza del World Down Syndrome Day.

Questa giornata è nata per diffondere maggior consapevolezza e conoscenza su che cosa sia davvero la sindrome di Down creando una nuova cultura della diversità e promuovendo il rispetto e l’inclusione di tutti coloro che sono nati con un cromosoma in più.

How do you see me? CoorDown racconta la vita con gli occhi d la sindrome di DownLeggi anche: Saatchi&Saatchi racconta i retroscena del commovente spot CoorDown

Per il quinto anno consecutivo CoorDown collabora con Saatchi&Saatchi per raccontare una nuova sfaccettatura di che cosa sia la sindrome di Down: l’anno scorso era l’amore di The Special Proposal, quello prima la paura di Dear Future Mom, nel 2013 è stata la volta di Dammi più voce mentre nel 2012 di Integration Day.

Ogni anno una storia diversa e ogni volta uno stile narrativo così coinvolgente da non poter lasciare indifferenti e staremo a vedere se anche quest’anno farà incetta di premi a Cannes in occasione del Festival Internazionale della Creatività: ad oggi, con le precedenti campagne, sono stati 18 i leoni conquistati, di cui 9 d’oro.