Intervista

20lines: come scrivere il futuro di una startup

"Il giusto mix per entrare nella Silicon Valley comprende un buon prodotto, dati convincenti, il giusto buzz intorno all'idea e una certa dose di hype" - Alessandro Biggi, Founder di 20lines

Marco Fongaro

Web Marketing Assistant

Scrivere è vocazione e business, è l’evoluzione della passione per la lettura che sfocia nel voler lasciare un segno sulla carta, nelle persone e magari anche nel mercato dell’editoria online. Lo sa bene 20lines.

Se nello scorso decennio aprire una libreria era il sogno di molti amanti della carta stampata, oggi uno startupper intraprendente sa che libri e tecnologia vanno a braccetto, e che il segreto di questo business è nella community quanto nelle parole.

Dall’unione di questi due concetti nasce la scrittura collettiva, che può portare una piattaforma di social writing al successo dando la giusta caratterizzazione al progetto. I trend del settore confermano la centralità dei racconti brevi, scritti e letti dalle teenager.

Ma qual è il modo giusto (e redditizio) per dare visibilità a chi desidera scrivere un eBook, partendo da contenuti brevi pubblicati su un social network di autori e lettori?

Lo chiediamo ad Alessandro Biggi, fondatore di 20lines, una delle più importanti community di scrittori a livello mondiale, recentemente acquisita da HarperCollins Italia a coronamento di un percorso di startup ricco di sfide e soddisfazioni.

H-Farm e Silicon Valley. Cosa viene richiesto agli startupper in Italia e dall’altra parte dell’oceano?

20lines startup

La differenza basilare è che in Italia occorre essere molto proattivi nella ricerca di acceleratori e investitori, in Silicon Valley ti cercano loro, ma solo se sei il top. Partendo dall’Italia, conviene andare oltreoceano quando si hanno i numeri: è un circolo chiuso in cui entri attraverso il tuo network.

Oltre a questo, il giusto mix per entrare nella Silicon Valley comprende un buon prodotto, dati convincenti, il giusto buzz intorno all’idea e una certa dose di hype. Per una startup conviene essere almeno in fase seed.

Una volta entrati, tutte le porte sono aperte, ma i candidati provengono da tutto il mondo! In Italia si tende di più a costruire nel tempo, ma c’è meno concorrenza.

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Business Model. Quale raccomanderesti o sconsiglieresti a chi oggi volesse fondare una piattaforma di social writing?

Scrivere contenuti brevi da mobile con 20lines

Per mancanza di tempo, su 20lines abbiamo implementato poco del modello iniziale. Abbiamo dato la possibilità agli autori, anche affermati, di promuovere i loro contenuti. È una strategia adottata anche da Amazon: in entrambi i siti c’è la possibilità di procedere all’acquisto cliccando il link diretto, con la differenza che su 20lines l’anteprima si legge direttamente dal sito.

20lines è diventato inoltre un vero e proprio procuratore, con la possibilità di operare azioni di scouting all’interno della community. Le possibilità aperte da queste due strade sono alla base dell’acquisizione operata HarperCollins Italia.

In fase di test abbiamo avuto riscontri positivi anche sul sistema dei micropagamenti, ossia la possibilità per gli utenti di “rateizzare” l’uscita monetaria mano a mano che si prosegue la lettura. Viceversa, un un modello che sconsiglierei è quello di proporre a pagamento alcuni contenuti selezionati, “i migliori del mese” o simili.

Feuilleton e 20lines. Il ritorno ai romanzi d’appendice potrebbe essere una via per rivitalizzare i quotidiani e uno sbocco per gli scrittori (scrittrici, se consideriamo la prospettiva di Harper Collins) emergenti?

20lines: come scrivere il futuro di una startup

Nella mia esperienza le ipotesi si sono verificate raramente: servono i numeri.

In questo senso mi pare utile riportare il successo del contest “Scrivere“, lanciato con Fabbri Editori. Dieci racconti collaborativi al mese, elaborati dalla community, sono stati allegati ai fascicoli del corso di scrittura “Scrivere”, ognuno dedicato ad un diverso genere narrativo.

Iniziative simili stimolano la community, portano nuovi autori alla pubblicazione e testimoniano la crescente popolarità dei contenuti brevi.

Cosa faresti se fossi CEO di una casa editrice? A parte acquistare 20lines, naturalmente.

Editoria online: dalla startup alla exit di 20lines

Difficile a dirsi: in Italia sono presenti molti limiti, anche culturali. Utilizzerei un approccio bottom up, come 20lines. Intercettare questo trend è della massima importanza, come testimonia anche l’esperienza di Wattpad, il nostro principale competitor. Entrambe le realtà confermano inoltre che il target più rilevante sono i teenager.

In generale, gli elementi sui quali punterei sono tecnologia, big data ed eBook.

La comodità degli eReader è davvero grande: magari è difficile cominciare, ma le possibilità di questo nuovo approccio alla lettura sono innegabili. Servirà dunque trasformare la funzione della carta, dedicata più a edizioni speciali e da collezione. Un buon esempio esempio sono i libri ricchi di fotografie di qualità, che diventano anche un arredo da esibire.

Un consiglio per gli startupper: quali sono le basi per “scrivere” una buona exit?

Pensare alla exit sin dal primo giorno: chi sono i tuoi interlocutori, come far percepire l’avanzamento del progetto, come presentare numeri convincenti. Per preparare tutto questo occorre minimo un anno.

Crescere rimane importante, ma occorre avere la exit in testa sin dall’inizio.