Gli strumenti per attestare e migliorare la propria professionalità sul web sono in costante evoluzione. Tutti i soggetti dell’universo digital devono però confrontarsi con un punto focale attorno al quale ruota la propria attività: la capacità di inserirsi ed interloquire all’interno di una comunità globale, virtuale sì ma non per questo meno determinante nei risultati di quella reale.

L’inizio dell’era digitale ha visto espandere i confini all’interno dei quali muoversi, rendendo insufficiente l’essere creativi come condizione primaria d’affermazione, portando all’attenzione il tema della giusta esposizione per ottenere i successi desiderati.

Alcune categorie professionali, come ad esempio coloro che si occupano di contenuti, hanno trovato nelle piattaforme di blogging il proprio contesto naturale, ed i social media, almeno nella loro fase iniziale, hanno contribuito enormemente a fare del testo l’epicentro dell’espressione artistica.

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Altre figure come fotografi, grafici, visual artists, esperti di fotoritocco, illustratori e art-director si sono paradossalmente imbattuti in maggiori difficoltà nel trovare un luogo in cui mostrarsi, entrare in contatto con i propri clienti e/o colleghi, incontrando quindi maggiori resistenze nell’uscire dai confini del mero passaparola.

Come fare per sancire la propria esistenza professionale e rendersi raggiungibili?

Questo vuoto è stato parzialmente colmato nel 2006, anno d’esordio di Behance, una piattaforma nata con lo scopo di offrire ai creativi un’agorà all’interno della quale esporre il proprio operato, intrecciare relazioni con chi condivideva interessi e competenze, digitalizzare il proprio portfolio in un ambiente che rispondesse finalmente come sistema.

L’apporto di Behance ha aiutato enormemente a restringere questo gap nelle connessioni di un settore professionale che si ciba della capacità di creare collegamenti e relazioni.

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Ma se Behance è stata la risposta al DOVE immettere il proprio portfolio digitale, la richiesta del COME farlo era tutt’ora inevasa, almeno sino alla creazione, all’interno del pacchetto di Adobe Creative Cloud, di uno strumento ad hoc per rispondere a questo tipo di esigenze: My Portfolio.

My Portfolio: cos’è, come si usa e come si apre alla connettività attraverso Behance

Adobe Portfolio ti aiuta nella costruzione di un sito web in pochi passaggi curando ogni singolo aspetto.

È contemplato per integrarsi con ogni piattaforma sulla quale sono stati ospitati i propri lavori, partendo innanzitutto da Behance. Quindi è possibile fare migrazione di contenuti (con un notevole risparmio di tempo), facendo del sito prodotto un vero e proprio aggregatore che unifica i canali di promozione su tutti i social massimizzando al contempo l’esposizione.

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Essendo previsto, a titolo gratuito, in Creative Cloud Photography, My Portfolio aggiorna Live i contenuti nel momento in cui questi sono prodotti attraverso le app disponibili nel pacchetto, manifestando la sua vocazione user-oriented.

Coniugando il come con il dove esporre il proprio lavoro, la sottoscrizione di un account in Adobe Portfolio garantisce in automatico l’apertura di un profilo su Behance, a meno che, come sottolineato in precedenza, non si sia già registrati sul portale.Adobe_Portfolio_3

Se sei un creativo e non vuoi che tempo prezioso sia sottratto al tuo lavoro per curare la vetrina sui social media, dovresti chiedere aiuto ad Adobe Portfolio.

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