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Social media: come seguire (e discutere) le elezioni presidenziali USA

Ecco alcune app e tool che leggono, raccontano e partecipano al momento topico della politica americana

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Le elezioni presidenziali USA sono quel periodo che arriva ogni quattro anni dove all’improvviso tutti sanno cose complicatissime di politica, discutono di Super Tuesday quasi più di Masterchef e il dibattito tra democratici e repubblicani raggiunge persino il mite e generalmente pop mondo social.

No surprise dunque nel veder comparire nuovi tool per seguire, comprendere e digerire tutti i dati delle campagne, come  AP Election Buzz: uno strumento che unisce i dati Google e Twitter che aiuta gli elettori a restare al passo con quel in rete si dice dei candidati. E’ un mix di Google Trend e dati Twitter che mostra chi è in vantaggio nelle discussioni online.

I grafici mostrano una linea viola che rappresenta le ricerche fatte dagli utenti su Google in cerca di termini politici e misura le ricerche in una lista di argomenti associati alle elezioni 2016, tenendo conto dei candidati, delle figure politiche di rilievo, delle tematiche più rilevanti e degli sviluppi. I dati vengono aggiornati di ora in ora con estrema precisione.

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La linea blu mostra, invece, le conversazioni politiche tenute su Twitter. In questo caso i dati sono ricavati dalla continua analisi dei tweet che contengono il nome dei candidati, hashtag o altri termini legati alle elezioni. Il grafico mostra il numero complessivo di tweet in relazione a quelli avvenuti nel giorno base, che è stato fissato al 1 febbraio, il giorno dell’Iowa caucus, e i dati sono aggiornati ogni ora.

I picchi dei grafici coincidono con eventi importanti, ma non sono sempre coincidenti. Questo perché la natura delle due tabelle è diversa: su Google ovviamente si ricerca un argomento per averne più informazioni, mentre i dati che arrivano da Twitter fanno emergere quegli argomenti su cui gli utenti scelgono di avere una conversazione.

AP Election Buzz mostra poi i principali trend legati alla ricerca su Google nelle ultime 24 ore suddividendo le ricerche legate ai candidati da quelle legate agli argomenti trattati (stamattina ci svegliamo con Donald Trump nel 44% delle nostre ricerche Google).

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Stessa cosa avviene per candidati e argomenti più discussi nelle ultime 24 ore, dove Trump scende del 17% restando tuttavia in testa ai cinguettii.

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Se, invece, si preferisce l’azione all’analisi l’app del momento potrebbe essere Roust, il social network per connettere gli utenti che vogliono discutere politica, religione e tematiche sociali, recentemente lanciato in versione app iOS.

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Poco prima era stata la volta di Brigade App di Sean Parker, la cui missione è di dare potere alla società civile offrendo uno spazio di influenza dove articolare e identificare le posizioni degli utenti su argomenti importanti, organizzarsi in gruppi di persone che condividono valori e quindi influenzare le scelte politiche del paese: una cosetta da nulla, insomma :).

Brigade CEO Matt Mahan Interview from Brigade on Vimeo.

Brigade suggerisce delle carte di argomento a cui l’utente risponde scoprendo chi condivide il suo pensiero e, nel tempo, crea un profilo pubblico che mostra la sua opinione politica. Su Brigade è anche possibile convincere gli altri utenti della veridicità del proprio pensiero e, così, convertirli. Questo non è possibile su Roust, che Tech Crunch definisce come un “Brigade per poveri”, seppur lodandone la semplicità. Il dibattito, infatti, sembra essere più “puro” in Roust, se non altro perché non promette di salvare la democrazia, ma semplicemente, di discuterne.

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Qualunque sia il tuo approccio alle elezioni 2016, non mancano i tools per giocare, raccontare, analizzare. Have fun!