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Una mostra… spaziale: la NASA manda in orbita le opere d’arte

OSIRIS-REx partirà nel settembre del 2016 alla volta dell’asteroide 101955 Bennu, portando in un chip opere artistiche digitalizzate

Quando l’immaginazione va oltre la realtà. Una sintesi perfetta per definire il concetto di arte, una sintesi che ben si adatta al nuovo progetto firmato NASA. ‘We The Explorers si pone infatti l’ambizioso obiettivo di portare nello spazio una mostra collettiva di opere d’arte attraverso un chip installato su OSIRIS-REx, la navicella che partirà nel settembre del 2016 alla volta dell’asteroide 101955 Bennu. Le opere, digitalizzate, non saranno di artisti celebri e conosciuti, ma – ecco il colpo di genio – potranno essere realizzate da chiunque voglia partecipare.

Nessuna limitazione dal punto di vista della forma: una foto, un disegno, una poesia, un video, qualunque espressione del genio umano sarà ben accetta. Particolare, meglio dire futuristico, è anche il metodo scelto per raccogliere le proposte. Queste dovranno infatti essere inviate entro il 30 Marzo all’account Twitter (@OSIRISREx) o Instagram (@OSIRIS_REX) utilizzando l’apposito hashtag #WeTheExplorers.

Mecenatismo interstellare a parte, la missione avrà anche il compito scientifico di riportare, nel 2023, una capsula con campioni da studiare. 

Un inno agli user generated content e ai social

Un progetto che tradisce il fascino che il cosmo ha da sempre sull’uomo, continuamente rapito dalla sua inarrivabile grandiosità, ma ancor di più la crescente certezza rappresentata dai social network e dalle possibilità di espressione ad essi legate. La candidatura aperta a tutti gli utenti è il miglior esempio di quanto ormai chiunque sia diventato, seppur in piccolo, un publisher, produttore e divulgatore di contenuti. Potere del web, o meglio, dei social che hanno davvero rivoluzionato il concetto di espressione, permettendo a singoli individui di raccontarsi e comunicare e rendendo il mare nostrum dei contenuti sempre più democratico.

Una visione tanto contemporanea non poteva che utilizzare i social media stessi come canale di trasmissione e reclutamento, con tanto di benestare di un hashtag dedicato. Un utilizzo non certo rivoluzionario nella forma, ma certamente nella sostanza, che potrebbe diventare presto caso di studio da analizzare e riproporre anche per progetti più “comuni”. Una sezione della Biennale o di Art Basel social, cosa ci sarebbe di strano? I tempi cambiano, anche nell’arte.

Arte e digitale

Non certo una novità il rapporto tra digitale e arte. Già con Second Life si era cominciato ad esplorare questo sentiero, dando vita a manifestazioni quantomeno interessanti. Impressionismo digitale, avatar art, ultranaif, postkitsch solo per citare alcune delle “correnti” nate online e che da lì hanno poi trovato spazio nel mondo reale.

Esperimenti iniziali che negli anni hanno saputo evolversi e trovare nuove vie espressive, perché la digital art è un nuovo modo di intendere l’arte ed il suo sviluppo. Un’arte che diventa collaborativa e che si fonda sulla condivisione di informazioni. Una metamorfosi della forma, oltre che della stessa materia.

La digitalizzazione proposta per il progetto ‘We The Explorers’ diventa quindi via primaria per diffondere il messaggio delle opere e, in pieno rispetto della filosofia del web, renderle accessibili, perché no, anche a possibili E.T.

L’arte del futuro sarà sempre più online e senza confini? La NASA prova a darci una risposta.