Social media

SpareRoom: fare branding mettendoci la faccia (e non solo)

Il founder del noto sito per la condivisione di case cerca coinquilini. E le selezioni sono diventate una web serie

Alexia Gattolin

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A volte fare branding per la propria azienda significa metterci la faccia. Altre volte la casa. Deve averla pensata così Rupert Hunt, founder di SpareRoom, il sito numero uno nel Regno Unito per cercare e affittare case in condivisione.

L’idea è semplice, ma al tempo stesso di quelle che ti fanno subito pensare…seriously?

Hunt vive in un appartamento con ben 15 stanze in un quartiere emergente di Londra, non gli piace la solitudine ed è in cerca di due coinquilini. Così decide di pubblicare un annuncio su spareroom.co.uk, proprio come farebbe un normale utente interessato ad affittare una delle “stanze libere” della propria casa.

Fin qui, nulla di così strano. Se non fosse che, per vivere nel suo appartamento del valore di 3 milioni di sterline – no, non hai fatto male i conti, stiamo parlando di quasi 4 milioni di euro – non è necessario avere a disposizione una cifra esorbitante come si potrebbe pensare, ma vale la formula pay what you can afford, paga quello che puoi. Anche una somma simbolica.

Quanto simbolica? Non meno di una sterlina al mese. Parafrasando la prima espressione che ci viene in mente (no, non è seriously) possiamo dire niente male, considerando che Londra è una delle città più care al mondo. Dov’è quindi la fregatura? Da nessuna parte. A patto che gli aspiranti coinquilini siano disposti a partecipare ad una sorta di provino social, condiviso settimana dopo settimana sui profili personali di Hunt e sul canale YouTube del sito, fino alla scelta definitiva.

“Ho deciso di filmare la mia avventura per mostrare alla gente il processo di selezione (che può essere divertente!) e per diffondere il messaggio che vivere con le persone giuste è meglio che vivere da soli”

 

 

Gli crediamo? In effetti è un po’ difficile pensare che il founder di SpareRoom sia disposto a condividere i suoi spazi quotidiani con due perfetti sconosciuti solo per farsi un po’ di pubblicità. Dal 2004 la filosofia di SpareRoom è Life is better when you share it, la vita è migliore quando la condividi. E allora, condividere per condividere, perché non farlo fino in fondo?

 

Una foto pubblicata da Rupert Hunt (@ruperthunt) in data: 23 Feb 2016 alle ore 04:01 PST

Per Rupert Hunt le audizioni sono un esperimento già testato qualche anno fa per la ricerca del precedente coinquilino. Pare avessero funzionato, così tanto da spingerlo stavolta ad aggiungere le telecamere e l’elemento social. Ed ecco Rupert’s Housemate Hunt, una web serie che sta prendendo vita su YouTube, raccontando le selezioni con tanto di SpeedFlatmating, una specie di speed dating fra ipotetici coinquilini e proprietario di casa.

Il risultato è questo: una campagna di branding efficace e divertente che ha saputo creare engagement e consensi. Metterci la faccia e spingere i propri utenti a fare altrettanto, dando vita ad una narrazione partecipativa e del tutto in linea con i’identità del brand, paga sempre.

Dopo aver pubblicato l’annuncio, come era prevedibile, sono piovute centinaia di candidature, tanto da costringere Hunt a chiudere in anticipo la raccolta di adesioni. Ma di materiale deve averne raccolto parecchio, visto che da giorni ormai il canale Youtube, la pagina Facebook e i profili Twitter e Instagram, raccontano in mini puntate le avventure dei possibili – e molto fortunati – futuri coinquilini. Il primo c’è già, fresco di nomina, grazie anche ai mini poll pubblicati da Hunt. Siamo curiosi di vedere chi è il prossimo.