Intervista

Agenzie in crisi, talento sprecato? La parola a Pasquale Diaferia, creativo e imprenditore

Le agenzie tradizionali hanno ridotto i creativi a semplici impiegati?

Chi sono i creativi oggi? Siamo andati a Roma a curiosare nelle botteghe dove i creativi nascono e si formano, negli spazi dove le idee prendono forma per capire come il talento creativo viene alimentato.

E’ questo lo scenario in cui incontriamo Pasquale Diaferia, giornalista, imprenditore e direttore creativo al quale abbiamo chiesto se esiste una crisi creativa e se nell’industria della comunicazione in Italia iniziamo ad assistere a del talento sprecato.

Ne parliamo con lui perché sulla spinta ad una rinascita creativa si basa anche la nuova campagna pubblicitaria che lui stesso ha diretto per Quasar Design University, impegnata nello stimolare la creatività attraverso The House of Ideas. Il laboratorio, ideato dal Professor Todaro, già Rettore della Facoltà di Architettura di Roma, è una sfida progettuale che alterna il lavoro di ideazione a lecture tematiche: in poche parole speculazione intellettuale unita a proficuo lavoro creativo.

Talento creativo sprecato?

Ciao Pasquale, benvenuto su Ninja Marketing. Come vedi il panorama creativo italiano in questo momento?

Vedo clienti ancora molto impauriti, perché una crisi strutturale complessa ancora li tiene sotto scacco.
Vedo agenzie tradizionali in crisi di modello. Vedo agenzie più digitali che sono schiacciate da grandi player come Google e Facebook, che in realtà stanno portando via il lavoro non solo agli editori, ma perfino a loro.
Vedo creativi che di conseguenza sono tristi impiegati d’agenzia, e sono coinvolti nella difficoltà di integrarsi in un modello ormai superato e antistorico.

Quindi c’è del talento sprecato?

Si, molto. La creatività non è più il vero elemento di differenza di un mercato in cui apparentemente si vendono idee, mentre queste sono diventate semplicemente una parte del processo, schiacciata tra i DN dei centri media e le profilature dei grandi player. Basta guardare gli annunci nella colonna destra della vostra pagina di Facebook. Quadratini più simili agli annunci delle vecchie pagine gialle che non alla grande pubblicità creativa dei momenti buoni. Ma che muovono fatturati imperiali a livello mondiale.

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Quali sono, secondo te, le skill che un creativo deve assolutamente avere?

È necessario che i creativi siano anche imprenditori, cioè che possano lavorare direttamente con le aziende, per poter massimizzare i profitti.

È fondamentale che siano strateghi, cioè in grado di portare valore alla marca attraverso un uso completo e non solo tattico degli strumenti media.

E infine è ancora basico che siano visionari, che siano in grado di aiutare i clienti a produrre contenuti coerenti con i valori della marca e contemporaneamente siano capaci di produrre entertainment, gamification, engagement nei consumatori.

Quali sono o saranno le professioni creative del futuro?

Quelle del passato. Basterà che gli italiani tornino a fare i Dante, i Leonardo, i Michelangelo, I Volta, i Fermi, Tutto qui.