Media

Addio Umberto Eco: le frasi indimenticabili del maestro

Maestro di cultura e vita, Umberto Eco ci lascia in eredità grandi parole da custodire

Umberto Eco era uno scrittore, un filosofo, un semiologo, un professore universitario, un saggista. Per chi si occupa di comunicazione, come molti tra noi, è stato anche una guida e figura fondamentale. Un maestro che ha insegnato a tutti come parlare e scrivere meglio, di tutto, a tutti.

Vogliamo allora rendere omaggio al grande intellettuale, che si è spento venerdì 19 febbraio, attraverso le sue parole, condensate in 10 citazioni per noi indimenticabili e di grande ispirazione.

umberto eco

Fonte: repubblica.it

“I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare” da Come si fa una tesi di laurea.

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… Perché la lettura è un’immortalità all’indietro” da Perché i libri allungano la vita.

“Lascia parlare il tuo cuore, interroga i volti, non ascoltare le lingue” da Il nome della rosa.

“Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi, è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti” da Come scrivere una tesi di laurea di laurea con il personal computer.

“Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta” dalla rubrica de l’Espresso La bustina di Minerva.

“I libri non sono fatti per crederci, ma per essere sottoposti a indagine. Di fronte a un libro non dobbiamo chiederci cosa dica ma cosa vuole dire” da Il nome della rosa.

“Per non apparire sciocco dopo, rinuncio ad apparire astuto ora. Lasciami pensare sino a domani, almeno” da Il nome della rosa.

“È bello qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro” da Storia della bellezza.

“Le opere letterarie ci invitano alla libertà dell’interpretazione, perché ci propongono un discorso dai molti piani di lettura e ci pongono di fronte alle ambiguità e del linguaggio e della vita” da Sulla letteratura.

“Una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è quella di gettare un’ombra di diffidenza sulle cose troppo serie” da Diario minimo.