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L’inserzione Facebook perfetta? Una su un milione!

Analizziamo le possibili combinazioni di Facebook Ads per trovare quella più performante e adatta alle nostre esigenze

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Sembra tutto facile: con pochi click e una carta di credito è possibile dare visibilità alla tua azienda o al tuo prodotto su Facebook! In realtà impostare una campagna di marketing professionale richiede uno studio molto più approfondito per le tante variabili in gioco nella creazione delle inserzioni.

Andiamo allora ad analizzare le varie possibili combinazioni che gli strumenti di Facebook ci offrono per capire come riuscire a separare la lana dalla seta, o come trovare finalmente l’ago nel pagliaio: la ads perfetta!

ago nel pagliaio

Tipologia (7x)

E’ la prima variabile da considerare; semplificando all’estremo il concetto è: cosa vogliamo far fare agli utenti che vedono la nostra ads, e come vogliamo farglielo fare?

Possiamo banalmente scegliere di acquisire fan (una pratica quasi sacrilega ormai, ma che in realtà in alcuni casi ha perfettamente senso!), oppure spingere gli utenti a cliccare per raggiungere il nostro sito web, possiamo sponsorizzare un post (che sia un link, una foto o un video o un carosello) e spingere sulle interazioni, possiamo acquisire lead con il nuovo formato lead ads.

Considerando poi anche il metodo d’asta (CPC, CPM) possiamo sicuramente arrivare a sette combinazioni diverse.

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Posizionamento (4x)

Questa variabile spesso si rivela davvero incisiva soprattutto a causa del CPC molto variabile in base agli spazi selezionati: newsfeed desktop, newsfeed mobile, colonna destra desktop, audience network. Un errore da non compiere è quello di disattivare a priori la posizione “colonna destra” perchè in effetti a prima vista risulta visivamente meno appetibile sia come posizionamento che come dimensioni.

Questa però è in realtà un’opportunità da sfruttare perchè, proprio per questa ragione, il CPC è notevolmente più basso.

Età (3x)

Certo, il tuo prodotto potrebbe essere specifico per una fascia d’età; ma nel caso non sia possibile stimarlo a priori o in caso di prodotto ad ampio target di pubblico potrebbe essere utile suddividerlo in tre fasce d’età: (18-30)(31-45)(46-65).

Sesso (2x)

Poco da dire anche qui. Classica distinzione di sesso per capire se il tuo prodotto risulta più appetibile ai maschietti o alle femminucce. In realtà ci sarebbe da poter fare anche un ulteriore approfondimento sui gusti sessuali (si, Facebook lo consente!) ma dovrebbe essere abbastanza ininfluente per la maggior parte delle inserzioni. Per comodità, teniamoci su due possibili combinazioni.

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Geolocalizzazione (3x)

Pensi davvero che il tuo prodotto sia appetibile allo stesso modo in tutta Italia? Se escludiamo vendite local, e quindi targettizzate su un raggio intorno all’attività, per tutte le campagne di marketing a livello nazionale possiamo quantomeno dividere il nostro bel paese in tre aree: Nord, Centro, Sud (e ci stiamo tenendo anche belli comodi!)

Interessi (10x)

La scelta degli interessi è una delle caratteristiche migliori della pubblicità su Facebook. Scegliere un target giusto interessato al proprio prodotto è allo stesso tempo sia facilissimo in un primo step (le categorie e gli interessi sono davvero molto precisi) sia difficilissimo in seguito quando occorre cercare nicchie meno battute dalla concorrenza affini a quelle classiche.

A ciò si aggiungere la possibilità di puntare a pagine specifiche, siano esse dei competitor diretti o dei prodotti simili, nonchè la possibilità di varie look-alike audience sempre più vaste.

Non è finita qui, perchè ci sono ulteriori opzioni sul grado di prossimità della pagina (sei fan, non sei fan, sei amico di un fan). Vista l’ampia varietà di scelta, è buona norma prevederne almeno dieci. Se però ti piace ragionare fuori dagli schemi si può arrivare facilmente anche a venti!

facebook-ads

Orario (4x)

Il target delle tue ads ha abitudini diverse durante l’arco della giornata (pensa ai pendolari, agli studenti, a chi lavora in ufficio, etc) ma anche nella differenziazione tra giornata lavorativa e week end. Ne vengono fuori quindi quattro suddivisioni temporali diverse, che hanno peculiarità e risultati necessariamente poco sovrapponibili!

Testo della descrizione (4x)

E’ il momento di dar sfogo alla creatività, creando un testo che sia al tempo stesso sintetico, descrittivo ma anche accattivante, senza però scadere nel click-baiting (a meno che non sia questo il tuo reale obiettivo!). Le variabili qui sono davvero infinite: stile del linguaggio, parole da utilizzare, maiuscole e minuscole, forma diretta o impersonale, etc. Assumendo di avere un po’ di esperienza, possiamo limitarci a quattro descrizioni diverse.

Creatività e colori (4x)

E’ davvero poco il tempo che un utente presta alla tua inserzione mentre “scrolla” il newsfeed di Facebook, quindi la grafica delle ads deve essere di impatto immediato. Ci sono tante teorie e test al riguardo sia sui colori da usare (chiari o scuri? arancione o blu?) che sullo stile migliore (a volte un’immagine brutta e sgranata converte meglio di una immagine “da copertina”). L’ideale sarebbe avere almeno tre grafiche diverse, e tre declinazioni per ogni grafica, ma accontentiamoci di un totale di soli quattro test.

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Call to action (2x)

Facebook consente di scegliere di inserire in calce alla ads un pulsante che spinga l’utente al click, (iscriviti, acquista, prenota, installa, scopri di più, etc). Solitamente la scelta è abbastanza semplice e univoca in base alla tipologia di prodotto e di obiettivo, ma nulla vieta di fare un A/B test secco su due pulsanti diversi.

Landing page (2x)

Ok, l’utente ha cliccato sulla tua bella ads, ma ora probabilmente il tuo obiettivo è quello di fargli compiere un’azione, come ad esempio un acquisto o una lead. Un errore comune è sottovalutare questa ultima fase perchè “…io faccio solo le ads“, e il risultato è fare ads bellissime, perfettamente in target, che costano anche poco ma che non convertono una mazza!

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Fissato il concetto che la landing page deve essere in ogni caso comoda, chiara e funzionale, possiamo comunque fare dei test per vedere qualche converte meglio: ad esempio provarne una più precisa e ricca di informazioni, e una invece più “markettosa”.

Una su un milione!

Moltiplicando quindi tutte le possibili variabili superiamo abbondantemente il milione di possibili combinazioni: ovviamente non tutte queste inserzioni rispecchiano l’esigenza di ogni piano di marketing, ed è assurdo anche solo pensare di provarle tutte!

La ads perfetta, se pur rientra in una di questo milione di combinazioni, in realtà non esiste, o meglio non è questo il reale obiettivo a cui devi rivolgerti. Invece di usare la forza bruta e cominciare a testare a capo chino, è molto meglio investire tempo e soldi in un’analisi preventiva profonda per scegliere un ristretto set di ads che si ipotizzano migliori, per poi aggiustarle in base ai risultati, alle piccole “spie” che ci vengono dal monitoraggio e dall’esperienza acquisita in passato.

Sei sorpreso da tante possibilità?

Pensa a questo la prossima volta che crei una sola, singola, ads e ti chiedi poi: ma come mai non ottengo risultati?