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Con Amazon e Uber, la Gig Economy irrompe nel mercato della logistica

Rivoluzione in atto nell'eCommerce e un attacco all'egemonia dei corrieri espressi professionisti

Con il settore dell’eCommerce in continua crescita e una elevata percentuale di esercenti online che lo ritiene un servizio migliorabile (il 55% secondo il report “Ecommerce in Italia 2015” di Casaleggio Associati), è inevitabile pensare alla logistica – valore strategico per chiunque scelga di vendere online – come un settore in cui ci sia ampio spazio per l’innovazione.

Un servizio, quello della logistica, abitualmente appaltato ad aziende specializzate come i corrieri espresso e le poste. Almeno fino ad oggi, perchè ora che Amazon e Uber stanno provando a proiettare la logistica nella gig-economy, è lecito attendersi un cambiamento radicale in un settore che negli Stati Uniti ha un forte impatto anche sull’occupazione (Fedex e UPS hanno assunto 145 mila dipendenti stagionali solo per gestire le spedizioni natalizie di esercenti online).

Amazon Flex

“Make $18–$25/hr delivering packages for Amazon with your car and smartphone. Be your own boss: make great money, delivering when you want”, dice la landing page dedicata ad Amazon Flex attraverso la quale ci si può candidare come fattorini.

Oltre a dover passare un “background check”, come lo chiama Amazon, tutto quello che serve per farsi avanti è aver compiuto 21 anni e disporre di un’auto (e avere una patente di guida valida, ça va sans dire).

Quando la candidatura viene accettata basta scaricare sul proprio smartphone l’app dedicata (per ora disponibile solo su Android, ebbene sì!) che geo-localizza fattorini e pacchi da consegnare. A quel punto il fattorino non dovrà fare altro che prelevare gli ordini disponibili per l’evasione da uno dei magazzini presenti sul territorio e consegnarli al cliente entro 60 minuti.

amazon-flex

George Gracin, tra i primi fattorini on-demand, ha detto:

Non voglio diventi il mio lavoro a tempo pieno ma sono interessato perché sembra un modo per guadagnare un po’ di soldi extra nei fine settimana, come Uber. Con la differenza però” continua Gracin “che trattandosi di un servizio di consegna, non c’è alcun rischio di avere sconosciuti sul sedile del passeggero.”

Amazon Flex è attivo per ora in poco più di una dozzina di città americane, ma lo stesso Bezos avrebbe già manifestato l’intenzione di esportare il servizio non solo in altre città ma anche in altri Paesi. Sempre a proposito di Amazon, alcuni analisti hanno recentemente sostenuto che l’azienda di Seattle stia lavorando per costruire una propria compagnia di logistica, ma al momento non è stata rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale in merito.

Uber apre le proprie API a UberRUSH

E’ notizia di pochi giorni fa l’obiettivo da parte di Uber di voler espandere le proprie API ad UberRUSH, servizio che rende fattorini gli autisti di Uber. Autisti, ma non solo: perchè a differenza di Amazon Flex (che richiede di viaggiare in automobile) è possibile consegnare anche in bicicletta o a piedi.

Se fino ad oggi le API erano aperte solo a chi desiderasse integrare nelle loro applicazioni l’ormai famoso servizio di noleggio auto on-demand (Tripadvisor, con il pulsante “Raggiungi destinazione con Uber”, è stata tra le prime ad integrarlo), ora anche ristoranti ed esercenti online potranno integrare UberRUSH sul proprio sito web o sulla propria app per offrire il servizio di consegna in un’ora, senza far sì che gli utenti debbano accedere in maniera separata all’applicazione nativa.

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Shopify, piattaforma che permette di creare un negozio online senza bisogno di competenze tecniche, grazie alla partnership stretta con Uber stessa offre questo servizio in Beta già da alcuni mesi: dallo scorso Ottobre chi acquista sui negozi Shopify che hanno abilitato UberRUSH come metodo di consegna, riceve un link che permette di vedere in tempo reale la posizione del fattorino che ha preso in carico il proprio ordine.

Attualmente UberRUSH è attivo a San Francisco, Chicago e New York.

Postmates

Nonostante Amazon e Uber siano brand riconosciuti in tutto il mondo, nel parlare di gig-economy applicata al mondo della logistica non si può non citare Postmates.

Disponibile oggi in oltre 100 aree metropolitane degli Stati Uniti, Postmates è arrivata nel 2001, ben prima di Amazon Flex e UberRUSH. Se nei primi anni era possibile richiedere di tutto, a patto che fosse trasportabile in bicicletta, recentemente Postmates ha aperto ad ogni altro mezzo di trasporto oltre che alle consegne di acquisti effettuati su Craigslist, noto sito di inserzioni online.

L’app assegna un corriere personale a cui affidare la consegna che, se non viene recapitata entro un’ora, sarà consegnata gratuitamente.

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