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Super Bowl e social media: vince chi strappa più risate

Fateli ridere: l'imperativo del 50° Super Bowl è raccolto dai brand e gli utenti si dividono tra entusiasti e polemici. Mettendo in ombra la (scarsa) performance sportiva e Chris Martin.

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Il Super Bowl è stato, come ogni anni, un evento di scala planetaria: come ogni avvenimento di questa portata, i social media hanno avuto un certo peso, anche i termini numerici. Analizziamo qualche dato ed evento, così da avere un overview completa di cosa sia stata la cinquantesima edizione del mitico Super Bowl.

Vinto dai Denver Broncos, l’evento non ha raggiunto il record di ascolti e condivisioni social dello scorso anno: il contatore social di quest’anno di ferma a 60 milioni di utenti su Facebook, contro i 65 milioni del 2015 e 200 milioni di post complessivi contro 265 milioni. Perfino Beyonce è stata nominata più dei Broncos: 2,6 milioni di tweet a 1,1.

In termini di fatti memorabili, questi sono sei momenti che ricorderemo del Super Bowl 2015. Una sintesi, anche per chi se l’è perso.

1) Chris Martin e Beyonce

Performance da terzo incomodo per Chris Martin: tra Beyonce e Bruno Mars il frontman dei Coldplay sparisce letteralmente e, per tutto l’intervallo del match, diventa la vittima prediletta dell’ironia dei social.

2) Beyonce e Rudy Giuliani

L’ex sindaco di New York, eroe dell’11 settembre, è andato su tutte le furie per la performance di Beyonce che, a suo dire, fa una parodia poco rispettosa delle forze di polizia. No, neanche lui si è accorto della presenza di Martin.

3) Ensurance: basta un retweet per vincere

Un concorso tra tutti gli utenti social con un montepremi di 1 milione di $. Ad ogni retweet la chance di aggiudicarsi uno dei premi in palio. Alla compagnia di assicurazioni di San Francisco piace vincere facile? Può darsi, ma sicuramente questa trovata ha funzionato.

The trophy’s been awarded, but we still have $250K to give away. #EsuranceSweepstakes #SB50 pic.twitter.com/FdAfQ84q1O

4) Le facce di Eli Manning

L’eroe del Super Bowl 2016 è stato Peyton Manning, il veterano quaterback dei Broncos, ma le ironie sui social sono tutte per il fratello Eli, quarterback dei New York Giants. Le cui espressioni tristi ed allibite dopo il trionfo del fratello (invidie in famiglia?) fanno schizzare in alto l’hashtag #ManningFace:

5) Fateli ridere

L’imperativo di questo Super Bowl per i brand era uno solo: “Make ‘em laugh“e il vincitore a nostro parere è lo spot della Bud Light. In un paese diviso e in disaccordo su tutto quali sono le cose che uniscono gli americani? La birra più celebre d’America non ha dubbi: libertà, giustizia, weekend lunghi, t-shirt demenziali, burritos e … Bud naturalmente! Lo spot è un crescendo di trovate: “We are the fake political party America needs right now”. “America has seen the light. And there’s a Bud in front of it. “

6) Doritos “pro-life” vince la sfida delle mention

Menzione speciale per Doritos, il brand più nominato di questo Super Bowl. Complice il suo TV AD in cui un feto sembra avere un certo interesse per le patatine, mostrando a tutti sentimenti e simpatia. Esultano le associazioni pro-life, mentre montano le social-polemiche tra i fan dell’aborto: