Intervista

YouTube: dai primi passi alle milioni di visualizzazioni

"Il canale è più che altro un contenitore e, in quanto tale, trae importanza dal contenuto"

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Edoardo Scognamiglio master social media marketing

Il video è uno strumento di comunicazione veloce, immediato e sicuramente efficace se fatto nel modo giusto. Il punto è proprio questo, qual è il modo giusto?

Ne abbiamo parlato con Edoardo Scognamiglio, docente del Master in Social Media Marketing di Ninja Academy, autore del programma televisivo Le Iene e co-fondatore dell’agenzia Combocut.

1. Ho appena aperto il mio canale, quali sono le prime cose da fare per farlo trovare tra milioni di altri?

Il canale è più che altro un contenitore e, in quanto tale, trae importanza dal contenuto. Per questo è necessario capire che l’unico modo per fare trovare voi e il vostro brand on line è alimentare il vostro canale, ossia produrre e pubblicare dei video. La costanza in questi casi paga sempre.

A livello tecnico dovrete ottimizzare le clip. Quello che conta è che la vostra parola chiave sia presente nel titolo della clip, nella descrizione e tra le tag. Ricordatevi che YouTube è il secondo motore di ricerca al mondo: come ottimizzate un sito in ottica SEO, dovete fare lo stesso con un filmato.

In più, è fondamentale creare una relazione ossia rispondere ai commenti, innescare delle discussioni. Il canale non deve essere una vetrina asettica, ma un luogo dove si crea del movimento.

A livello strategico esistono altre mosse: potreste provare i vantaggi dell’affiliazione con altri canali, usare YouTube all’interno di marketing mix con altri canali social o, ancora, puntare sulle digital PR.

2. Si diceva che gattini e donne “generose” fossero un’ottima esca ed il nuovo fenomeno “escile” sembra confermarne la natura ever-green. Sei d’accordo o ci sono trend più forti in questo momento?

La tenerezza suscitata dagli animali e il voyeurismo credo che faranno sempre parte dell’Internet. E’ inutile opporsi, semplicemente conviviamoci. Detto questo, se il tuo obiettivo è quello di differenziarti e non diventare una goccia nel mare delle solite mode, il discorso cambia.

Non credo molto nei trend, a meno che tu sia il primo ad averne lanciato uno. Al contrario penso che l’ironia, la spontaneità, la sintesi e la costanza siano gli elementi veramente decisivi.

3. Negli ultimi anni assieme a YouTube sono nati anche gli YouTubers, potresti spiegarci chi sono e come fanno a portar a casa uno stipendio a fine mese?

Lo YouTuber ha un proprio canale su cui pubblica con molta frequenza clip in cui parla di un determinato argomento o si racconta attraverso una sua peculiarità. Per capirci, andiamo dai a tutorial sulle cose più varie, alle recensioni sui video games, fino ad arrivare a clip comiche e divertenti.

Diamo un volto, per esempio, alla categoria videogiochi: Felix Arvid Ulf Kjellberg è un  ragazzo svedese che si fa chiamare PewDiePie e su YouTube ha più di 41 milioni di iscritti. Cosa fa? Il genere si chiama Let’s play e lui si occupa di commentare i videogame. Nelle sue clip gioca al computer e fa le vocine. Il Wall Street Journal ha ipotizzato per lui un fatturato annuo di quattro milioni di dollari.

Perché la gente si iscrive al canale dello YouTuber? La risposta è semplice: è un esperto del suo settore ed è “vero”.

Spesso, infatti, la forza di uno YouTuber sta nella relazione che riesce a creare con il proprio pubblico.

Parte della monetizzazione deriva direttamente da YouTube, che premia i propri creators in base al numero di visualizzazioni che riescono a raggiungere: più persone seguono il canale, più pubblicità targettizzata riuscirà a vendere YouTube a quel pubblico. Una parte degli introiti sono divisi con l’autore dei contenuti.

L’altra variabile di guadagno, la più rilevante, deriva invece dalla collaborazione diretta con le aziende attraverso del product placement o branded content. Ma anche attività offline attraverso la partecipazione ad eventi. Per aiutare gli YouTuber sono nate le multi-channel network, agenzie che facilitano la triangolazione tra YouTube (che offre la tecnologia), le aziende e gli YouTuber.

4. Video free o video sponsorizzati? Quando ha senso investire nella pubblicità di YouTube e quando invece preferire, ad esempio, Facebook o Google AdWords?

Per poter scegliere con cognizione di causa come distribuire una clip è necessario partire da alcune riflessioni.

Prima cosa: il vostro brand dove è già presente? Dove ha un pubblico? Se state investendo energia e soldi su Facebook, partite da questa piattaforma. Se invece siete già presenti su YouTube allora utilizzate quest’altra.

Nel caso in cui il brand sia già presente sia su Facebook sia su YouTube, è necessaria una riflessione in più: userete YouTube se il video che avete prodotto risponde a delle domande che le persone potrebbero voler cercare online (es: come fare qualcosa). Al contrario, userete Facebook per distribuire un video che abbia le caratteristiche necessarie per essere facilmente condiviso online. Si dice che Facebook, a livello video, funzioni sul breve termine. YouTube sul lungo.

A partire da queste riflessioni, io consiglio di prevedere sempre del budget per la promozione, questo di sicuro accelera i tempi di crescita.

5. Potresti consigliarci qualche canale YouTube da prendere come buon esempio e tenere sott’occhio come fonte d’ispirazione?

Gli italiani li conosciamo bene, vi do qualche riferimento americano: Minutephysics, Ze Frank, Funny or Die, BuzzFeed.

C’è un’app che vi aiuterà a trovare le ispirazioni giuste e a muovervi nell’incredibile offerta di YouTube, si chiama Frequency.

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